

Il 2026 segnerà la scadenza dei fondi PNRR e il completamento di interventi infrastrutturali destinati a incidere in modo permanente sulla Valle Brembana.
Tramvia T2, raddoppio ferroviario e nuovi progetti viari non possono essere affrontati come singole opere scollegate, né senza una valutazione complessiva delle ricadute economiche, ambientali e sociali.
Ad oggi, permangono criticità evidenti:
mancano certezze sulle risorse necessarie a garantire nel tempo il funzionamento e la manutenzione della T2;
alcuni interventi stradali, come il Paladina–Sedrina, sollevano interrogativi sull’effettiva utilità e sull’impatto territoriale;
la chiusura della Ubiale–Clanezzo ha dimostrato la fragilità strutturale della viabilità vallare.
Di fronte a questi elementi, non è accettabile procedere senza un confronto pubblico strutturato e trasparente.
Le infrastrutture non sono un fine, ma uno strumento.
Senza programmazione, sostenibilità economica e coinvolgimento dei territori, il rischio è quello di lasciare in eredità problemi anziché soluzioni.
📌 Chiediamo l’attivazione immediata di un percorso pubblico di confronto, con dati chiari, responsabilità definite e scelte coerenti con gli interessi della Valle Brembana.
Le decisioni prese oggi determineranno il futuro del territorio per i prossimi decenni.
Assumersi questa responsabilità è un dovere istituzionale