
«Giacomo di Cristallo»
di Gianni Rodari
https://www.youtube.com/watch?v=eHvxCA5Cg0w
Festival Filosofia 2018
verità
Lezione magistrale
http://www.festivalfilosofia.it/2019/index.php?mod=c_video&id=703
Michela Marzano
“Trasparenza. Paradossi del dire tutto.”
La veridicità e la fedeltà a se stessi, tanto sul piano singolare, quanto politico, non coincidono necessariamente col “dire tutto”. I paradossi della trasparenza rischiano di far perdere consistenza alla realtà?
Michela Marzano è professoressa di Filosofia morale, ha diretto il Dipartimento di Scienze sociali presso l’Università Paris V - René Descartes. Si occupa dello statuto del corpo e della condizione umana nell’epoca contemporanea: dopo aver approfondito in particolare il rapporto tra etica e sessualità e le forme del potere biopolitico nelle organizzazioni aziendali, si è da ultimo dedicata alla questione dell’amore. Tra i suoi libri in italiano: Straniero nel corpo. La passione e gli intrighi della ragione (Milano 2004); Estensione del dominio della manipolazione. Dalla azienda alla vita privata (Milano 2009); Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne (Milano 2010); La filosofia del corpo (Genova 2010); Etica Oggi. Fecondazione eterologa, “guerra giusta”, nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee (Trento 2011); Volevo essere una farfalla (Milano 2011); L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore (Torino 2013); Il diritto di essere io (Roma-Bari 2014); Di fame e d’amore. Il cibo, il corpo e il mito del controllo (Milano 2014); Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (Torino 2015); Papà, mamma e gender (Torino 2015); L’amore che mi resta (Torino 2017).
Non possiamo tacere
di Giancarlo Bregantini
http://www.edizpiemme.it/libri/non-possiamo-tacere
Il giorno in cui s’insediò nella diocesi di Locri-Gerace fu accolto con una bomba sotto il palco e alle forze dell’ordine che gli intimavano di accettare la scorta oppose un netto rifiuto.
Vescovo della gente fra la gente, monsignor Bregantini combatte la mafia e le sue derive da una vita intera. E dal di dentro. Non disdegna di entrare nelle case delle ’ndrine per consolare una madre che piange il figlio ucciso o per tentare una pacificazione. Dopo la strage di Duisburg, si reca con un gruppo di preti e laici in Germania a sostenere la comunità calabrese. All’indomani dell’uccisione del politico Francesco Fortugno, si fa promotore insieme a tanti giovani del movimento “AMMAZZATECI TUTTI”. Nel molisano, si batte con altri vescovi del territorio per l’acqua pubblica e i posti di lavoro.
Nel racconto di un uomo del Nord, che ha scelto di essere prete operaio, poi cappellano delle carceri e infine vescovo al Sud, si alternano storie drammatiche a tante esperienze positive di collaborazione civile ed ecclesiale: nelle scuole, con le parrocchie, con le associazioni anti-racket, con le realtà culturali e con tante persone che non cessano di credere nella legalità e nella cittadinanza attiva.
Sono pagine che non si limitano a denunciare le ambiguità mafiose – nell’atteggiamento di chi paga al bar, nell’ostentazione della ricchezza, nella connivenza con la Chiesa – ma che documentano la forza di una tesi: «La mafia ha orrore della bellezza. Una delle migliori forme di antimafia è il gusto del bello, del buono e del vero. Il destino non è ineluttabile, il Sud può vincere».