Actualización de la peticiónManifesto per la nuova ScuolaIl grande distrattore dell'abolizione dei voti
La nostra scuolaRoma, Italia
8 oct 2024

Di fronte alle enormi difficoltà che la scuola deve affrontare - anche a causa delle complicazioni burocratiche via via introdotte le une sulle altre come in un mosaico impazzito - il tema dell'abolizione dei voti in tutti gli ordini di scuola, che continua a circolare senza che si tenga alcun conto delle obiezioni, rappresenta un potente e immutabile distrattore. È allora utile, forse, ribadire qualche puntualizzazione, sperando che il confronto sull'argomento possa sbloccarsi ed evolvere in modo costruttivo, in modo che si esca dalla falsa dicotomia voto sì/voto no e si torni a parlare di un uso utile e sensato dello strumento.

1) La questione dell'ansia degli studenti e del legame tra ansia e voto è delicata e complessa, non certo riducibile allo slogan "senza voti gli studenti stanno meglio". Non è evitando o nascondendo una difficoltà scolastica che si elimina l'ansia o si interviene sulle sue cause profonde. Per dirla in termini psicologici, evitare sempre il confronto con ciò che ci mette alla prova o ci spaventa può trasformare col tempo le paure in tabù insormontabili. La scuola, tra i tanti suoi compiti, dovrebbe invece insegnare - con il dovuto tatto pedagogico e la giusta gradualità - anche a confrontarsi con le difficoltà, che possono essere superate attraverso il lavoro scolastico e l'accompagnamento attento dell'insegnante (cfr. alcune considerazioni psicologiche di livello professionale emerse nell'ambito del nostro gruppo: https://nostrascuola.blog/2023/05/08/il-voto-dal-punto-di-vista-psicologico-qualche-appunto/). Il voto, più spesso positivo che negativo, serve a indicare in modo sintetico lo stato delle conoscenze dello studente e a segnalare se l'approccio e l'impegno nel portare avanti questo lavoro scolastico debbano migliorare o meno. All'insegnante spetta poi il compito di indicare con precisione cosa si possa migliorare e in che modo;

2) Su dicotomie che quasi non esistono nella realtà scolastica (ad esempio voto/descrizione o spiegazione, "riprodurre o trasformare" ecc) si è già detto abbastanza. Il voto è sempre la sintesi (necessaria sia per motivi di chiarezza, di cui le persone in crescita hanno spesso bisogno, sia per motivi pratici legati al valore legale del titolo di studio) di un discorso personalizzato più ampio - parte di una fondamentale relazione educativa - che non può mai mancare, né può essere sostituito da griglie e tabelle standardizzate

3) Inutile ripetere che l'idea dell'abolizione di tutti voti in itinere con il mantenimento di quelli finali è un assurdo da ogni punto di vista (cfr. https://www.tecnicadellascuola.it/il-dibattito-sullabolizione-dei-voti Altro è dire, come qualunque insegnante avveduto fa, che il voto finale non è il mero risultato della media matematica delle prove ma la valutazione complessiva di un percorso, in cui i voti rappresentano soltanto delle importanti indicazioni. In questa prospettiva, va ribadito che tra l'assegnare un voto a tutto ciò che gli studenti fanno o assegnare un unico voto solo a fine percorso c'è un numero pressoché inesauribile di possibilità intermedie, suggerite dalla situazione educativa, dal buon senso e dall'esperienza; 

4) Quelle che vengono definite come evidenze sperimentali scientifiche (cfr. https://nostrascuola.blog/2023/03/25/ripensare-la-valutazione/ dei benefici legati all'abolizione del voto sembrano soprattutto resoconti di esperienze circoscritte guidate qualche volta dagli stessi sperimentatori. Procedendo in questo modo, è probabile che chiunque potrebbe dimostrare "scientificamente" anche il contrario, cioè che l'uso dei voti è indiscutibilmente positivo;

5) Importanti epistemologi e filosofi dell'educazione del nostro Paese mettono in guardia proprio dall'abuso della categoria di scientificità nel dibattto sulla scuola (https://m.youtube.com/watch?v=8dSx-5l9R1U Possibile che non si riesca ad aprire un serio confronto in proposito?

6) L'orizzonte in cui l'idea dell'abolizione dei voti va a inserirsi non è un edenico rapporto educativo studenti/insegnanti ma la "certificazione delle competenze", chiamata a sostituire la valutazione delle conoscenze acquisite dallo studente nel percorso scolastico, il "curriculum" para-aziendalistico, la valutazione affidata ad agenzie esterne alla scuola (INVALSI: cfr.https://www.roars.it/i-lincei-e-linvalsi-10-domande-scomode/; ma domani, ad esempio, anche gli ITS e i "professionisti" chiamati a insegnare nella "filiera" tecnico-professionale), la trasformazione dell'istruzione per tutti in "orientamento" che lascia gli studenti lì dove sono, in balia del "mercato" e di un contesto socio-economico che si vuole immutabile (cfr.https://laletteraturaenoi.it/2023/10/09/lorientamento-nella-scuola-delle-competenze/).


****************************************

Rinnoviamo l'invito a iscriversi al nostro gruppo Facebook:
https://www.facebook.com/groups/353958379089334/?ref=share

È possibile iscriversi anche al nostro canale Telegram:
https://t.me/manifestonuovascuola

e al nostro canale YouTube:
https://m.youtube.com/channel/UCTQn6zIjFf_h5T7-DwUmSaA

Gruppo La nostra scuola 
Associazione Agorà 33

Apoya la petición ahora
Firma esta petición
Copiar enlace
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
E-mail
X