Chi sono i condannati per reati alimentari?

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Ai Ministri della Salute e della Giustizia


La sicurezza alimentare è uno degli obiettivi fondamentali da perseguire al fine di garantire la tutela della salute del cittadino;

Il Ministero della salute, in qualità di autorità competente centrale, ha un ruolo di indirizzo e coordinamento per le Regioni e Province autonome e, in generale, per gli organi del Servizio Sanitario Nazionale (ASL e laboratori ufficiali), quotidianamente impegnati nello svolgimento delle molteplici attività finalizzate alla sicurezza degli alimenti. Tali attività sono documentate dalle relazioni annuali, che riassumono tutti i controlli e le ispezioni effettuate per garantire la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti messi in commercio nel nostro paese.

Le due ultime relazioni, riferite agli anni 2015 https://goo.gl/PXvzg9 e 2016 https://goo.gl/UNoGWJ , raccontano molti dettagli che sembrano descrivere una realtà adeguata al controllo delle frodi e delle contraffazioni.

Tuttavia, ad una attenta lettura, si nota l’assenza di alcuni elementi che vanificano l’efficacia di tutti quei dati. Quanti dei reati individuati vanno in giudizio? Quali e quante sono le condanne definitive? Chi sono i condannati riconosciuti colpevoli di aver attentato alla salute dei cittadini?

Nel 2015, per esempio, emerge che le ASL, attraverso gli uffici veterinari e quelli di igiene degli alimenti hanno effettuato quasi 640 mila interventi (tra ispezioni e audit) e richiesto più di 100 mila analisi ai laboratori accreditati. Ne sono scaturiti quasi 60 mila provvedimenti amministrativi e 1028 segnalazioni di reato. I NAS hanno effettuato 39 mila ispezioni, individuando oltre 12 mila irregolarità: cioè un’infrazione ogni 3 controlli.

A questi si sono aggiunti gli oltre 25 mila controlli e 6 mila analisi, del nucleo repressioni frodi del Mipaaf, 17 mila controlli delle Capitanerie di porto i controlli del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia di Finanza etc, etc.

Si evita di ricapitolare i dati contenuti nella relazione relativa al 2016 che non contiene elementi di novità per il focus della presente interrogazione.

L’obbligo della pubblicazione annuale delle sentenze, è espressamente prevista dall’art.8, comma 4 della legge 7 agosto 1986 n.462 (“Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari”), varata dopo lo scandalo del vino al metanolo.

L’elenco delle sentenze pubblicate sul sito del Ministero della Salute https://goo.gl/SLDTKB ci fornisce alcune informazioni molto meno rassicuranti, che ribaltano la sensazione di adeguatezza del sistema. La prima riguarda la data dell’ultima pubblicazione riportata nel sito, che contiene le sentenze del 2011. Ciò significa, a meno di voler pensare che da sei anni non ci siano state altre condanne, che nel nostro paese non si commettono più reati di questo tipo, oppure che gli uffici di codesti due Ministeri hanno operano in aperta violazione della legge (cioè pur avendo i dati non li pubblicano).

La seconda informazione che desta più d’una preoccupazione è relativa al contenuto dell’ultima relazione https://goo.gl/C6Dbr4 : Sono contenute solo 66 sentenze passate in giudicato, a fronte delle migliaia di reati scoperti dalle autorità, provenienti da quattordici tribunali (circa il 10% di quelli operanti nel paese).
   
Senza troppi giri di parole, questo inadempimento, oltre a vanificare le importanti funzioni attribuite alla norma dal legislatore del 1986, rende sostanzialmente inutili tutte le interpretazioni sull’efficienza e l’efficacia dell’azione di controllo preventiva e repressiva dello Stato.

Si chiede ai Ministri in indirizzo di verificare i fatti indicati in premessa e di assumere le opportune iniziative di competenza per comprendere le ragioni per cui queste informazioni non siano state regolarmente pubblicate in G.U., come prevede la norma, e di provvedere alla loro pubblicazione per ridare allo Stato la patente e la serietà per poter pretendere il rispetto delle leggi da parte dei cittadini.



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