Siamo a 367 firme

La petizione per la sicurezza, la pulizia e la vivibilità della M3 ha superato le 367 firme. Da 179 a 367 in poche settimane: grazie a chi ha firmato e, soprattutto, a chi l'ha girata a qualcun altro. È l'unico modo in cui cresce.
Ho letto in giro il solito ritornello: "una volta era anche peggio". Vero o no, non ci interessa. Non stiamo scrivendo la storia della metro, e non ci basta che sia "meno peggio" di dieci anni fa. Sappiamo benissimo come vogliamo che sia la M3 oggi: sicura, pulita, vivibile. Per chi la prende ogni mattina per andare a lavorare, a scuola, a fare la spesa. Il confronto con il passato è un modo per spostare l'attenzione: a noi interessa il presente, e il presente lo possiamo cambiare.
E perché insistere solo sulla M3, e non su "tutto il resto che non va"? Non perché vogliamo occuparci solo del nostro orticello. Ma perché se vogliamo migliorare davvero la realtà che ci circonda, dobbiamo pretendere di cambiare per prima cosa quello che conosciamo meglio — qualcosa di specifico, concreto, misurabile. Per molti di noi quel qualcosa sono i binari che percorriamo ogni giorno. Si comincia da lì, non perché sia l'unico problema, ma perché è quello su cui possiamo essere più precisi ed efficaci.
Ed è un problema documentato, non percepito. Solo negli ultimi due anni, sulla linea gialla e alle sue stazioni sono accaduti numerosi fatti di cronaca, di seguito solo degli esempi dalla rete:
San Donato (capolinea M3), 4 novembre 2024, ore 14:30 circa: un uomo di 30 anni viene colpito e fatto cadere alle biglietterie automatiche, poi rapinato di una banconota da 20 euro. (Milano Notizie, 4/11/2024)
San Donato, 8 aprile 2026: un 28enne viene arrestato dai carabinieri per tentata rapina con un taglierino contro un uomo di 51 anni; addosso gli vengono trovati altri due coltelli e 530 euro in contanti. Gli investigatori lo collegano ad almeno altri 5 episodi simili, incluso uno del 2 aprile in cui era rimasto ferito al volto un giovane. (7Giorni, 8/4/2026)
Duomo, banchina M3 direzione Comasina, 9 luglio 2026, ore 15:30: un uomo di 27 anni, uscito da poco da un arresto precedente, sfregia al volto una donna di 23 anni davanti a decine di passeggeri, dopo averle gridato frasi a sfondo discriminatorio. Arrestato dopo un inseguimento in via Torino. (Il Fatto Quotidiano, Il Giorno, 9-10/7/2026)
Zara (interscambio M3/M5), 2 marzo 2026: sei giovani circondano e colpiscono un uomo in attesa del treno, rapinandolo di gioielli d'oro per circa 7.000 euro. Tre arrestati (18, 19 e 21 anni) l'8 giugno, altri due fermati, un quinto ancora ricercato. (MilanoToday, 2/3/2026 e 8/6/2026)
Rogoredo (M3): indicata come la fermata più temuta di Milano per il degrado legato allo spaccio nel "boschetto" adiacente. Nell'ultimo anno si sono susseguiti almeno quattro blitz interforze con centinaia di agenti e droni (novembre 2025, aprile, maggio e giugno 2026), treni bloccati, tonnellate di rifiuti rimosse — segno che il problema non è mai stato risolto, solo temporaneamente disperso. (Milano Città Stato; MilanoToday, Il Giornale)
Corvetto (M3): terza fermata più temuta della rete secondo la stessa classifica, per l'insicurezza percepita nel quartiere che la stazione serve. (Milano Città Stato)
Non è il "solito allarmismo": sono fatti, con data e fonte, che chiunque può verificare. Ed è esattamente il materiale che ci serve per essere presi sul serio quando arriveremo alle istituzioni.
Il prossimo traguardo è 500 firme: da lì parte la petizione da inviare al Comune, ad ATM e alle autorità competenti. Per arrivarci ho bisogno di un altro piccolo sforzo da parte tua: non condividere il link a caso, ma pensa adesso a 2 o 3 persone che la M3 la prendono davvero — un collega, un vicino di casa, qualcuno dell'università — e mandalo a loro, con due righe tue.
Questa a mio avviso deve essere una protesta pacifica ma "arrabbiata" che viene dal basso, che non ha colore politico perché sono temi che devono essere trasversali tra i vari schieramenti politici, temi che devono stare a cuore a tutti.
Possiamo fare qualcosa, ora sta a voi, se rimanere nell'immobilismo oppure alzare la voce.
Grazie