Vittoria confermata

No a Chicco Testa ministro dello Sviluppo economico !

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A quanto risulta dalla stampa, per la successione a Federica Guidi alla testa del Ministero dello Sviluppo economico il presidente del Consiglio Matteo Renzi punta su Chicco Testa. Ma se i renziani sottolineano come si tratterebbe del primo ministro dello Sviluppo economico italiano ad aver guidato un’associazione ambientalista (Testa dal 1980 al 1987 è stato segretario nazionale, e successivamente presidente nazionale, di Legambiente, che ha contribuito a fondare), le cose stanno diversamente: con le posizioni ecologiste, infatti, Testa ha ormai poco a che fare. Anti-nuclearista e strenuo avversario del ricorso al carbone quando era presidente di Legambiente, ha negli ultimi anni "cambiato idea": sul nucleare, sul carbone, sull’acqua pubblica, ha espresso opinioni diametralmente opposte a quelle della galassia ambientalista. Clamoroso proprio il caso della sua "giravolta" sul nucleare: nel 1987, dopo la strage di Chernobil, fu tra i sostenitori del referendum per la chiusura delle centrali nucleari italiane. Nel 2011, invece, è stato promotore del referendum per il ritorno al nucleare e presidente del Forum Nucleare italiano (“fa meno male di un motorino”, diceva nel 2008, dichiarandosi favorevole a riaprire le centrali).

Per sostituire la Guidi avremmo bisogno di una persona diversa, lontana da incongruenze e contraddizioni di questo genere. E avremmo bisogno di figure lontane anni luce da ogni possibile conflitto di interessi: il che, in questo caso, non pare proprio possibile. Chicco Testa, infatti, ha avuto (nel suo curriculum figurano numerosi incarichi manageriali in grosse società pubbliche e private, tra cui la presidenza del Consiglio di amministrazione di Enel e Acea) e ha ancora (come presidente di Assoelettrica, cioè dell'associazione delle aziende produttrici di energia, e di Sorgenia) un ruolo centrale all’interno della lobby dell’elettricità. I contrasti, continui, con gli utenti e le associazioni che li rappresentano, in primis il Codacons, lo rendono anzi una sorta di “nemico” dei consumatori, i cui organi istituzionali risiedono proprio nel Ministero che ora Testa andrebbe a dirigere.

Per tutti questi motivi diciamo NO a una possibile nomina di Chicco Testa, e chiediamo al Governo e al Premier Matteo Renzi di non operare questa scelta.


“Mettendo Chicco Testa alla guida del Mise il premier Renzi dichiarerebbe apertamente guerra alle associazioni dei consumatori, ottenendo però il forte appoggio delle imprese elettriche e creando una pericolosa situazione di conflitto d’interessi. Per tale motivo" – ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – "ostacoleremo in ogni modo una eventuale nomina di Testa al Mise, ricorrendo all’Antitrust e al Tar del Lazio".



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