NO AL MONOPOLIO TIRRENIA-MOBY, MAI PIÙ SARDEGNA ISOLATA.

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Chiediamo di cancellare la vergognosa convenzione tra lo Stato e la Tirrenia relativa ai collegamenti con la Sardegna e il passaggio delle funzioni e delle risorse relative alla continuità marittima dallo Stato centrale alla Sardegna.

Per i seguenti motivi.

La convenzione tra lo Stato e la Tirrenia anziché garantire un’efficiente continuità territoriale, sta strangolando la Sardegna, comprimendo il diritto alla mobilità dei cittadini e massacrando le aspirazioni economiche della Sardegna, in particolare nel settore turistico.

Nonostante riceva ogni anno dallo Stato 73 milioni di euro di soldi pubblici, la compagnia ha attuato politiche tariffarie che hanno aumentato i costi per viaggiare da e per la Sardegna, 

Il prezzo dei biglietti è un’indecenza: basti pensare che una famiglia di quattro persone arriva a pagare cifre folli (1000-1200 euro) per raggiungere l’isola dal Continente.


In questo modo si sfrutta in maniera cinica la nostra condizione di insularità per trarre profitto e sfacciatamente si fanno ricadere tutti i costi sui cittadini, che vengono fregati due volte: prima con il contributo pubblico, pagato con i soldi di tutti, e poi con il prezzo del biglietto spropositato.

Con l’acquisto della compagnia da parte dello stesso armatore della Moby è rinato sotto mentite spoglie un vero e proprio monopolio, che, ingrassato con soldi pubblici, lede il principio della concorrenza e che causa svantaggi per i consumatori.

L’armatore Onorato non ha neppure pagato le rate per l’acquisto della compagnia. Qualunque comune mortale per un minimo ritardo viene braccato da Equitalia e in questo caso invece lo Stato ha chiuso entrambi gli occhi.

In più, l’antitrust italiana ha più volte censurato le condotte della compagnia come vero e proprio abuso di posizione dominante anche nel trasporto delle merci. Moby e CIN sono arrivate perfino a rifiutare le prenotazioni e l’imbarco dei mezzi per “punire” le società di logistica che hanno “osato” rivolgersi ad altre compagnie di navigazione

Inoltre i governi di questi ultimi sei anni si sono ben guardati dal disturbare il manovratore e chiedere termine la verifica degli equilibri economici della convenzione,  nonostante fosse previsto dall’articolo 8 della stessa per ottenere tariffe più eque e servizi più efficienti.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2013 ha stabilito che la Regione Sardegna non può più essere esclusa dalle decisioni sulla continuità marittima. 

Tuttavia, una semplice intesa e la cosiddetta leale collaborazione con lo Stato centrale appaiono del tutto insufficienti a garantire i diritti dei sardi e gli interessi della Sardegna nonché ad assicurare un’efficace continuità marittima per i visitatori.

Occorrono strumenti normativi ed amministrativi idonei a dare alla Sardegna la possibilità di decidere politiche tariffarie, rotte e frequenze che possano dar vita ad una vera continuità territoriale.

Chiediamo

La risoluzione immediata della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia.


Il passaggio delle funzioni e delle risorse relative alla continuità marittima dallo Stato alla Regione Autonoma della Sardegna.



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