Contro la crisi idrica dei privati, attuare la legge regionale


Contro la crisi idrica dei privati, attuare la legge regionale
Il problema
Zingaretti e Refrigeri, dopo l’atto dovuto sullo stop ai prelievi dal lago di Bracciano ne aspettiamo un altro: calendarizzare immediatamente la legge sui nuovi bacini idrografici nel Lazio, già in ritardo di 3 anni.
Le reazioni che ha suscitato la decisione imposta dalla Regione Lazio ad Acea Ato 2 S.p.A. mostrano inequivocabilmente quanto sia decrepito e dannoso l’attuale sistema di gestione dell’acqua e quanto sia urgente la sua riforma che, nel Lazio, è veramente a portata di mano: basta applicare la legge 5 del 2014.
L’acqua è un bene prezioso, che va tutelato perché rimanga “risorsa rinnovabile” e quindi utilizzabile per la vita umana di oggi e futura; è stata invece usata - in questo come in tantissimi altri casi - per fare profitti, a scapito dell’equilibrio ambientale che ne assicura la “rinnovabilità”.
A chiedere un cambio strutturale sono cittadini e sindaci, promotori della legge 5 e sostenitori della sua applicazione. La revisione e riorganizzazione degli ambiti di bacino idrografico del Lazio: unica strada per contrastare lo strapotere di Acea e dei suoi interessi e coinvolgere le comunità locali nella tutela della risorsa acqua.
Questa vicenda dimostra che per risolvere crisi strutturali servono risposte strutturali: l’attuazione della legge regionale 5/2014 e l'avvio della ripubblicizzazione di Acea Ato 2 S.p.A. sono le risposte che servono nel Lazio.
Una proposta in tal senso è stata formalizzata nella proposta di legge 238, lasciata a prendere polvere in qualche cassetto di via della Pisana da ben 3 anni.
Mancano pochi mesi alla scadenza dell'attuale governo regionale, per cui serve immediatamente riavviare il percorso per la sua discussione.
Zingaretti e Refrigeri, se non ora quando?
Il problema
Zingaretti e Refrigeri, dopo l’atto dovuto sullo stop ai prelievi dal lago di Bracciano ne aspettiamo un altro: calendarizzare immediatamente la legge sui nuovi bacini idrografici nel Lazio, già in ritardo di 3 anni.
Le reazioni che ha suscitato la decisione imposta dalla Regione Lazio ad Acea Ato 2 S.p.A. mostrano inequivocabilmente quanto sia decrepito e dannoso l’attuale sistema di gestione dell’acqua e quanto sia urgente la sua riforma che, nel Lazio, è veramente a portata di mano: basta applicare la legge 5 del 2014.
L’acqua è un bene prezioso, che va tutelato perché rimanga “risorsa rinnovabile” e quindi utilizzabile per la vita umana di oggi e futura; è stata invece usata - in questo come in tantissimi altri casi - per fare profitti, a scapito dell’equilibrio ambientale che ne assicura la “rinnovabilità”.
A chiedere un cambio strutturale sono cittadini e sindaci, promotori della legge 5 e sostenitori della sua applicazione. La revisione e riorganizzazione degli ambiti di bacino idrografico del Lazio: unica strada per contrastare lo strapotere di Acea e dei suoi interessi e coinvolgere le comunità locali nella tutela della risorsa acqua.
Questa vicenda dimostra che per risolvere crisi strutturali servono risposte strutturali: l’attuazione della legge regionale 5/2014 e l'avvio della ripubblicizzazione di Acea Ato 2 S.p.A. sono le risposte che servono nel Lazio.
Una proposta in tal senso è stata formalizzata nella proposta di legge 238, lasciata a prendere polvere in qualche cassetto di via della Pisana da ben 3 anni.
Mancano pochi mesi alla scadenza dell'attuale governo regionale, per cui serve immediatamente riavviare il percorso per la sua discussione.
Zingaretti e Refrigeri, se non ora quando?
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 25 luglio 2017
