

https://www.youtube.com/watch?v=po7GWbkyx0A&t=44s
traduzione in italiano
Signore e signori buongiorno,
Sono un sacerdote cattolico e un giudice ecclesiastico: è in questa veste che mi occupo di vittime di derive settarie. Non intervengo qui in qualità di sacerdote, ma in qualità di collaboratore di un libro pubblicato questa primavera sotto la guida del sociologo belga Vincent Hanssens: Dall’abuso alla libertà, con un sottotitolo: Derive settarie all’interno della Chiesa – Testimonianze e riflessioni.
Con PowerPoint vi spiegherò e cercherò di presentarvi questo libro. Tengo a segnalare che tra i dieci autori di questo libro, Renata Patti, che è all’origine di questo libro è qui presente. Anche padre Auzenet, che ha collaborato a sua volta, è qui tra gli astanti. Gli altri conosceranno il libro per mezzo di PowerPoint.
Questo libro si basa sulla testimonianza di Renata Patti, italiana, che ha vissuto 32 anni nel Movimento dei Focolari e che lo ha abbandonato nel 2008.
Ecco quindi il libro e la prima cosa interessante è il disegno, l’immagine di copertina. Il signor Comeliau, l’editore belga, ha fatto una scelta sensata nell’illustrare la copertina con l’immagine del Prestigiatore, celebre dipinto di Hieronymus Bosch, geniale pittore fiammingo (fine Quattrocento – inizio Cinquecento). Ecco questo bellissimo quadro.
Il dipinto merita la nostra attenzione in quanto illustra il fenomeno di controllo mentale descritto nel libro. Hieronymus Bosch ha voluto così denunciare la credulità dei suoi contemporanei.
Il gioco del prestigiatore consiste nell’individuare dove si trova la noce moscata che il prestigiatore ha in mano. Nel frattempo, uno dei partecipanti (in abiti religiosi), forse complice del prestigiatore, ne approfitta per borseggiare il giocatore. Il giocatore, quanto a lui, sta per essere raggirato dal prestigiatore. In bocca ha una rana, che i saggi critici d’arte interpretano come simbolo alchimistico. Nella nostra situazione, accontentiamoci di constatare che il prestigiatore gli fa “mangiare la rana”, cioè lo abbindola. Questo dipinto di cinquecento anni fa illustra in modo efficace cosa succede quando un responsabile religioso cerca di ingannare gli altri in nome di Dio.
A quanti fossero stupiti di questo desiderio di ingannare gli altri in nome di Dio, basti meditare ciò che scrisse oltre un secolo prima di Hieronymus Bosch il grande mistico fiammingo Jan van Ruusbroec a proposito del grave pericolo rappresentato dall’ipocrisia. È tratto da Il Regno degli Amanti, che è un capolavoro:
«Esibiscono virtuosamente le buone opere, la giustizia e il pudore per essere promossi al di sopra degli altri in onori, benefici e ricchezze. È perché vogliono diventare papa o vescovo, o fregiarsi di qualche altra dignità nella vita religiosa: prelato, abate, priore, badessa, o essere al comando degli altri, a prescindere dal credo professato…» È di un’ironia acuta ed è un’osservazione molto azzeccata.
È questo il fenomeno che oggi chiamiamo manipolazione ad opera di perversi narcisisti [che possono essere uomini o donne e sono meccanismi in atto in ogni tipo di società] che esercitano un controllo mentale sugli altri. Sono molti i libri che vengono pubblicati su questo argomento, come quello di padre Pascal Ide di Bordeaux: Manipulateurs. È stato pubblicato anch’esso di recente e descrive molto bene questo fenomeno.
L’autore dedica 50 pagine del suo libro alle personalità narcisistiche nella Chiesa.
Alla domanda: «Tra gli ecclesiastici si possono quindi incontrare dei perversi narcisisti. Ma poi si incontrano per davvero?», padre Ide afferma: «La risposta è assolutamente affermativa.»
Ma torniamo al nostro libro. Nella parte superiore del dipinto di Hieronymus Bosch, si osserva
il muro, oltre il quale è possibile vedere ciò che sta succedendo.
La prima persona a guardare cosa fa il Prestigiatore per ingannare gli altri oltre il muro è Renata Patti, membro fino al 2008 del Movimento dei Focolari, segretaria presso le istituzioni europee per 22 anni, libera studentessa presso l’Istituto di Studi Teologici di Bruxelles (I.E.T.). Ritorneremo sul significato del suo progetto. Renata Patti ha scritto due capitoli del libro.
La seconda persona curiosa che vuole non soltanto vedere ma anche capire ciò che sta succedendo è il professor Vincent Hanssens, psicosociologo, professore emerito presso l’Università Cattolica di Lovanio, ex segretario generale della Federazione internazionale delle università cattoliche, autore di Le Croyant et le Mécréant e Le Credo est-il encore crédible?
Poiché si tratta di un libro collettivo, il terzo autore, il padre gesuita Jean-Marie Hennaux, professore di Teologia morale fondamentale ed esperto di Mariologia presso la facoltà di Teologia dell’I.E.T. di Bruxelles, spiega la concezione dell’«Unità» in Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari al quale apparteneva Renata.
Gli fa seguito suor Vitalina Floris, eremita nella città di Bruxelles, che ha ricevuto dal suo vescovo la missione di ascolto dei membri o ex membri dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità che sono stati quindi vittime di influenza settaria.
Monique Tiberghien, psicoterapeuta, presidente fondatore dell’Associazione europea di Psicologia Transpersonale Eurotas», analizza in dettaglio i movimenti dal punto di vista della spiritualità. Segnaliamo che lei è la moglie di Vincent Hanssens.
Il professor Miguel Perlado, che ha un biglietto da visita molto importante. Psicologo clinico, psicoterapeuta, psicanalista spagnolo, coordinatore del Gruppo di lavoro sulle derive settarie presso il Collegio Ufficiale di Psicologia della Catalogna, fondatore dell’Associazione iberoamericana per la Ricerca sugli Abusi Psicologici, è quindi anche membro dell’ICSA, membro del Comitato direttivo della sezione di Psicoterapia psicanalitica della FEAP, membro del Comitato direttivo della Società Spagnola di Psicanalisi, professore associato per il Master in Spiritualità transculturale, creatore di siti web ad accesso libero che trattano di derive settarie.
Lo metteremo sul Google Drive del sito… della conferenza, così potrete trovare i suoi recapiti.
Pascal Hubert, avvocato presso il foro di Bruxelles, fornisce le indicazioni giuridiche del diritto francese e belga, nonché la giurisprudenza europea in materia di derive settarie.
Don Damiano Modena, sacerdote italiano, professore di Teologia morale speciale, parroco, è stato segretario del cardinal Martini durante gli ultimi tre anni della sua vita. È una delle persone che conosce meglio il Cardinale. Presenta il libro Le Ali della Libertà, in cui sono pubblicati gli ultimi esercizi spirituali predicati dal Cardinale.
Padre Dominique Auzenet, sacerdote diocesano, parroco, delegato diocesano al Rinnovamento carismatico e alla Pastorale delle Nuove Credenze e Derive Settarie all’interno della Chiesa cattolica, esorcista, sviluppa in un capitolo i criteri di analisi presi in considerazione per le derive settarie.
Infine, io stesso, padre Pierre Vignon, sacerdote diocesano, giudice ecclesiastico, molto curioso al punto di andare a vedere cosa accade dietro certi muri, sono stato incaricato di redigere la sintesi e la presentazione del libro. Ho fatto riferimento a san Paolo e alle sue immortali parole: «Dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà.»
Di fatto il predatore, la predatrice spirituale rinchiude, e il ruolo degli ecclesiastici è quello di dire: no, no, apriamo! Dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. Non si può chiedere il permesso anche per respirare, eh? Ecco!
Qual è lo stato d’animo di questi dieci curiosi che cercano di capire l’inganno che si sta svolgendo sotto i loro occhi?
Renata Patti spiega in che modo… Adesso parliamo dello spirito del libro. Voglio dire due parole perché è importante capire in che spirito è stato fatto. Non è uno spirito vendicativo per dire: ecco, rendiamogli pan per focaccia, no, è estraneo al pensiero degli autori. Quindi, Renata spiega in che modo il libro del cardinal Martini Le Ali della Libertà l’ha aiutata a guardare con occhi diversi il doloroso fenomeno di deriva settaria che la faceva soffrire. Non sulle ali di un avvoltoio, ma su quelle… di una colomba.
Non bisogna negare il male, come suggerisce la bella preghiera del cardinal Martini, che mi permetto di recitare: «Ti chiediamo, o Signore, di non chiudere i nostri occhi sul male del mondo, ma di saperlo guardare come lo ha guardato Gesù, come lo guardi Tu, così da non diminuirlo [questo è molto importante] con ottimismi indebiti, ma guardarlo in faccia. Perché non saremmo di questo mondo se non guardassimo anche al male del mondo.» Lo spirito del libro è positivo.
E per continuare nello spirito del libro… un concetto biblico sviluppato molto bene da papa Francesco: la parresia. Vi spiego. “Parresia” viene dal greco παρρησία, parola composta da pan (tutto) e rhema (ciò che viene detto). Questa parola esprime non soltanto la libertà di dire tutto, ma anche la franchezza nell’esprimerla. Papa Francesco incoraggia spesso i suoi ascoltatori a parlare con parresia.
Il professor Hanssens lo ha affermato chiaramente nella presentazione del libro. Lo spirito del libro è destinato… questo libro è destinato a quattro direzioni essenziali e mi avvalgo quindi della sua citazione: «In primo luogo, alle vittime stesse di queste derive. È un dovere di riconoscimento: riconoscimento delle loro sofferenze, delle loro delusioni, del loro smarrimento, del loro fallimento, della loro paura… Riconoscere tutto ciò [da parte dell’istituzione Chiesa, così capisco, e delle persone di questa istituzione] significa restituire loro la dignità, dire loro chiaramente che sono state vittime di derive e non membri imperfetti e infedeli.» Non vi siete comportati bene, vi cacciamo via e se poi ne soffrite è colpa vostra. È proprio il contrario, niente sensi di colpa!
«In secondo luogo, alla Chiesa [all’istituzione]… Non si tratta di lanciarsi in una requisitoria nei suoi confronti, né di metterla sotto processo [tanto più che ciò che succede… ciò che constatiamo qui nella Chiesa cattolica vale in tutte le istituzioni, quindi sono meccanismi che oggi si possono descrivere], ma di aiutarla a prendere pienamente coscienza di certe situazioni gravi verificatesi in sfere molto vicine alla Chiesa stessa e di porvi rimedio.» Quindi bisogna armare i responsabili ecclesiastici non per dire loro “Mio Dio, voi mi attaccate nella mia missione, eccetera, è colpa tua” ma di dire “Sì, si è verificato che, sotto la mia responsabilità, ci sono persone che hanno chiaramente nascosto certe situazioni e quindi vi ringrazio di segnalarmelo affinché io possa agire”.
Per aiutarla a «prendere coscienza del fatto che questi movimenti sono istituzioni umane e in quanto tali, suscettibili di essere scosse da manovre individuali o collettive, la cui forza di manipolazione può essere grande, ispirate da bisogni insaziabili di dominio e di accumulo di beni, materiali, sociali o di altra natura.»
Quando ci sono in ballo i soldi, il potere, la fama, c’è inevitabilmente qualcuno che mette un piccolo rubinetto per fare una deviazione speciale per… Ecco è per me. Ed è proprio per questo che un’istituzione come la Chiesa, tra le altre, deve essere vigilante. Esistono persone del genere, uomini o donne, e quando li si trova, bisogna poter agire. In particolare è quello che viene fatto attualmente nella società sotto il nome di RPS, i rischi psico-sociali, vale a dire: i capi delle grandi aziende francesi erano stanchi di venire a sapere in questi ultimi anni che in certe loro aziende subordinate i dipendenti si gettavano dal quarto piano. Allora, cosa succedeva? Sì, ma non sono io che sono… allora, nella catena del comando bisogna identificare dove il paranoico o la paranoica ha potuto infiltrarsi e quindi aiutare la persona individuata, la mettere nell’impossibilità di nuocere e favorire la persona che denuncia, il whistleblower, quindi colui che lancia l’allarme, e la legge comincia a tenere in considerazione queste persone per tutelarle, perché rendono un servizio alla società. Qualcuno, all’interno di una società e anche nelle forme di società spirituale, fa sparire per il proprio tornaconto delle cose che sono a beneficio di tutti. È pericoloso ed è grave.
«In terzo luogo, a quelle persone, in modo particolare i giovani, che si sentono attratti da questi movimenti [un giovane alla ricerca di un ideale legittimo]… È opportuno metterli in guardia… accendere qualche spia, invitarli ad approfondire le loro motivazioni, a informarsi ulteriormente, tramite fonti esterne, su questo o quell’organismo verso il quale si sentono attratti… ». Non costa niente guardarsi un po’ intorno e dire: “Sì, voglio entrare qui, ma prima di accettare che la madre spirituale…” Io sono sempre stato molto reattivo: mi ricordo di un movimento esistente di cui non vi dico il nome… Ma questa madre spirituale che collabora con le Vergine Maria… ma è mostruoso! A vederli sembrano tutti perfetti, ma poi, quando vi parlano della madre collaboratrice, hanno gli occhi rivoltati e si chiedono: “Oh! Dove sono capitato?” Ho incontrato un giorno questa donna, è stata una questione di pelle, lei ha subito capito che con me non attaccava, ma non è cosa da poco!
«E infine, in quarto luogo … agli stessi movimenti. Anche da parte loro si può verificare una mancata presa di coscienza o una carenza di informazioni sulle pratiche adottate al loro interno. »
«Nati da un’iniziativa, o addirittura da un impulso, di natura mistica…
[perché le cose divine assolute posso esistere, ma quando un prestigiatore dice “Io vi inganno in nome di Dio”… ingannare gli altri per un manipolatore è una grande soddisfazione, è ciò che riesce meglio]
…si sono ben presto scontrati, per forza di cose, con vincoli e problemi organizzativi e gestionali… Il misticismo può indurre a trattare le questioni di autorità assumendo atteggiamenti di onnipotenza, mentre il management tende piuttosto a relegare la dimensione spirituale al secondo posto… » Siamo noi che dirigiamo, siamo noi che sappiamo, e poi lo Spirito Santo ci ha detto che lo Spirito Santo siamo noi, lasciate fare a noi, ecco…
«Le ricerche nel campo della psicologia sociale, in modo particolare i cosiddetti esperimenti di Milgram, hanno dimostrato che certi individui manipolati possono commettere atti di tortura in piena buona fede, persuasi di agire per il bene delle loro “vittime”. È quindi necessario mettere in atto un serio sforzo di consapevolizzazione, nonché un programma di formazione…»
Ecco qui l’esperimento di Milgram presentato in un libro francese intitolato Soumission à l’autorité (sottomissione all’autorità). Non entro nei dettagli, perché altrimenti finirei fuori tema, ma è importante.
Non vi leggerò il libro, ma quali sono le frasi chiave di questo libro? Cosa dicono le persone che sono riuscite a guardare al di là del muro?
Renata Patti: «Ascolto le parole di Philippe van Merbeeke: ‘‘Chi idealizza sua madre non crescerà mai.’’
E poi dice:
- Cosa ne pensa dell’idealizzazione dei leader dei movimenti ecclesiali?
- Per me i leader sono simboli materni. »
C’è quindi una ricerca del tutto inconsapevole e molto profonda a partire dal momento in cui lo si sa o lo si individua. Aiuta in ogni caso a proteggersi.
Vincent Hanssens, che avrà diritto a delle citazioni più lunghe:
« … da queste testimonianze emerge una convergenza reale tra i movimenti in questione, convergenza che non manca di suscitare notevole preoccupazione, in quanto investe proprio alcuni aspetti generalmente considerati come spie di derive settarie: idolatria nei confronti del fondatore o della fondatrice [il dolce profumo che gli sale attraverso le narici], autoritarismo totalitario, obbedienza cieca ai superiori, spersonalizzazione, perdita d’identità e d’autonomia essenziale, reclutamento, mobbing, proselitismo, rapporto con il denaro, abusi morali, ambiguità relativa alla sfera sessuale… »
Ovvero: alla radice di ogni abuso possibile, anche sessuale, c’è in primo luogo la presa di possesso del software interno. Poi, secondo i bisogni, si vanno a mettere le mani sul portafogli, sulla coscienza, nelle mutande, ma è un aspetto secondario. Dapprima c’è il fenomeno dell’”emprise”, della presa di controllo, da cui il titolo, che consiste nel prendere possesso del software dell’altro.
«Sul piano spirituale e religioso… questi movimenti non incoraggiano più di tanto il raccoglimento [ma no, nel raccoglimento, ci si ritrova], l’approfondimento personale della fede, la contemplazione, ma impongono piuttosto dei riti formalizzati e basati su preghiere, liturgie, confessioni collettive, che non sono certo privi di ripercussioni sulla personalità di quanti vi sono sottoposti.» Perché bisogna sottometterli per farli entrare nel sistema.
«Se esercitano una forma di militanza, non lo fanno a beneficio dell’evangelizzazione, ma per proprio tornaconto, allo scopo di veder aumentare la propria influenza, il proprio potere e il numero dei propri seguaci.» La grande giornalista italiana Carlotta Zavattiero ha spiegato in un libro eccellente le battaglie dei sei principali movimenti della Chiesa cattolica sotto il pontificato di papa Benedetto XVI che ha spiegato il caso Vatileaks 1 e del povero maggiordomo del papa al quale chiedevano di fotocopiare delle cose e alla fine è stato lui che si è fatto beccare, poveraccio. Nel frattempo gli altri cercavano di conquistare la leadership della Chiesa cattolica. Questi movimenti sono stati presentati da un sacerdote italiano dalle forti credenziali accademiche, don Giorgio Ronzoni, “Le sètte sorelle”, con un gioco di parole in italiano: Opus Dei, Focolari, Legionari di Cristo, Neocatecumeni, Comunità di Sant’Egidio, Comunione e Liberazione, Rinnovamento nello Spirito, eccetera. Se volete dargli un’occhiata potete prendere il libro.
Padre Hennaux… Jean-Marie Hennaux… un attimo, per favore, che ritrovo la citazione… ha analizzato in modo eccellente la fondatrice del Movimento dei Focolari e ha trovato… ha individuato una cosa che sicuramente non mancherà di sollevare un gran polverone. È una lettera della fondatrice, Chiara Lubich, del 19 novembre 1950. Vi cito solo l’inizio di questa lettera: “Ogni anima dei Focolari ha da essere una mia espressione e null’altro. La mia Parola contiene tutte quelle delle focolarine e focolarini. Io li sintetizzo tutti.” Allora… è iniziato il suo processo di beatificazione nella Chiesa… allora: o l’ha detto o non l’ha detto. E in effetti qui si dimostra che l’ha detto e numerose persone, tra cui dei vescovi, non si rendono conto di essere stati per così dire manipolati. È forse sconveniente dirlo perché ci sono persone che venerano questa persona e dicono: “Mio Dio, è terribile, voi l’attaccate…” Ma del resto l’ha scritto, è pubblicato nelle sue opere, eccetera, quindi è opportuno dirlo. Allora padre Hennaux, gesuita inattaccabile, di alto valore morale e intellettuale, ha fatto un’analisi molto profonda e conclude dicendo:
« In questi … movimenti, il fondatore o la fondatrice si attribuisce un ruolo…
[Non bisogna mai dimenticare che il perverso può anche essere una perversa, quindi… possono essere tutti]
…si attribuisce un ruolo centrale e unificatore. La risposta da parte dei membri è un culto idolatrico. Ne risulta altresì una struttura gerarchica fortemente centralizzata, in cui l’autorità tende a governare tutti i dettagli della vita.
È possibile constatare dappertutto una sorta di annientamento della personalità propria e un annichilimento della libertà spirituale… ». E così la generosa Renata è riuscita, grazie a Dio, a sottrarsi a questo, e ha fatto molto bene a raccontarlo.
Suor Vitalina Floris, una religiosa molto felice di essere eremita, molto radicata nelle sette, ne smonta i meccanismi, a forza di ascoltare le vittime, e usa parole molto forti.
«Dal punto di vista della consacrazione religiosa, definirei questo comportamento dia-bo-li-co, poiché il voto di Povertà consiste in una spoliazione totale dell’essere psichico, il voto di Obbedienza in un’assicurazione di sottomissione totale a quanti hanno in mano il potere, il voto di Castità nell’imparare la castrazione pura e semplice, che può solo sfociare in deviazioni di ogni tipo.»
Penso che non valga la pena di aggiungere altro. Grazie, cara sorella.
Monique Tiberghien, affermata psicologa:
«Se la guida [uomo o donna]… ci confisca la luce per il suo personale tornaconto [il prestigiatore], subentra la deriva, la caduta in una forma abietta di schiavitù, in quanto si tratta del tesoro più prezioso, quello della scoperta al proprio interno del segreto più sacro! Se per di più il maestro spirituale in persona passa all’atto sessuale, il disastro è completo.»
«Sulla scala dell’orrore, lo "stupro" del discepolo perpetrato dal maestro spirituale si colloca sullo stesso piano di un incesto [ma lo stupro è prima di tutto mentale]; quand’anche consenziente, il discepolo è vittima del suo trasferimento di onnipotenza paterna o materna sulla figura della guida.»
Non ho superato il tempo a disposizione?
Il professor Perlado:
«Certo è che il vincolo settario è passionale e ha ben poco di razionale… Sebbene la passione amorosa segua lo stesso modello della credenza, nel nostro caso la vittima si innamora dell'immagine proiettata dal leader, che funge da richiamo, come un'illusione che punta a sedurre per catturare e in seguito dominare. Qui la differenza risiede nel grado di distruzione che scaturisce dalla relazione, basata su un’impostura. »
Il prestigiatore, il predatore, distrugge la sua vittima.
«Si tratta, in un modo o nell'altro, di una relazione tra due o più persone in cui una di esse prende il controllo sull'altra, convincendola totalmente della propria onnipotenza… C'è intenzionalità, indottrinamento ideologico e imposizione di una convinzione totalizzante.»
E spesso la vittima è molto contenta.
«Tale reinterpretazione perversa degli aspetti infantili della personalità porta l'adepto a uno stato di maggiore vulnerabilità e colpa [perché il predatore o la predatrice fa emergere il senso di colpa naturale della persona e la rinchiude in una prigione] in cui non gli resta che una possibilità: quella di investire il leader del ruolo di salvatore. L'esaltazione narcisistica che segna l'inizio di una relazione settaria sfocia alla fine in una tremenda emorragia al momento della rottura di queste relazioni.»
«Come segnalava Ronald Enroth [è sempre il professor Perlado] a proposito di uno studio da lui realizzato con delle comunità evangeliste, [questa frase è molto importante] "mentre l'abuso psichico… fisico, scusate… tende a lasciare segni sul corpo, l'abuso spirituale e pastorale lascia segni sulla mente e sull'anima". »
Non bisogna dimenticarlo, perché la persona è ferita quando la si accoglie. È importante accogliere una persona ferita.
Il giurista Pascal Hubert, avvocato:
«Essendo spesso difficile fornire la prova di una circonvenzione di incapace, non bisogna dimenticare che da un lato esistono già altre incriminazioni penali volte a punire efficacemente l’abuso di persone vulnerabili, e dall’altro gli attentati alla persona e/o al suo patrimonio [perché è sempre bene mettere le mani anche sul portafoglio] possono, indipendentemente dal loro carattere censurabile sul piano penale, dare luogo alla responsabilità civile del loro autore.»
Quindi bisogna cercare di smascherare il predatore o la predatrice.
«Per farla breve, le vittime di derive settarie non sono prive di tutela giuridica e il presente contributo non poteva non ricordarlo.»
Don Damiano Modena, è interessante dal punto di vista teologico:
«Una dottrina perversa è ciò che svela un volto perverso di Dio, un volto di giudice, di accusatore, di colui che sottolinea difetti ed errori, che impone restrizioni, devozioni e atti di ascesi [di fatto proiettiamo su Dio le nostre traversie, cosa che non lo rende affatto simpatico]. Il volto perverso di Dio è quello in cui Egli viene presentato come un Dio così esigente da renderne quasi impossibile la sequela.» Per forza, ecco!
Allora… Dominique… Padre Dominique Auzenet:
«Cosa ne è della comunità dopo che il suo fondatore/superiore è morto, o è stato allontanato? In realtà, i problemi non scompaiono affatto [fa una domanda molto interessante], come si illude invece la gerarchia cattolica [quella persona non c’è più, allora fine dei problemi].
Questi fenomeni rientrano nel campo dell'analisi sistemica, cosa che praticamente non viene mai effettuata, purtroppo.»
Vale a dire… io ho smascherato dei predatori e delle predatrici. Uno di questi predatori, fondatore di una comunità cosiddetta nuova, aveva forti tendenze omosessuali e commetteva degli abusi su uno dei suoi collaboratori, è così che è stato possibile scoprirlo, ma la sua opera è fondata su… è presentata sotto la veste della compassione… è un approccio omosessuale alla compassione. Non entrerò qui nel merito dei dibattiti in corso nella società a questo proposito, ma è andata proprio così: quest’uomo ha imposto il suo modo di approcciarsi e di crearsi delle vittime e nella sua opera si avvicina a voi… in modo… vuole darvi la sua compassione a condizione che voi diventiate il soggetto accondiscendente… ma io la sua compassione così non la voglio mica!
«Come ogni organismo vivente, un'organizzazione cerca di perpetuarsi. Per questo motivo, dopo la scomparsa o l'allontanamento del fondatore, l'organizzazione si perpetua con i suoi difetti. Fa parte della sua natura… Senza acrimonia, si può affermare che certi responsabili ecclesiastici che hanno fatto studi di livello avanzato sono completamente all'oscuro di questi fenomeni, che sfuggono alla loro comprensione, soprattutto se tali persone provengono a loro volta dalle comunità.»
«Pensano che sia sufficiente neutralizzare o isolare la persona che causa – o che ha causato – problemi affinché la situazione torni alla "normalità", con, se necessario, una dichiarazione di pentimento. Si tratta di un'analisi sbagliata e di un errore grave… Ignorando il fenomeno, non si arriverà mai a una vera prevenzione delle derive settarie all'interno della Chiesa. Quanto accaduto con la pedofilia ci serva da lezione.» Grazie, padre Auzenet!
E adesso una mia citazione:
«È lecito sperare che, se questo atteggiamento di libertà si afferma, l’influenza settaria farà sempre più fatica a imporsi e a causare danni. Se le vittime cominciano a parlare [è questo l’essenziale], i capi ritroveranno a loro volta il coraggio di mettere ordine nelle cappelle occupate da cattivi pastori, permettendo così a tutti i fedeli di svilupparsi armoniosamente in seno alla Chiesa senza che nessun predatore o predatrice venga più a turbarli con gravi conseguenze. »
Concludiamo quindi con il professor Louis-Léon Christians dell’Università Cattolica di Lovanio, autore della prefazione, che dice delle cose molto interessanti:
«A prescindere dall’origine delle fragilità e delle derive, o da quanto intricato sia il groviglio di cause e conseguenze di una rottura con le esigenze di uno Spirito cercato in Verità, l’appello che questo libro lancia è rivolto ad una vigilanza della Chiesa e della Società…»
E termina dicendo una frase molto preziosa:
«L’abuso continua a nascondersi. È importante dare voce ad ogni parola.» L’abuso è dietro il muro.
Ringraziamo Philippe Comeliau della casa editrice Mols che, con il suo coraggio, permette di diffondere questa parola.
Vi ringraziamo per l’attenzione e speriamo, con i membri dell’ICSA, che il mestiere di prestigiatore spirituale diventerà sempre più difficile da svolgere grazie alla formazione e all’utilizzo comune delle nuove reti di comunicazione.
Domande:
Pierre Vignon:
Il libro è un’opera collettiva è un inizio di formazione, una prima presa di coscienza affinché i responsabili ecclesiastici non dicano più: “Mi rifiuto di vedere, è un problema tuo”, ma bisogna aiutare le vittime e stare loro vicino. E cosa succede con il pretesto che tale persona ha cercato di riuscire a sviare per il proprio tornaconto i soldi, il sesso, la generosità di tante persone, la coscienza di tante persone per arrivare a dominare gli altri? Questa gente non ha chiaramente nessun posto nella Chiesa, ecco. Deontologicamente, un’organizzazione come la Chiesa è tenuta a purificarsi da questo tipo di meccanismi quando questi sono conosciuti.
Io sono molto felice di essere sacerdote, annuncio Cristo… almeno spero… devo dare il meglio di me, ma non devo mai dire: “Cristo non lo vedo, in fin dei conti non so se esiste”, ma allora questi fedeli che sono lì e che danno le offerte cerco di… Ogni atteggiamento volto in questo senso a sviare con la seduzione a favore di un membro responsabile della Chiesa, uomo o donna, deve essere chiaramente denunciato e combattuto, a partire dagli stessi fedeli. Ben venga la questua, ma non potete appropriarvi delle offerte per il vostro tornaconto, ecco.
Lei pensa che tutte queste derive settarie, all’interno della Chiesa o anche altrove, dalle conseguenze catastrofiche, siano sempre imputabili a un’intenzionalità malevola?
Ho riflettuto bene a questa domanda perché si dice che a partire dal momento in cui è in atto un meccanismo psicologico c’è l’inconscio, e poiché c’è l’inconscio, allora ecco, non è colpa sua! Ma!! Per tutte le situazioni in cui ho cercato di trovare abuso finanziario, abuso sessuale, abuso di potere spirituale, il predatore o la predatrice si preoccupa sempre di dire: “Quest’opera mistica che mi è stata dettata è altamente segreta. La Chiesa non è ancora in grado di capirlo. Noi custodiamo questo segreto per la Chiesa.” Oppure dice: “Su queste cose, prendiamo il 10% dei vostri beni, ma non si deve sapere in giro perché noi siamo meglio degli altri”, eccetera. O in caso di abuso sessuale, si preoccupa, nell’ufficio dove si svolge la confessione, di chiudere la porta a chiave. Allora se non chiude la porta a chiave e che qualcuno entrando potrebbe scoprirlo, non sarebbe consapevole, ma nel momento in cui il predatore o la predatrice si protegge, a tutti i livelli, allora è cosciente e reprensibile. Se il meccanismo è in gran parte incosciente, la sua messa in atto e la sua realizzazione è invece effettuata in modo consapevole, e quindi è pubblica e deve essere denunciata e sanzionata. Io la vedo così.
Lei pensa che molti di questi gruppi possano tornare sulla diritta via con o senza i rispettivi fondatori?
Penso di no. Si dice: “Ma dai, cerchiamo di recuperare…”. Io sono dell’opinione che ciò che è stato fatto per i Legionari di Cristo con il cardinale De Paolis, che ha ripreso il concetto post-comunista della rifondazione… “Ecco, non si è comportato bene, ma ci sono tutti questi giovani, ci sono tutti questi soldi, tutte queste vocazioni, tutti questi laici, non si può mica lasciare…” Secondo me, cercare di recuperare qualcosa di… bisogna certamente aiutare queste persone perché una deriva settaria sono per il 98% delle persone perbene che si sono fatte ingannare e 2% di persone che definirei corrotte, senza mezzi termini, ma questo 2%... bisogna aiutare quel 98%, ma bisogna combattere risolutamente quel 2% e mi sembra che… ma qui posso sbagliarmi, non ho di certo la scienza infusa né la soluzione e poi la vita dei responsabili non è sempre facile, ma credo che si tratti comunque di una visione molto idilliaca, molto ottimista, quella di dire: “Va bene, allontaniamo quelle persone e poi continuiamo”… perché la persona che è entrata là è una vittima che corrisponde a un predatore, quindi rimane ancora all’interno di questo meccanismo e continua a volerlo. È delicato, è delicato.