NO ALLA CONCESSIONE DELLE ISOLE GALAPAGOS PER USO MILITARE

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Il Comitato Berta Vive di Milano è rimasto annichilito di fronte alla notizia (https://www.bbc.com/news/world-latin-america-48663283?SThisFB che il governo dell'Ecuador, presieduto da Lenin Moreno, ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per concedere l'utilizzo del piccolo aeroporto situato nelle Isole Galapagos come base militare a disposizione dell'aviazione statunitense.

Il Comitato Berta Vive di Milano è nato dopo il vile assassinato di Berta Isabel Cáceres Flores, attivista ambientalista, femminista e portavoce del Copinh (Consejo Civico de Organizaciones Populares e Indigenas de Honduras), organizzazione che aveva contribuito a fondare nel 1996.

Berta è stata uccisa per aver difeso il territorio dove viveva insieme al popolo Lenca dalla devastazione ambientale che sarebbe derivata dalla costruzione del progetto Agua Zarca, una enorme diga sul fiume sacro Gualcarque.

Come Comitato Berta Vive abbiamo voluto raccogliere la sua eredità portando avanti la sua lotta non solo per l'Honduras, ma per ciò che rappresenta: la difesa dell'ambiente, della terra, della Pachamama, dal capitalismo che rimane depredatore, anche quando cerca di nascondersi dietro l'energia "pulita" generata dalle dighe utilizzata poi per far funzionare il modello estrattivista.

Le Isole Galapagos sono patrimonio dell'Unesco, e tutte e tutti noi siamo consapevoli della preziosità di un territorio ancora parzialmente incontaminato, con specie animali e vegetali da proteggere.

Le visite dei turisti sono regolate da rigido controllo numerico, le barche private non possono attraccare, e si concede come base d'appoggio militare?

In Italia conosciamo bene - purtroppo - lo scarso rispetto per l'ambiente degli Stati Uniti, dato che stiamo ancora aspettando la bonifica dell'Isola della Maddalena, utilizzata come base militare per anni e dove i sottomarini nucleari statunitensi hanno contaminato acque e fondali.

Con questa petizione chiediamo:

- al movimento ambientalista che sta attraversando le strade del mondo di fare propria anche la richiesta di rispettare le Isole Galapagos, insieme alle istanze in cui ci riconosciamo, e per le quali Berta e centinaia di attivisti e attiviste ambientalisti sono stati uccisi;

- al Governo italiano, alla Unione Europea, e alle Nazioni Unite, a partire dalla Unesco, di impedire la devastazione di un territorio che è patrimonio della umanità e simbolo di un pianeta della cui preservazione e difesa dobbiamo assumerci la responsabilità.


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