Ci sono dirigenti scolastici che fanno i "formatori" per aziende private e poi fanno acquistare i prodotti di quelle aziende nelle proprie scuole; o, quel che è peggio, fanno pubblicità a quelle aziende anche presso i colleghi dirigenti, tramite appositi corsi o "reti" tra scuole. Il tutto, ovviamente, forzando la mano a collegi dei docenti cui spetterebbero le decisioni sugli strumenti e i metodi da utilizzare per l'insegnamento e in nome di una presunta "innovazione", che è l'altro nome di questo indegno mercato.
Sono le belle conseguenze di un PNRR che vede al centro le avanguardie dell'accaparramento. Magari è tutto legittimo, non sta a noi metterlo in dubbio; ma viene da domandarsi se i dirigenti, come sarebbe doveroso per chi lavora nel settore pubblico, chiedono le autorizzazioni per lo svolgimento delle attività private e se queste autorizzazioni vengono date, da chi, con quali motivazioni e con quale attenzione rispetto a eventuali conflitti d'interesse.
Gruppo La nostra scuola
Associazione Agorà 33