Salviamo l'ultimo Cantiere Nautico STORICO di Venezia: Il Cantiere Nautico Navale Casaril

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Breve storia dello storico cantiere navale sito a Venezia, Cannaregio-Sacca Sant’Alvise, ora Cantiere Nautico Navale Casaril.

La sua fondazione risale agli inizi del 1900 e dal 1917 al 2001 si chiama Cantiere Zennaro dal cognome del titolare e dei suoi eredi.

Nel 2002 Luca Casaril si aggiudica un’asta indetta dal Demanio e subentra acquisendo la concessione dell’area ad uso cantiere per la durata di 6 anni. Il Magistrato alle Acque tra il 2005 e il 2006 presenta un progetto di risistemazione dell’area e in particolare delle rive, progetto mai partito non avendo mai ricevuto l’approvazione della Soprintendenza. Quindi ancor’oggi il Cantiere presenta problemi di vario ordine, burocratici e di adeguamento, problemi che il suddetto progetto del Magistrato alle Acque si proponeva di risolvere per la sua parte di competenza.

Dopo numerose richieste di rinnovo, nel 2011 il Demanio redige un contratto di locazione di anni 6+6 (maggiorato del 700%), e dopo i primi sei anni, viene dichiarata l’impossibilità di rinnovare il contratto per la mancanza della riperimetrazione dell’area.

Dal momento in cui vengono ultimati i lavori di ristrutturazione ad uso abitativo dell’ex scuola Coletti, retrostante il cantiere, e consegnate le 72 abitazioni cominciano i controlli serrati e sempre più contestazioni da parte degli Uffici della Polizia Municipale riguardanti il degrado dell’area, e le cattive condizioni dei capannoni ecc, adducendo contestualmente la responsabilità del titolare e il suo obbligo di intervenire e sanare una situazione che, al contrario, dovrebbe essere sanata dagli Enti competenti.

Quest’ultima vicenda dura da quasi tre anni e sta rovinando un’impresa veneziana storica nonché una delle poche ancora operanti nel centro storico.

L’unica vera colpa del Cantiere è quella di essere ubicato in un luogo dove da qualche anno si affacciano le finestre di circa 16 abitazioni di quelle 72 ristrutturate nel complesso dell’ex scuola Coletti.

Anche qui la mancanza è da ascriversi all’Amministrazione cittadina che avrebbe dovuto prevedere tale disagio e provvedere in tempo. Il Cantiere non è nemmeno mai stato avvisato del cambio di destinazione dell’ex scuola. I provvedimenti si potevano trovare insieme senza danneggiare nessuno.

Ciò dà esattamente l’idea e la misura dell’ingiusta pressione che viene esercitata sul Cantiere, al cui interno lavorano 8 persone, tra cui un maestro d’ascia, saldatori, e varie professionalità e che si avvale della collaborazione di motoristi, carpentieri, elettricisti a seconda degli incarichi e di fornitori per l’acquisto di materiali, il Cantiere, infatti, è al servizio della nautica e della navigazione interna veneziana di imbarcazioni di tutti i materiali, dal legno al ferro e alla plastica; di lunghezza dai 4 ai 25 metri; di peso dai 300 kg. alle 50 tonnellate.

Negli anni il Cantiere ha collaborato con l’Associazione degli Artigiani al fine di offrire l’opportunità di svolgere stages formativi. Inoltre si occupa della manutenzione di barche sportive e del restauro e manutenzione di barche d’epoca, fornendo i propri servizi anche a Veritas ed Actv.

Chiudere questa attività significa perdere un luogo importante di venezianità, quella sbandierata da questa stessa Amministrazione cittadina e realmente non difesa a beneficio del turismo e delle speculazioni immobiliari.

Al fine di completare questa ricostruzione dei fatti così da promuovere e agevolare una presa di coscienza collettiva, diamo anche notizia che al Cantiere è stato ventilato l’eventuale trasferimento in uno spazio a Murano dove però mancano varie strutture necessarie, tra cui l’urbanizzazione, per le quali è d’obbligo richiedere permessi con la conseguente attesa e sospensione dell’attività per un tempo indefinibile e con costi insostenibili.

Noi chiediamo alle associazioni, ai circoli e a tutti coloro che navigano in laguna o che hanno interesse che si continuino le nostre tipiche attività, di firmare questa petizione.



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