Neuigkeit zur PetitionManifesto per la nuova ScuolaIl PNRR e la scuola orwelliana
La nostra scuolaRoma, Italien
16.05.2023

Segnaliamo un recente articolo sul PNRR in cui si dà voce agli insegnanti, cosa che raramente accade, forse perché gli insegnanti sanno meglio di altri cosa servirebbe davvero alla scuola e rischiano di disturbare investimenti di miliardi di euro già decisi altrove.

https://www.rinnovabili.it/formazione-rinnovazioni/esperienze-pratiche/scuola-4-0-tra-mito-e-realta/

A questo proposito bisogna dire che il PNRR scuola, di cui qui di seguito si propone un brano, rappresenta un esempio di come si possano dare per verità assolute, apodittiche, "scientifiche", delle formule e delle affermazioni generiche, astratte - a volte slogan quasi orwelliani - che non precisano e non contestualizzato i loro riferimenti (LA ricerca... LA pedagogia), né potrebbero farlo, visto che dovrebbero dare conto di un dibattito pedagogico costituito da un ampio e complesso ventaglio di posizioni, di riflessioni, di conflitti di interpretazioni - come è normale in un ambito che ha a che fare con la mente, la crescita e l'educazione degli esseri umani - tutt'altro che riconducibili a un'unica voce o a un'unica verità. Però due cose qui sono molto precise: la caratterizzazione ideologica del discorso ("flessibilità... molteplicità di funzioni..."), appena mascherata da una presunta neutralità "scientifica", e il sistema gerarchico che si vuole imporre, incentrato su dirigenti-manager "promotori dell'innovazione":
«Da tempo la pedagogia italiana e internazionale ha fortemente valorizzato il ruolo dello spazio nel processo di formazione. Maria Montessori, ad esempio, ha visto lo spazio come “maestro”, mentre Loris Malaguzzi lo ha definito “terzo educatore”. Gli spazi di apprendimento non sono meri contenitori di attività didattiche, ma luoghi che influenzano in modo significativo l’apprendimento e l’insegnamento. 
Fin dalla nascita della scuola, lo spazio di apprendimento tradizionale è stato configurato secondo il rigido modello di un’aula di forma quadrata o rettangolare, con file di banchi disposti di fronte alla cattedra del docente. Tale disposizione ha caratterizzato il processo di apprendimento per oltre un secolo e mezzo e ancora oggi appare come modello prevalente nelle scuole. 
Tuttavia, la ricerca nazionale e internazionale ha mostrato come il modello tradizionale di spazio di apprendimento non sia oggi più in linea con le esigenze didattiche e formative delle studentesse e degli studenti rispetto alle sfide poste dai cambiamenti culturali, sociali, economici, scientifici e tecnologici del mondo contemporaneo, proponendo “ambienti di apprendimento innovativi” connessi a una visione pedagogica che mette al centro l’attività didattica e le studentesse e gli studenti, secondo principi di flessibilità, di molteplicità di funzioni, di collaborazione, di inclusione, di apertura e di utilizzo della tecnologia. 
Il concetto di ambiente è connesso all’idea di “ecosistema di apprendimento”, formato dall’incrocio di luoghi, tempi, persone, attività didattiche, strumenti e risorse. Non sono sufficienti, dunque, solo lo spazio e la tecnologia per creare un ambiente innovativo, ma sono fondamentali la formazione, l’organizzazione del tempo e le metodologie didattiche. 
La responsabilità di abilitare lo spazio alla pedagogia e di trasformarlo in “ambiente di apprendimento” è affidata al dirigente scolastico per l’aspetto organizzativo e ai docenti per l’aspetto didattico, ma richiede il coinvolgimento attivo dell’intera comunità scolastica per rendere sostenibile il processo di transizione verso un più efficace modello formativo ed educativo» (dal Piano scuola.4.0).

Sul PNRR segnaliamo anche due preziosi articoli pubblicati da ROARS: 
https://www.roars.it/il-piano-scuola-4-0-la-digitalizzazione-forzata-del-pnrr-parte-i/

https://www.roars.it/il-piano-scuola-4-0-disciplinamento-digitale-e-fine-della-liberta-di-insegnamento-parte-ii/

Gruppo La nostra scuola 
Associazione Agorà 33

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