
Venerdì 15 ottobre il Consiglio dei Ministri presieduto da M. Draghi ha varato una serie di misure riferite alla sicurezza sul lavoro. Misure che come MDE riteniamo utili ma insufficienti per affrontare questo doloroso problema. Come voi sapete abbiamo iniziato questa petizione una settima prima dell'intervento del Governo. Non sappiamo se sia una coincidenza oppure che il messaggio inizia ad arrivare alle autorità, comunque una cosa e' certa non bisogna mollare ed insistere perché siano attuati tutti i punti della nostra petizione. Commentando l'intervento attuato dal Consiglio dei Ministri sono stati raggiunti parzialmente soltanto alcuni dei punti da noi indicati. Manca totalmente un intervento sulla formazione che noi intendiamo come una nuova forma di cultura sulla sicurezza nel lavoro. Bisogna educare i lavoratori, i futuri lavoratori e le aziende alla sicurezza. I ragazzi delle medie superiori dovrebbero avere tra le loro materie spazi informativi e di studio riferiti a questo argomento quindi ancor prima di essere inseriti nel mondo del lavoro. I nuovi ispettori devono essere non solo dei guardiani della sicurezza ma degli educatori capaci di prevenire e fare comprendere i pericoli nascosti nei posti di lavoro. Inoltre e' impensabile far finta di non comprendere che ai fini della sicurezza la riduzione degli orari di lavoro a parità di salario sia una misura indispensabile per evitare incidenti e morti sul lavoro! Grandi opere, subappalti e terziarizzazione e' necessario cambiare paradigma: responsabilità sulla sicurezza tutte sulle spalle di chi vince le gare di assegnazione! Firmate la petizione! Seguira' nostro comunicato stampa.
Qui sotto il comunicato ufficiale fatto dall'ufficio di presidenza del Governo.
SICUREZZA SUL LAVORO
Il decreto interviene con una serie di misure sul mondo del lavoro, a cominciare dalla sicurezza sui luoghi di lavoro: le norme approvate consentiranno infatti di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero.
L’obiettivo è quello di incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione. Pertanto il provvedimento interviene, in primo luogo, con modifiche al Decreto legislativo 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lavoro nero, più bassa la soglia per la sospensione dell’attività imprenditoriale
Cambiano anche le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.
Violazione norme sicurezza, al via l’inasprimento delle sanzioni
Nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista – come detto - la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti.
Per poter riprendere l’attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L’importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione.
Controlli, all’INL compiti di coordinamento
Sono estese le competenze di coordinamento all’INL - Ispettorato Nazionale del Lavoro - negli ambiti della salute e sicurezza del lavoro.
Più ispettori e più tecnologie
All’estensione delle competenze attribuite all’INL si accompagneranno un aumento dell’organico – è prevista l’assunzione di 1.024 unità – e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria a svolgere l’attività di vigilanza.
Previsto anche l’aumento del personale dell’Arma dei Carabinieri dedicato alle attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di diritto del lavoro, legislazione sociale e sicurezza sui luoghi di lavoro, che passerà dalle attuali 570 a 660 unità dal 1° gennaio 2022.
Rafforzamento SINP
Viene rafforzata la banca dati dell’INAIL, il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), per il quale si punta a una definitiva messa a regime e a una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute. Gli organi di vigilanza sono tenuti ad alimentare un’apposita sezione della banca dati, dedicata alle sanzioni applicate nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta nei luoghi di lavoro. Mentre l’INAIL dovrà rendere disponibili alle Aziende sanitarie locali e all’Ispettorato nazionale del lavoro i dati relativi alle aziende assicurate e agli infortuni denunciati.