Touil rischia la vita. No all'espulsione


Touil rischia la vita. No all'espulsione
Il problema
Touil, arrivato su un barcone in Italia fu arrestato il 20 maggio scorso, accusato di essere uno degli attentatori del museo del Bardo di Tunisi.
Per averlo la Tunisia aveva richiesto al nostro paese di estradarlo.
Dopo sette mesi di carcere, nei giorni scorsi, un Tribunale italiano ha rifiutato l'estradizione verso il Paese nord Africano perché lo stesso prevede la pena di morte per reati di terrorismo.
Ma non solo, dopo un'indagine approfondita, la stessa Procura aveva chiesto l'archiviazione del caso. Touil era in Italia nei giorni dell'attentato, frequentando anche una scuola per imparare la nostra lingua. Non ci sono neanche prove o segnali che lo colleghino agli attentatori di Tunisi.
Per questo Touil è stato scarcerato ma, invece della libertà e le scuse per essere stato sbattuto in prima pagina ed essere stato al centro di una triste contesa politica sull'immigrazione e la chiusura delle frontiere, è finito nel CIE di Torino per essere espulso verso il Marocco.
Una volta lì la Tunisia potrebbe richiederne di nuovo l'estradizione.
Nonostante in Italia sia stato scagionato da ogni accusa infatti da Tunisi pende sempre l'accusa verso il giovane e il conseguente rischio sia messo a morte.
Touil ha bisogno di protezione internazionale.
Per questo chiediamo non sia espulso verso il Marocco, ma resti in Italia.

Il problema
Touil, arrivato su un barcone in Italia fu arrestato il 20 maggio scorso, accusato di essere uno degli attentatori del museo del Bardo di Tunisi.
Per averlo la Tunisia aveva richiesto al nostro paese di estradarlo.
Dopo sette mesi di carcere, nei giorni scorsi, un Tribunale italiano ha rifiutato l'estradizione verso il Paese nord Africano perché lo stesso prevede la pena di morte per reati di terrorismo.
Ma non solo, dopo un'indagine approfondita, la stessa Procura aveva chiesto l'archiviazione del caso. Touil era in Italia nei giorni dell'attentato, frequentando anche una scuola per imparare la nostra lingua. Non ci sono neanche prove o segnali che lo colleghino agli attentatori di Tunisi.
Per questo Touil è stato scarcerato ma, invece della libertà e le scuse per essere stato sbattuto in prima pagina ed essere stato al centro di una triste contesa politica sull'immigrazione e la chiusura delle frontiere, è finito nel CIE di Torino per essere espulso verso il Marocco.
Una volta lì la Tunisia potrebbe richiederne di nuovo l'estradizione.
Nonostante in Italia sia stato scagionato da ogni accusa infatti da Tunisi pende sempre l'accusa verso il giovane e il conseguente rischio sia messo a morte.
Touil ha bisogno di protezione internazionale.
Per questo chiediamo non sia espulso verso il Marocco, ma resti in Italia.

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Petizione creata in data 30 ottobre 2015

