Sospendiamo il decreto Salvini anche a Prato

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Raccolta firme per chiedere la sospensione del decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 in materia di immigrazione e sicurezza.

Il Decreto sicurezza confonde la questione della sicurezza sociale e civile con il fenomeno migratorio, rispondendo a quest'ultimo in modo incoerente e miope. Diciamo basta alla dicotomia sicurezza-immigrazione, fuorviante e strumentalmente utilizzata dalla retorica leghista. Il fenomeno migratorio ha bisogno di una regolamentazione appropriata, e questo decreto fa il contrario, ostacolando legalità e sicurezza e rendendo più complessa e meno sostenibile la gestione dell'accoglienza.
Mira a privare di risorse quelle forme d’accoglienza che funzionano e che hanno permesso in questi anni di arginare le conflittualità. Il risultato del Decreto é di creare caos, sprecare risorse, mettere a rischio il lavoro di molti italiani del settore.

Ecco perché noi, come Giovani Democratici e come cittadini di una città che ha imparato a dare risposte virtuose sul territorio, vi invitiamo a firmare per portare con forza in Consiglio Comunale un ordine del giorno che sospenda il Decreto.
Dopo Torino, Bologna e Firenze, anche Prato deve schierarsi per chiedere alla politica di farsi carico della risoluzione e non dell’alimentazione dei problemi. Partendo dalle realtà locali possiamo dimostrare che una risposta diversa è possibile.
Non possiamo lasciare che passi un Decreto che:

  • Favorisce le folte concentrazioni di persone nei grandi Centri di Accoglienza Straordinaria, e nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, i primi di difficile gestione con impatti fortemente negativi sia per i richiedenti asilo sia per i cittadini, i secondi appesantiti dall’introduzione del prolungamento massimo del trattenimento da 90 a 180 giorni. Contemporaneamente elimina gli sportelli comunali che supportano l’accesso ai programmi di rimpatrio volontario-assistito, contraddicendo di fatto l’espressa volontà di incentivare il rimpatrio. Queste novità fanno aumentare i costi economici e sociali senza assicurare una maggiore qualità né all’arrivo né per la ripartenza, anzi alimentano le forti concentrazioni di immigrati ed appesantiscono la dinamica del flusso migratorio senza garantire che i rimpatri siano effettivi, data la mancanza di accordi bilaterali.
  • Elimina il permesso di soggiorno per motivi umanitari, con l’introduzione di misure sostitutive volte a tagliar fuori molti aventi diritto. Esclude dallo SPRAR, ovvero il sistema d’accoglienza ordinario che non produce emergenza e insicurezza, ma autonomia e legalità, i richiedenti asilo, i richiedenti protezione internazionale, i titolari di protezioni complementari, lasciando prive di diritti e tutele queste categorie che siamo per Costituzione in dovere di assistere.
  • Priva della residenza i detentori di permesso di soggiorno per richiesta di asilo e protezione, con il conseguente ostacolamento di un legale inserimento lavorativo e sociale sul territorio.
  • Priva dunque di diritti e strumenti fondamentali per la legalità e la sussistenza persone vulnerabili, con il rischio sia di far ricadere l'intero costo dell'assistenza sanitaria sugli enti locali, sia di escludere da qualsiasi forma di tutela intere micro-comunità avviate a percorsi di integrazione, andando a ingrossare le fila delle persone che vivono in condizioni di estremo disagio che si concentrano nelle aree urbane, che sono facilmente vittime di caporalato e che sono costrette a vivere nella clandestinità.
  • Vanifica gli sforzi, gli investimenti e le risorse dei Comuni come Prato e delle realtà che fanno rete attorno ad essi per rendere l’accoglienza una risorsa per tutta la collettività.
  • Per concludere, manca dei requisiti costituzionali del decreto-legge, che deve rispondere ad un’emergenza, quando esso disciplina norme estremamente eterogenee (immigrazione, protezione internazionale, cittadinanza, sicurezza e non solo), senza che sussista un’urgenza (il trend è in calo, da 108.000 sbarchi nel 2017 a 21.000 nel 2018): l’emergenza, piuttosto, la si cerca e la si crea con questo Decreto.

Da Prato e dai territori si sta alzando una voce che racconta una gestione diversa, che si svincola dalla narrazione fuorviante promossa da questo Governo e che costruisce una società più giusta.

Associazioni promotrici:

  • Giovani Democratici
  • Humanitas
  • Mediterranea
  • Coop 22
  • Santa Rita
  • Arci Prato
  • Anolf
  • Senegalesi di Prato
  • Sinti di Prato
  • Prato 2040
  • Futura
  • Meltin-PO


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