No al Pontile Petroli nel Golfo di Gaeta

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Al Ministro dell’Ambiente
All'amministrazione comunale  di Gaeta
All'amministrazione comunale di Formia
All'amministrazione comunale di Minturno
Alla Regione Lazio
All'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale

PETIZIONE PER LA PER LA CHIUSURA DEL PONTILE ENI IDROCARBURI NELL'AREA DEL GOLFO DI GAETA

Quella del Tirreno meridionale è una costa affascinante e degna di valorizzazione che molti ci invidiano, la bellezza naturale di questi posti però è costantemente messa in pericolo da speculazioni ad alto impatto ambientale.

Nel 2010 l'area marina del Golfo di Gaeta è stata dichiarata "area sensibile” dalla Delibera Regionale n°116 del 19 febbraio.

Questo atto che, prevedrebbe una serie di misure a tutela del nostro mare e della nostra salute, non ha ad oggi ancora avuto un’effettiva attuazione.

Al momento nell’area sensibile del Golfo di Gaeta, infatti, sono ancora presenti zone dedicate all’acquacoltura e il pontile petroli dell’ENI, sito di attracco di petroliere e di stoccaggio di idrocarburi.

La concessione ENI è scaduta nel 2017 e l’azienda ha chiesto una proroga decennale della stessa, nonché la possibilità di ingrandire la propria struttura, passando dagli attuali 185 m ai 300 e portando il pontile dall'area portuale di Gaeta ai confini del Comune di Formia, nei pressi dell'arenile di Vindicio.

Il provvedimento graverebbe pesantemente sull’ecosistema marino e sulla bellezza dell’area producendo un impatto fortemente negativo sulle attività turistiche dell'intera costa, costituirebbe un possibile rischio per la salute dei cittadini residenti nelle zone più vicine al pontile ed avrebbe conseguenze ambientali a lungo termine.

Il pontile petroli ENI è situato in pieno centro urbano a Gaeta, con tutti i gravi rischi che ciò comporta per la popolazione in caso di possibili incidenti connessi con le attività di carico/scarico di prodotti petroliferi.

Il pericolo legato a tali attività è, purtroppo, un elemento concreto  e non così ipotetico anche a causa di provvedimenti che abbassano il livello di sicurezza, come l’ordinanza della locale Autorità marittima n. 75 del 2014 che autorizzò il rimorchiatore – in assistenza per la sicurezza della petroliera durante le operazioni di carico-scarico – ad allontanarsi per lo svolgimento di altri servizi nell'ambito del porto.

E’ importante che le istituzioni, insieme ai cittadini, si mobilitino a tutela del patrimonio naturale, della salute di chi oggi vive in quelle zone e di quella delle generazioni che verranno, anche al fine di sostenere l’economia dell’area che non può certo basarsi su industrializzazione e cementificazione selvagge, ma che dovrebbe fare della bellezza naturale delle Golfo un punto focale di sviluppo.

Per questo

Vista la designazione dell'area sensibile del golfo di Gaeta e dei bacini drenanti ad essa afferenti, avvenuta il 19 febbraio 2010 attraverso la delibera di giunta regionale n. 116 , ai sensi della direttiva 91/271/CEE del 21 maggio 1991 e D.lgs 03.04.2006 n. 152

Considerata la scadenza, avvenuta nel 2017, della concessione ENI per il mantenimento nell'area del Golfo di Gaeta di un pontile per l'approvvigionamento di idrocarburi

Chiediamo

di mobilitarsi, ciascuno nel proprio specifico ruolo, per il potenziamento e la piena attuazione della su detta Delibera Regionale del 19 febbraio 2010 n. 116, a tutela del mare del Golfo di Gaeta, della salute dei cittadini e della economia delle città che su questo Golfo si affacciano

di attivarsi per il non rinnovo della detta concessione, contrariamente all'istanza presentata da ENI SPA per un rinnovo decennale, e la conseguente chiusura dell'impianto in questione o in extrema ratio per la delocalizzazione off-shore  del pontile petroli di Gaeta in un luogo più sicuro, conformemente alla normativa in materia di sicurezza, al fine di garantire, compatibilmente alle esigenze di natura economica e commerciale, anche la salute, la sicurezza e l'incolumità del cittadini

 

 



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