Aboliamo le detrazioni fiscali per i prodotti omeopatici

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La pseudoscienza che porta il nome di omeopatia sta godendo di una popolarità e consenso sempre maggiore negli ultimi anni, ma nessuno ha mai dimostrato che essa possa ottenere risultati superiori al semplice effetto placebo, è cioè priva di efficacia specifica.

Questa controversa pratica di guarigione si basa su principi astratti formulati alla fine del '700, quando non erano ancora stati scoperti i virus e i batteri. Non è mai stato provato che il simile cura il simile; nè tantomeno che, maggiore è la diluizione in acqua del principio attivo di cui è composto il prodotto omeopatico, maggiore è la sua efficacia: essendo diluita a percentuali bassissime, in tutti i preparati omeopatici non c'è più traccia della sostanza d'origine. La cosìddetta teoria della memoria dell'acqua, proposta alcuni decenni fa e che spiegherebbe quest'ultimo principio, è stata smentita più volte dalla comunità scientifica tutta.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization) afferma che l'omeopatia non è una cura e di per sè non apporta alcun beneficio. La letteratura in materia è piena di sistematiche bocciature di tale pratica, qui un breve riassunto di significative dichiarazioni a riguardo, mentre qui una ricca bibliografia delle più recenti pubblicazioni scientifiche. Il National Center for Complementary and Alternative Medicine, istituto statunitense dedito alla ricerca sulle terapie alternative, è arrivato alla conclusione che “esistono scarse evidenze che l’omeopatia abbia una qualche efficacia per qualsivoglia condizione clinica”.

Essa diventa un serio pericolo, così come tutte le pratiche mediche non scientifiche, quando induce chi ha bisogno di cure per malattie gravi a ritardare o ignorare le terapie funzionanti. Di questo parere lo scomparso premio Nobel Rita Levi Montalcini, che considera l'omeopatia "non una cura alternativa, ma una non-cura. Il danno maggiore è quello di illudere i pazienti, incoraggiandoli a ricorrere a una cura senza fondamento scientifico". Vari sono i casi di decesso a questo proposito che periodicamente si leggono sui giornali.

L'effetto placebo, dimostrato scientificamente, oltre però a non funzionare sempre correttamente sull'organismo in quanto reazione della psiche umana, è un concetto applicabile a qualunque rimedio o prodotto si assuma, anche una semplice bustina di zucchero disciolta in acqua: non è assolutamente una valida giustificazione per l'uso e la diffusione dei rimedi omeopatici in particolare.

Riteniamo che impiegare parte dei soldi dello Stato, nonchè di tutti i contribuenti, per rimborsare parzialmente i consumatori di prodotti omeopatici tramite detrazione del fisco sia assolutamente non corretto. Si commette tale scorrettezza nei confronti dei ricercatori medici, il cui quotidiano lavoro per testare nuove cure tramite evidenza sperimentale e metodo scientifico non è minimamente comparabile con il fidarsi ciecamente di superstizioni settecentesche, e nei confronti dei cittadini che si affidano ogni giorno ai loro risultati acquistando medicine convenzionali. Tale denaro potrebbe essere reimpiegato per supportare la ricerca e la diffusione di cure approvate dal Sistema Sanitario Nazionale. Se una persona decide di abbracciare l'omeopatia ne è libera, ma lo deve fare totalmente di tasca propria.

Negli ultimi tempi il Ministero della Sanità, rappresentato dal Ministro Beatrice Lorenzin, si è dimostrato reattivo e preparato nel gestire delicati casi in cui ricorreva il tema della scienza in conflitto con la pseudoscienza, tra i più importanti si possono citare il metodo Stamina e l'obbligo a vaccinarsi. Ci auguriamo che esamini tale questione con la stessa competenza.



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