Con la "riforma" del reclutamento e della formazione degli insegnanti, basata sempre meno sulla loro reale preparazione culturale e sempre più su una buro-pedagogia astratta incentrata sul sistema dei "cfu"; con lo svuotamento dei concorsi pubblici e di una seria formazione universitaria dei docenti a vantaggio di un'inarrestabile certificazione del nulla, di un sistema di corsi e corsini utili solo ai formatori e ai privati che li propongono (tra gli argomenti pensati per la "formazione continua" degli insegnanti: "strumenti e tecniche di progettazione-partecipazione a bandi nazionali ed europei"; "governance della scuola: teoria e pratica"; "leadership educativa; staff e figure di sistema: formazione tecnico metodologica, socio-relazionale, strategica"; "continuità e strategie di orientamento formativo e lavorativo"; "potenziamento delle competenze in ordine alla valutazione degli alunni"; "profili applicativi del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche"; "tecniche della didattica digitale". Un nulla para-aziendalistico, appunto, che con l'insegnamento non ha nulla a che fare), un governo alle ultime battute tenta di assestare il colpo finale alla Scuola della Costituzione, trasformando gli insegnanti da persone che possiedono conoscenze approfondite e le condividono con i propri studenti in burocrati ubbidienti alle indicazioni di chi non capisce nulla di scuola e alle mode didattiche del momento.
Nell'introdurre questa "riforma" del reclutamento e della formazione, il ministro dell'Istruzione evita qualunque reale confronto con chi nella scuola lavora, così come evita il dibattito nelle commissioni parlamentari e con i sindacati: chi lavora nella scuola gli spiegherebbe che a pagare il prezzo di questo ennesimo pasticcio saranno gli studenti, che non verranno più istruiti - a meno che non abbiano la possibilità di frequentare scuole private d'élite - e avranno sempre meno la possibilità di apprendere dei veri contenuti culturali da persone che li conoscono in maniera approfondita. Vediamo già gli effetti di vent'anni di "riforme" dissennate, con la diffusione tra i giovanissimi di un drammatico analfabetismo.
Chiediamo a tutti di mobilitarsi - con la condivisione delle informazioni, le discussioni, le idee, l'esempio, la pressione su sindacati, mezzi d'informazione, partiti politici - per denunciare ciò che sta avvenendo e fermare questa gravissima forzatura, imposta addirittura per decreto legge (che dovrebbe essere utilizzato per provvedimenti d'urgenza, non certo per scelte che riguardano il futuro stesso della nostra società). La scuola è di tutti, non di chi per un periodo limitato si trova malauguratamente a gestirla.
Gruppo La nostra scuola
https://nostrascuola.blog/2021/12/28/la-scuola-minacciata/
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Per comunicazioni, è possibile scrivere all'indirizzo infomanifestoscuola@gmail.com
Chi vuole, può leggere, sottoscrivere e condividere il nostro manifesto:
https://nostrascuola.blog/2021/03/20/manifesto-per-la-nuova-scuola/
e la petizione per una moratoria delle "sperimentazioni" sulla scuola:
https://nostrascuola.blog/2022/01/21/il-tempo-di-riflettere-per-una-moratoria-degli-interventi-legislativi-sulla-scuola/
Rinnoviamo l'invito a iscriversi al gruppo Facebook La nostra scuola:
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