
LA ALLUCINANTE E VERA VICENDA DI UN MAGISTRATO CHE HA SACRIFICATO LA SUA VITA PER IL SUO PAESE, E CHE PUO' ORA ESSERE RESTITUITO ALLA VITA SOCIALE E PROFESSIONALE SECONDO LEGALITA'. PETIZIONE AGLI ORGANI ISTITUZIONALI
AL Presidente della Repubblica e Presidente del CSM S.E. Sergio Mattarella suo recapito presso il CSM protocollo.csm@giustiziacert.it e posta PEC Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica protocollo.centrale@pec.quirinale.it
AL Vice Presidente del CSM ELIGENDO protocollo.csm@giustiziacert.it
Al Primo Presidente della Corte di Cassazione primopresidente.cassazione@giustiziacert.it
Al Proc. Generale presso la Corte di Cassazione prot.pg.cassazione@giustiziacert.it
AI consiglieri membri togati e non del CSM protocollo.csm@giustiziacert.it presso CSM
AL MINISTRO DI GIUSTIZIA dott. Alfonso Bonafede TRAMITE CAPO DI GABINETTO capo.gabinetto@giustiziacert.it
OGGETTO. Reimmissione in servizio del magistrato dott. Paolo Ferraro previa revisione del provvedimento di dispensa comminato, in attuale pendenza per il merito del ricorso dinanzi al Consiglio di Stato, e intervento istituzionale sui fatti emersi, aprendo pratica a tutela della magistratura e della sua effettiva indipendenza.
Il magistrato Paolo Ferraro è stato dispensato dal servizio per una simulata artefatta e incredibile a “bersi” non-patologia (il tutto è illustrato e provato oltre ogn iragionevole dubbio infine anche dal più recente ricorso al Consiglio di Stato), dopo aver subito un sequestro di persona per aver scoperto mediante registrazioni audio di pubblico dominio, attività deviate destinata ad eliminarlo od incastrarlo od iirretirlo e affiliarlo, da parte di un apparato trasversale a supporto militare.
La metodologia criminale utilizzata anche per la rappresaglia costituisce un capisaldo di attività militari e segrete, e quanto scoperto e valutabile direttamente è sconcertante ma del tutto dimostrato nella sua oggettività, e per metodologie , strumenti realtà operative.
Risultano quindi emerse anche realtà coperte e segrete, quali il trattamento di donna, mediante metodologia militare, l’utilizzo di minori, in specie rom ma non solo, e la pericolosità di questo apparato che opera con metodi anche più spicci sui singoli, ma nulla dovrebbe potere contro una collettività consapevole ed "attiva" ed istituzioni vigili e presenti.
La “scoperta” è stata dimostrata in ogni minimo dettaglio con impianti di prove uniche al mondo destinata a centinaia di migliaia di indirizzi istituzionali professionali e sensibili, partitamente analizzate e contestualizzate, sinanche inviate via mail a “domicilio informatico”** , e sistematizzate infine con un DVD* *contenente un sistema multimediale integrato di prove dirette audio video audio e documenti svariati, unico al mondo per concezione, tecniche di trattazione e contenuti dimostrati.
Ora e solo ora chiediamo un forte intervento consapevole e collettivo di tutte le magistrature, non solo affinché si ponga riparo ad una clamorosa ingiustizia ed attività illegale in danno del magistrato Paolo Ferraro, reimmettendolo nel suo ruolo ed attività d magistrato ed interrompendo la catena di attività volte alla sua distruzione, prima di tutto socio economica e professionale, ma anche e soprattutto a tutela dello Stato di diritto, della legalità e della indipendenza effettiva della giurisdizione.
Si tratta di tutelare anche i singoli magistrati e le istituzioni disegnate nel nostro impianto Costituzionale, da una aggressione sotterranea e strisciante che attenta alla libertà e democrazia, ed ormai disvelata a partire dal caso specifico, grazie al sacrificio personale “scelto” dal dott. Paolo Ferraro per il bene comune, rifiutando il commodus discessus e la iniziativa volta ad affiliarlo nel 2010, uomo che ritiene di “meritare” anche l’aiuto collettivo ormai urgente e necessario.
Questo nostro intervento lo meritano anche la nostra Costituzione e la lotta per la libertà e democrazia dei padri costituenti, nella consapevolezza che la democrazia si realizza e vive attraverso la partecipazione e l'impegno di tutti.
PATRIZIA STEFANIA EUGENIA FOIANI
Prima firmataria della petizione