

Giovedì 9 aprile, con l’inaugurazione della casa di comunità di largo Cigna, si chiude una battaglia durata oltre sei anni sui servizi sanitari di Borgo Vittoria.
Dal 2019 al 2022 il poliambulatorio di via del Ridotto ha subito tre chiusure, tra spostamenti di personale e trasformazioni in hub tamponi. I cittadini hanno sempre risposto: mobilitazioni, raccolte firme, confronto con le istituzioni. Una richiesta semplice e chiara: mantenere un presidio sanitario fondamentale per 80mila abitanti.
La quarta chiusura, definitiva, segna una scelta politica precisa. Eppure le alternative c’erano: ex Superga, via Roccavione, via Foligno, ex Stazione Dora.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: servizi più lontani (altro che città dei 15 minuti), impoverimento del tessuto commerciale, negozi che chiudono, valore degli immobili in calo.
In questi anni abbiamo investito tempo, energie, idee, costruendo relazioni e proposte. Ci siamo trovati di fronte a decisioni calate dall’alto, senza confronto, e a informazioni negate ai cittadini.
Giovedì scorso, infine, la squallida farsa della “passeggiata” d’inaugurazione: mezzi blindati dei Carabinieri e agenti di polizia per bloccare una manifestazione pacifica. Una sproporzionata dimostrazione di forza, mentre resta inascoltata la voce di 2500 residenti che hanno firmato una petizione al Consiglio Regionale. Ringrazio di cuore chi ha condiviso con me questa esperienza: innanzitutto i cittadini e gli amici che hanno partecipato con passione, poi la CGIL e lo SPI, Eleonora Artesio, Elena Palumbo, Sandra Basaglia, Simone Tosto, Alberto Unia, Alice Ravinale, Jacopo Rosatelli, Nadia Conticelli e i tanti altri rappresentanti istituzionali che a tutti i livelli si sono spesi su questo tema.