
Mamma cos’ha quella signora alle gambe? L’elefantiasi. Si può curare? No.
E come fa?! Le farà male?! Non lo so, penso di sì...
Ricordo ancora questa mia domanda alla mia mamma quando ero una bambina.
Il linfedema si sviluppa quando c’è un blocco del sistema linfatico ed è una malattia del sistema immunitario in quanto la linfa, che trasporta tossine ed impurità prodotte dall’organismo, trova un blocco per ragioni diverse. L’acqua di cui siamo composti, la linfa, che viaggia in parallelo al sistema venoso, attraverso piccoli canali delle dimensioni di un capello) e di cui i linfonodi sono dei “caselli” di regolazione naturale, perde la strada e ristagna, non viene drenata ne’ smaltita naturalmente.
È come se in autostrada si bloccassero i caselli e si creasse un ingorgo per cui le auto sono costrette a tornare indietro...
L’elefantiasi è la naturale conseguenza un linfedema non curato. Gli arti non drenano l’acqua di cui sono composti e si gonfiano, diventano doloranti e, per composizione del liquido che trasporta tossine e impurita’, si possono verificare infezioni che generano importanti arrossamenti a carico degli arti interessati, forti gonfiori, malessere, stanchezza, febbre.
Il linfedema e’ una malattia cronica degenerativa con una componente di predisposizione genetica che può insorgere come primario se ci si nasce o secondario, a seguito delle cure oncologiche.
Il linfedema secondario può interessare gli arti inferiori nei casi di melanomi o tumori dell’area addominale, gli arti superiori in casi di tumori al seno. Quando vengono asportati i linfonodi e quando si è sottoposti a radioterapia, la probabilità di ammalarsi si incrementa del 40%.
Il linfedema può anche insorgere a seguito di una patologia agli arti. Le possibilità di ammalarsi non sono remote ma reali.
Purtroppo da questa malattia non si guarisce e per non peggiorare bisogna sottoporsi a continua fisioterapia, bendaggi ed indossare a vita delle calze elastocompressive su misura che aiutino il drenaggio della linfa e che hanno una durata di soli 6 mesi.
Solo così una persona può vivere riducendo il fastidio ed il dolore di questa patologia. Si arriva a non riuscire a deambulare nel caso degli arti inferiori ed a non riuscire a svolgere azioni che nella vita quotidiana appaiono semplici e scontate nel caso degli arti superiori.
Queste cure hanno dei costi esorbitanti (linfodrenaggi e bendaggi che devono essere eseguiti da fisioterapisti esperti, bende, tutori e calze) di cui il sistema sanitario nazionale non si vuole prendere carico per il costo e la cronicità. Solo i trattamenti fisioterapici sono erogati con il contagocce 1 volta l’anno ed essendo trattamenti manuali l’efficacia dipende sostanzialmente dal fisioterapista.
Un paio di calze puo’ costare 600€, un tutore 200€, sono completamente a carico del paziente e sono dispositivi medici soggetti ad usura.
In alcune regioni d’Italia non esistono centri di cura e tanti medici impreparati, disonesti e senza scrupoli speculano su questa patologia per arricchirsi e a volte creano anche danni irreversibili che generano complicazioni e aggravamenti a carico del malcapitato paziente che vi si affida speranzoso.
Nonostante tutte le battaglie molto è ancora da fare per permettere a tutti di curarsi adeguatamente e riuscire a vivere con la dignità che merita ogni individuo.
Siamo stanchi di sentire che il linfedema non possa essere curato, che venga scambiato per un problema estetico per non riconoscerne la necessità di stanziare fondi e la gravità. È un problema di salute che si può curare non senza buona volontà e fondi da destinarvi. Forza #soslinfedemaonlus grazie Francesco Forestiere Ilaria Tensi