Prof. Trevisan, non ci lasci senza voce...

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  Il 30 ottobre 2017 cessa la propria attività scientifica e sanitaria presso l'Università degli Studi di Trieste il professor Giusto Trevisan, Direttore della Clinica Dermatologica. Con la sua uscita dalla scena medica nazionale, viene a crearsi una grave e finora incolmabile lacuna professionale, esperienziale e umana all'interno della comunità degli esperti del settore e della valutazione e assistenza a pazienti affetti da Borreliae s.l., varianti diatopiche europee particolarmente malevole del patogeno americano Borrelia burgdorferii s.s. (la c.d. Malattia di Lyme), e coinfezioni correlate. Malgrado l'impegno di Centri di Riferimento Regionali plurimi nel ns. paese, la formazione e il background ultratrentennale del prof. Trevisan ne fanno tuttora figura cardine non solo della nazione, ma europea e mondiale.

   La severità delle spirochetosi attribuite alle Bb. spp. è in America ed Europa riconosciuta ufficialmente da enti statali come devastante più di patologie note (SLA, SM, MP et aa., in Stricker RB et aa, Severity of chronic Lyme disease compared to other chronic conditions, DOI 10.7717/peerj.322, 27.04.2014), ma del tutto misconosciuta in Italia. La stessa portata epidemiologica è da noi ritenuta bassa, in contrasto con i dati sanitari ufficiali americani (Nelson CA et aa, Incidence of Clinician-Diagnosed Lyme Disease, United States, 2005–2010, DOI: http://dx.doi.org/10.3201/eid2109.150417 Centers for Disease Control and Prevention, 09.09.2015) ed europei (Francia, Germania, Belgio etc). Voci autorevoli di premi Nobel del calibro del prof. Luc Montagnier che la descrive come "pandémie égale au moins à celle du Sida et qui pose sans ambages le problème de sa chronicité, contrairement à la pensée médicale dominante" e del prof. Christian Perrone, capo del servizio in Infectiologie à l’Hôpital Universitaire Raymond-Poincaré de Garches (La vérité sur la maladie de Lyme, Éditions Odile Jacob, Paris 2017), risultano inascoltate malgrado pubblicazioni scientifiche, conferenze, riscontri di laboratorio nuovi a sopperire l’inanità diagnostica attuale (Waddell LA et aa, Accuracy of Diagnostic Tests for LD in Humans. A Systematic Review, DOI:10.1371/journal.pone.0168613, PLOS ONE 21.12.2016), malgrado interrogazioni per Crimini contro l'umanità presso il WHO e le United Nations rivolte a istituzioni sanitarie internazionali sorde.

   In ambiente italiano, modesto, in cui inopinatamente secondo il Rapporto ISTISAN 2011/20 (Tab. 5 – Condizioni rare segnalate all’RNMR nel periodo 30/06/2007-30/06/2010) sarebbero appena 458 i pazienti di LD (0,493%) , in contraddizionte evidente con l’Indice di stima mondiale Orphanet (proporzione 21,90 su 1/1.000.000, in Rapporti ISTISAN 2014/17, p. 54), la presenza e una piena operatività del prof. Giusto Trevisan rappresentano l'unico vero faro per stuoli sempre più numerosi di persone, in condizioni progressivamente ingravescenti, che a Lui si rivolgono prima per avere lumi sulla causa delle proprie strane sofferenze, poi le prime cure di urgenza. La complessità e la specializzazione delle analisi da eseguire non permettono spesso che laboratori universitari pur celebrati italiani possano dirimere problemi su cui non possiedono purtroppo tecniche, macchinari, materiali e esperienze decennali; i costi elevati terapici della presa in gestione di ogni caso fan sì che spesso il singolo malato debba - se può - farsi curare privatamente all'estero con costi insostenibili per un comune cittadino. Dai 2.500-5.000 euro al mese in Germania fino ai 12mila euro in Polonia, ai 20mila  e rotti od 80mila dollari in USA per un solo ciclo terapico.

   La Costituzione Italiana sancisce il diritto alla salute nell’art. 32 ("La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti"); la European Social Charter lo conferma (Part One - "13 Anyone without adequate resources has the right to social and medical assistance. 14 Everyone has the right to benefit from social welfare services. 15 Disabled persons have the right to independence, social integration and participation in the life of the community"). La  Universal Declaration of Human Rights lo invoca (Article 25, 1: "Everyone has the right to a standard of living adequate for the health and well-being of himself and of his family, including food, clothing, housing and medical care and necessary social services, and the right to security in the event of unemployment, sickness, disability, widowhood, old age or other lack of livelihood in circumstances beyond his control").

   Istituzioni e Amici, restituiteci pertanto una voce.

   Concedete a un medico, a una eminenza italiana, la possibilità burocratica di agire e la serenità di azione, meritoria perché disinteressata a sostegno di molti sofferenti, nel continuare a svolgere pienezza di ricerca e assistenza ai Cittadini – se Lui ne ha ancora voglia e forze!

   Permetteteci non di andare in viaggi favolosi per luoghi di sogno e neppure di vivere nel lusso sfrenato, ma solo di sopravvivere con dignità restituendoci quel che Caso e mancati, doverosi, aggiornamenti professionali d’operatori del settore, nonché politiche dissennate di tagli ai danni dei più indifesi, avrebbero dovuto evitare: permetteteci di nutrire ancora una speranza, permetteteci di avere ancora il nostro Dottore.

 

(Gruppo libero FB - Prof. Trevisan, non ci lasci senza voce...)



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