UNA LEGGE CHIARA PER LE MOLESTIE SUI SOCIAL

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.


Un cittadino italiano, il prof. Ignazio Li Vigni, è stato investito, suo malgrado, da uno dei più dilaganti e difficilmente domabili fenomeni criminosi del XXI secolo: il cyberstalking, ossia una nuova devianza comportamentale dell’era digitale; una escalation di molestie virtuali che sembra inarrestabile. In tutto il mondo i legislatori, le procure e le magistrature stanno tentando a fatica di normare questo fenomeno che solo in Italia, secondo un rapporto di Eurispes, ha investito nel 2017 otto italiani su dieci.

In Italia è più che mai necessaria una rielaborazione del reato di molestia e disturbo alle persone, proprio per garantire tutela sulle condotte attuate con mezzi come la posta elettronica, i social network e gli instant messanger.  

Questa petizione chiede al vice premier Luigi Di Maio di istituire una commissione che rielabori i testi dell'art. 612-bis del c.p. 

Uno stalker lo puoi evitare. Se hai le possibilità, puoi cambiare città. In casi estremi trasferirti all'estero. Puoi chiedere l'allontanamento del giudice. Puoi entrare in un programma statale di protezione, se hai rischiato già la vita. Non sentendolo più la tua vita può ritornare alla normalità con certi accorgimenti come, ad esempio, cambiare spesso numero di cellulare.

E un cyberstalker? Non puoi farlo allontanare dal giudice. Puoi chiedere l'ammonimento amministrativo del questore. Ma potrebbe tranquillamente ritornare nella tua vita  in qualunque momento. Crearsi un nuovo account e riiniziare a perseguitarti come fake. Gli basterebbe non pronunciare mai il tuo nome e nessun organo di polizia accetterebbe la tua denuncia. Ma il cyberstalker continuerebbe a minare la tua sicurezza, stabilità, tranquillità. Facile dire non lo considerare. Lo stalker, per patologia, non è un passante occasionale che ti disturba e poi sparisce per sempre. E può essere anche un adolescente o un innocuo/a vecchietto/a abile ed astuto nel linguaggio, che entra morbosamente e prepotentemente nella tua vita per difficilmente uscirne.

La cyberstalker del prof. Li Vigni ha scritto: "Ignazio Li Vigni ti prometto che insieme avremo una bella strada lunga e tortuosa da dividere, ti penserò notte e giorno".

Ma Ignazio Li Vigni, come tutti, desidera godere della propria libertà e di non avere nessun lungo e tortuoso cammino con chicchessia lui non voglia.

Sono quasi 10 mesi che subisce attacchi continui da una stalker e un centinaio di mitomani da lei istigati.

Ha presentato denunce varie in procura per diffamazione e minacce di morte contro soggetti di facebook. Ma i tempi legali sono lunghi e lo stalking continua incessante. Oggi ha finito l’istruttoria prevista dall’art. 612-bis del codice penale, rubricato come “Atti persecutori”, della richiesta di “Ammonizione del Questore” della sua principale stalker. La procedura avviata dall’Ufficio Ammonizioni della Questura di Palermo è la prima mai avviata a Palermo e tra le poche in Italia.

"Dispongo di denunce e documentazioni varie (oltre 2000 pagine di screen persecutori). Ho fondato un movimento civico ed etico, il Movimento degli Angeli, che lancia qui una petizione popolare per attenzionare il legislatore italiano a normare questo crimine. In pochi mesi per precedenti petizioni su altri campi, ho raccolto quasi 50 mila firme. 

Desidero portare all’attenzione dei media e della stampa la mia assurda esperienza di viaggio all’inferno, con la mia vita devastata da orde di centinaia di post persecutori, con migliaia di commenti contro la mia persona. Atti compiuti da un centinaio di account facebook, molti sicuramente fake per una profonda invidia verso chi come me ha l'arte del "saper fare" che manca a loro.

Voglio comunicare la mia esperienza a tutti i cittadini italiani che potrebbero, nessuno escluso, essere investiti da questo treno devastante e che ti spinge a modificare, tuo malgrado, le abitudini di vita, lasciando profondi segni."

Ignazio Li Vigni

Fondatore del Movimento degli Angeli

www.movimentodegliangeli.it