Kampanya güncellemesiMigliorare la viabilità della Valle Brembana e prolungamento Linea T2 fino a San GiovanniViabilità in Valle Brembana e linea T2: un’emergenza che va oltre l’attualità
Alessandro GervasoniSan Pellegrino Terme, İtalya
24 Ara 2025

Negli ultimi giorni il tema della viabilità in Valle Brembana è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico. La chiusura della strada Ubiale–Clanezzo ha provocato il riversarsi dell’intero traffico veicolare sui ponti di Sedrina, causando il collasso della circolazione lungo la Strada Statale 470, con pesanti disagi per cittadini, pendolari e attività economiche.

Parallelamente, è riemersa la questione del terzo lotto della tangenziale sud Paladina–Sedrina, un’infrastruttura strategica per l’intero territorio. A oggi, tuttavia, mancano risposte concrete da parte del Ministero su come e dove reperire i 520 milioni di euro necessari alla realizzazione dell’opera. Un silenzio che alimenta incertezza e sfiducia, in attesa che – come si suol dire – il tempo porti finalmente chiarezza.

Ma se questi temi rappresentano problemi noti e irrisolti da anni, negli ultimi giorni è emersa una notizia che molti cittadini considerano ancora più grave. Sabato 13 dicembre L’Eco di Bergamo e le principali testate locali hanno riportato che, per poter avviare la nuova linea tranviaria T2 Bergamo–Villa d’Almè, sono necessari ulteriori 1,7 milioni di euro per il 2026. Una notizia che, già di per sé, solleva interrogativi sulla programmazione e sulla gestione dell’opera.

Il quadro si è ulteriormente aggravato pochi giorni dopo. Sabato 18 dicembre, sempre attraverso la stampa locale, si è appreso che a questa cifra andrebbero aggiunti altri 5,4 milioni di euro per il biennio 2027–2028, destinati alla manutenzione e alla gestione della linea. Un dato che porta il costo complessivo a livelli significativi e che apre a un vero e proprio paradosso: un’infrastruttura quasi ultimata che rischia di non entrare in servizio per mancanza di risorse.

Il nodo centrale è uno solo: questi costi non avrebbero dovuto essere previsti fin dall’inizio? In qualunque progetto infrastrutturale, soprattutto di natura tranviaria, le spese di esercizio e manutenzione rappresentano una voce strutturale e non un imprevisto dell’ultima ora. Arrivare a pochi mesi dall’entrata in esercizio scoprendo che mancano i fondi per far funzionare l’opera appare, agli occhi dei cittadini, difficilmente giustificabile.

A rendere il quadro ancora più critico sono alcune risposte arrivate dal mondo politico, come l’affermazione secondo cui “un tram costa più di un pullman”. Una constatazione tecnicamente corretta, ma che non può diventare una giustificazione a posteriori per una carenza di pianificazione.

La vicenda della T2 non dovrebbe essere trattata come una notizia passeggera, ma come un tema strutturale che riguarda il futuro della mobilità e dello sviluppo della Valle Brembana. Proprio per mantenere alta l’attenzione, è stata avviata una raccolta firme online per chiedere non solo l’avvio effettivo della linea T2 Bergamo–Villa d’Almè, ma anche la programmazione del suo prolungamento fino a San Giovanni Bianco.

In gioco non c’è soltanto un’infrastruttura, ma la credibilità della programmazione pubblica e il diritto di un territorio ad avere risposte chiare, tempestive e coerenti.

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