Oggi l'ora di lezione, così come ogni spiegazione da parte degli insegnanti, viene screditata e messa in caricatura come fantomatica "lezione frontale" unidirezionale che esiste solo nelle fantasie di qualcuno, visto che nelle nostre scuole si dà sempre più spazio alla relazione. La lezione in cui l'insegnante parla senza curarsi di chi ha di fronte e gli studenti ascoltano in modo del tutto passivo (come se poi l'ascolto non fosse anch'esso un'attività) è un mediocre straw man argument che dovrebbe preparare il campo a un'ennesima serie di devastanti "riforme".
L'attacco alla lezione - alla scuola della parola, del dialogo, del lavoro sulle conoscenze - magari in nome dell'addestramento ad assurde e aziendalistiche "competenze non cognitive", nasconde in realtà la volontà di smantellare l'istruzione pubblica, a tutto vantaggio degli interessi privati, ad esempio quelli dei piazzisti di "ambienti di apprendimento innovativi" che lasciano gli studenti sempre più soli con se stessi.
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