Portando avanti quanto impostato dal governo Draghi, il ministero Valditara ha prima introdotto un'ulteriore frammentazione del tempo-scuola e della classe docente, con l'introduzione del cosiddetto orientamento e dell'incredibile figura burocratizzata dei tutor/orientatori; poi ha cominciato l'assalto all'istruzione tecnica, con l'istituzione di una "filiera" tecnico-professionale del "4+2" volta a tagliare un anno di scuola e a subordinare un intero ramo del sistema scolastico pubblico agli interessi degli ITS e delle aziende (cfr. la nostra petizione, scritta prima dell'istituzione definitiva del percorso ma ancora valida: https://www.openpetition.eu/it/petition/online/la-scuola-non-e-una-filiera-fermiamo-la-riforma-del-4-2-nei-tecnici-e-nei-professionali).
Come se ciò non bastasse, il governo ha appena "riformato" i piani di studio degli istituti tecnici, secondo le seguenti direttrici:
- ridurre la cultura tecnica a una verniciatura STEM puramente esecutiva e operazionale;
- spostare tutta l'attenzione sull'aspetto "pratico" delle scienze a discapito del circolo virtuoso teoria-pratica;
- tagliare un'ora settimanale di italiano all'ultimo anno e ulteriori ore di geografia
- giustificare i tagli netti di ore e di anni di scuola con la solita farlocca promessa di un aumento dell'efficacia attraverso la "didattica per competenze" e una fantomatica "innovazione" che serve solo a chi la vende (su quest'ultima "riforma" cfr. https://www.orizzontescuola.it/riforma-2026-degli-istituti-tecnici-meno-ore-di-italiano-in-v-superiore-e-scienze-sperimentali-come-disciplina-unitaria-la-preoccupazione-del-cspi/ e una petizione già molto popolare che chiede di abolirla: https://www.change.org/p/no-alla-riforma-degli-istituti-tecnici
A fronte di ciò, chiediamo a tutti i firmatari del Manifesto della nuova scuola di dare un segnale chiaro di dissenso, a partire dal voto di domenica sulla riforma costituzionale del sistema giudiziario voluta dal governo. In questo modo, oltre a difendere la Costituzione, potremo far capire che le istituzioni - compresa la scuola, che è il futuro del nostro Paese - non sono a disposizione delle maggioranze che lo governano per un tempo limitato. È già successo con la "Buona scuola" renziana, facciamoci sentire di nuovo.
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Gruppo La nostra scuola
Associazione Agorà 33