

No all'imbuto di via Cassia/Giustiniana: fermiamo le isole in cemento che bloccano i bus!
Il problema
All'attenzione del Presidente del Municipio XV e degli organi competenti alla Mobilità di Roma Capitale.
Chiediamo l'immediata sospensione e la revisione urgente del progetto viario in corso all'incrocio tra via Cassia e via della Giustiniana. L'installazione delle nuove isole spartitraffico fisse in cemento a centro carreggiata sta riducendo geometricamente la sede stradale di un'arteria consolare fondamentale, trasformandola in un imbuto permanente.
Pur comprendendo l'obiettivo teorico di tutelare l'utenza debole, l'attuale realizzazione crea evidenti e gravissimi problemi strutturali alla viabilità, oltre a ignorare le reali dinamiche della strada:
• Inciampo geometrico per mezzi pesanti e bus: Il restringimento della carreggiata impedisce il transito fluido dei mezzi di linea ATAC (autobus e snodati) e dei veicoli commerciali, costringendoli a manovre millimetriche che bloccano l'intero flusso veicolare a ogni minima svolta o fermata.
• Blocco totale dei mezzi di soccorso: In caso di emergenza, la presenza di barriere rigide in cemento a centro strada azzera le vie di fuga. Le ambulanze e i mezzi dei Vigili del Fuoco rimarranno intrappolati nelle code senza alcuna possibilità di superare i veicoli o di scavalcare la corsia.
• La sicurezza richiede responsabilità bilaterale: La vera sicurezza stradale non si ottiene restringendo la carreggiata, ma educando e sanzionando. È fondamentale garantire e pretendere che anche i pedoni facciano la loro parte, evitando di attraversare la strada senza guardare o al di fuori delle strisce pedonali, comportamenti rischiosi che nessuna isola di cemento potrà mai azzerare.
• Tutela della salute psichica dei conducenti: Questo quadrante di Roma Nord è già strutturalmente precario e perennemente congestionato. Costringere automobilisti, camionisti e autisti di mezzi pubblici a fare ore e ore di fila immobile dentro un imbuto artificiale significa dare il colpo di grazia alla loro già precaria salute psicofisica, aumentando i livelli di stress, frustrazione e invivibilità quotidiana.
• Paralisi permanente: Con la fine dei cantieri fissata al prossimo 31 ottobre 2026, la cementificazione di queste isole renderà permanente una criticità che aumenterà a dismisura le code, i tempi di percorrenza lavorativi/scolastici e l'inquinamento atmosferico.
La sicurezza deve essere garantita attraverso soluzioni tecnologiche e moderne (come attraversamenti pedonali rialzati, segnaletica luminosa focalizzata, eventuali sistemi photored) che rallentino la velocità delle auto senza compromettere la funzionalità della piattaforma stradale, il passaggio dei mezzi di soccorso e la salute mentale di chi lavora o viaggia al volante.
Chiediamo una variante d'urgenza al progetto prima della chiusura definitiva del cantiere del 31 ottobre.
Firmate e condividete per salvare la via Cassia dal blocco totale!

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Il problema
All'attenzione del Presidente del Municipio XV e degli organi competenti alla Mobilità di Roma Capitale.
Chiediamo l'immediata sospensione e la revisione urgente del progetto viario in corso all'incrocio tra via Cassia e via della Giustiniana. L'installazione delle nuove isole spartitraffico fisse in cemento a centro carreggiata sta riducendo geometricamente la sede stradale di un'arteria consolare fondamentale, trasformandola in un imbuto permanente.
Pur comprendendo l'obiettivo teorico di tutelare l'utenza debole, l'attuale realizzazione crea evidenti e gravissimi problemi strutturali alla viabilità, oltre a ignorare le reali dinamiche della strada:
• Inciampo geometrico per mezzi pesanti e bus: Il restringimento della carreggiata impedisce il transito fluido dei mezzi di linea ATAC (autobus e snodati) e dei veicoli commerciali, costringendoli a manovre millimetriche che bloccano l'intero flusso veicolare a ogni minima svolta o fermata.
• Blocco totale dei mezzi di soccorso: In caso di emergenza, la presenza di barriere rigide in cemento a centro strada azzera le vie di fuga. Le ambulanze e i mezzi dei Vigili del Fuoco rimarranno intrappolati nelle code senza alcuna possibilità di superare i veicoli o di scavalcare la corsia.
• La sicurezza richiede responsabilità bilaterale: La vera sicurezza stradale non si ottiene restringendo la carreggiata, ma educando e sanzionando. È fondamentale garantire e pretendere che anche i pedoni facciano la loro parte, evitando di attraversare la strada senza guardare o al di fuori delle strisce pedonali, comportamenti rischiosi che nessuna isola di cemento potrà mai azzerare.
• Tutela della salute psichica dei conducenti: Questo quadrante di Roma Nord è già strutturalmente precario e perennemente congestionato. Costringere automobilisti, camionisti e autisti di mezzi pubblici a fare ore e ore di fila immobile dentro un imbuto artificiale significa dare il colpo di grazia alla loro già precaria salute psicofisica, aumentando i livelli di stress, frustrazione e invivibilità quotidiana.
• Paralisi permanente: Con la fine dei cantieri fissata al prossimo 31 ottobre 2026, la cementificazione di queste isole renderà permanente una criticità che aumenterà a dismisura le code, i tempi di percorrenza lavorativi/scolastici e l'inquinamento atmosferico.
La sicurezza deve essere garantita attraverso soluzioni tecnologiche e moderne (come attraversamenti pedonali rialzati, segnaletica luminosa focalizzata, eventuali sistemi photored) che rallentino la velocità delle auto senza compromettere la funzionalità della piattaforma stradale, il passaggio dei mezzi di soccorso e la salute mentale di chi lavora o viaggia al volante.
Chiediamo una variante d'urgenza al progetto prima della chiusura definitiva del cantiere del 31 ottobre.
Firmate e condividete per salvare la via Cassia dal blocco totale!

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Petizione creata in data 30 settembre 2026