Lombardia 2018: Primarie, subito!

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DOVE SIAMO?

Nel 2013 i cittadini lombardi hanno scelto come Presidente della loro regione Roberto Maroni, che proponeva come punto centrale del suo programma l'autonomia della Lombardia, una delle regioni più produttive d'Italia.

Cinque anni dopo nulla è stato fatto per questa cosiddetta “autonomia” mentre Maroni, a quanto si apprende dalla stampa in difficoltà perché sotto indagine per aver potenzialmente abusato del suo ufficio, vuole ricandidarsi per altri cinque anni.

Come se ciò non bastasse Maroni ha indetto per ottobre, a quattro mesi dalle elezioni, un "referendum" puramente consultivo sempre sulla sbandierata e mai realizzata autonomia, che invece doveva essere il cuore del suo programma d'azione dei passati cinque anni.

La coincidenza elettorale è sotto gli occhi di tutti e quindi lo è anche il valore meramente opportunistico di tale “referendum”.

Si tratta dell’ennesima presa in giro, prima per chi crede genuinamente nel valore di una maggiore autonomia in Lombardia e intende andare a votare al "referendum" e poi per gli elettori che saranno chiamati a votare nella primavera del 2018 per scegliere il nuovo governatore della Lombardia.

DOVE ANDIAMO?

Questo documento è nato da cittadini che si riconoscono nei valori del centrosinistra e sono preoccupati da altri cinque anni di governo leghista, soprattutto dopo il risultato delle amministrative

E nel frattempo il centrosinistra cosa fa? Dai giornali di queste settimane il Partito Democratico sembra tentennare inseguendo affannosamente al contempo le dichiarazioni di Maroni, che dice che arriverà a fine legislatura, e le voci di corridoio che al contrario parlano delle sue dimissioni anticipate.

Le scelte per il futuro della Lombardia non dovrebbero basarsi su voci di corridoio. Stando alle fonti ufficiali, abbiamo otto mesi per fare una grande campagna elettorale e togliere il governo di Regione Lombardia a Maroni e ai suoi alleati.

Cosa stiamo aspettando? Siamo arrivati in ritardo già cinque anni fa, con una candidatura frettolosa e impreparata, anche in quel caso dettata dalle dimissioni impreviste e coatte di Formigoni. Non possiamo permetterci che la storia si ripeta!

LA PROPOSTA

Chi insegue l'avversario ha già perso. Sfidiamo invece Maroni organizzando, a settembre, delle Primarie aperte del centrosinistra che dettino l'agenda politica da qui al voto di primavera.

Bisogna rialzare la testa e riunire le forze del centrosinistra ADESSO, prima che sia troppo tardi.

Firma anche tu per chiedere al Partito Democratico di abbandonare questa strategia perdente e attendista, e dare immediatamente il via all'organizzazione delle Primarie, l'unico vero atto di democrazia che ci può consentire la vittoria nel 2018.

Primarie, subito!



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