Petition updateNO alla cattura di richiami vivi in Lombardia.Milano- SABATO 21 settembre ore 14.00 p.zza d’Aosta/Palazzo Pirelli (Stazione Centrale)
LAC
Sep 19, 2019

Contrariamente alle dichiarazioni esultanti del mondo venatorio, il reale numero dei cacciatori italiani (in base al numero dei tesserini e non al fuorviante numero delle licenze di porto di fucile, valido 5 anni) è in drastico calo ed è sotto la soglia dei 470.000. Brescia, la provincia che storicamente ha la densità venatoria più alta in Italia, quest’anno è sotto la quota 20.000 (19.400).

Non è tollerabile che persone armate entrino nei nostri terreni contro la nostra volontà -abolizione dell’art.842 cc- o che si rinunci a godere della natura in modo sostenibile (escursionisti, fruitori campagne,ecc) per paura di essere impallinati e per il mancato rispetto delle distanze di sicurezza da case e strade. Vi è necessità che il Governo intervenga, perché morti e feriti non sono causati da “fatalità”, come le cronache spesso riportano, ma da sistematiche violazioni della legge 157/92 e delle norme di sicurezza.

I cacciatori rappresentano solo lo 0,7% degli italiani, ma basta vedere le varie disposizioni in materia di caccia (“calendari venatori”) da sud a nord dello Stivale per rendersi conto di quanto le Regioni siano tenute sotto scacco da questa minoranza armata. 

Situazioni regionali vergognose ce ne sono molte. Quest’anno però vogliamo attribuire la nostra maglia nera alla Lombardia come peggior Regione :  l'aberrazione è stato il decreto approvato il 31 luglio dalla giunta regionale che contro il parere negativo dell’Ispra, del Ministero dell’Ambiente e contro l’Europa ha autorizzato l’uccellagione, con l’apertura dei roccoli, enormi impianti di cattura.

La cattura di uccelli selvatici ai fini di richiamo per la caccia da appostamento è stata oggetto di procedura di infrazione per la violazione della Direttiva Uccelli, con lettera di messa in mora nel 2014 ed è stata conclusa solo grazie alle modifiche della legge nazionale n.157/1992 con l'articolo 4 che vieta mezzi, impianti o metodi di cattura come le reti, poiché non selettive. Tale procedura è stata conclusa anche con l'impegno che non si replichino pratiche illegittime, messe in atto in modo sistematico negli anni precedenti dalle Regioni come Lombardia. Per questi motivi le associazioni hanno promosso un ricorso al TAR patrocinate dallo studio  dell'avv. Linzola.

Un altro recente decreto regionale, in tre anni regala 600.000 euro di soldi pubblici a soggetti privati per la manutenzione dei roccoli, luoghi recintati, inacessibili, che sono spesso e volentieri parte integrante di ville: uno spreco di denaro per interessi privati.

foto: roccolo

 

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