Innanzitutto, vi ringrazio per la partecipazione.
Ho pubblicato un aggiornamento che spero vogliate condividere:
A distanza di soli due giorni dall’uscita della petizione sono state raccolte oltre 5.000 firme.
Sono firme bipartisan di persone che chiedono di smettere di strumentalizzare politicamente una tragedia umana. Qualcuno di noi era in piazza a manifestare, qualcuno no.
Ciò che il sindaco Lepore dimostra di non aver ascoltato rispondendo in questi giorni alle polemiche, provenienti anche dalla sua area di pensiero progressista, sul conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, è che gli atteggiamenti divisivi tenuti dalla giurista schierano la città su un campo solo semplificando un conflitto che continua da generazioni e che vede le sofferenze affrontate dai due popoli nel corso degli ultimi 90 anni strumentalizzate dalla politica ancora una volta.
Nessuno nega gli orrori della guerra, nessuno è indifferente alle sofferenze di questo conflitto.
Eppure la corsa ad accapparrarsi per un attimo sul proprio palcoscenico elettorale il nuovo simbolo di lotta per la liberazione della Palestina è diventata il paradosso più lampante della distanza tra parole di pace e azioni che scavano altre distanze. La pace non va semplicemente invocata o anelata, va costruita con azioni unificanti, con basi solide, ricerca della giustizia, compromesso, comprensione, rigore. Come comunità abbiamo perso l'occasione per ritagliarci un'isola di riflessione nella quale condividere la cultura dell'informazione, la storia di due popoli impauriti, l'ascolto di punti di vista differenti, preferendo innalzare una sola bandiera e dividere il mondo in buoni e cattivi per poterci creare un nuovo nemico e una nuova compagnia di fratelli con la quale riprendere la lotta del bene contro il male, ovvero la stessa dinamica che anima Israele e Palestina.
La proposta che facciamo al sindaco è di mettere da parte l’orgoglio per una scelta di campo sbagliata, divisiva e non sentita dalla città e conferire la cittadinanza a Bassam Aramin palestinese e a Rami Elhanan israeliano, rappresentanti dell’associazione Parents Circle (https://www.theparentscircle.org/en/homepage-en/ ) che riunisce oltre 700 famiglie israeliane e palestinesi unite dalla tragica perdita di un familiare a causa del conflitto. Sarà loro il lavoro più difficile e fondamentale nei prossimi mesi ed anni