Comunicato Stampa del 24 Settembre 2026


COMUNICATO STAMPA – RUMORE POPOLARE
Piccolo canale locale sotto attacco: false rivendicazioni copyright per censurare l’inchiesta “Shady Bets”e gli affari del Comune di Roma?
Rumore Popolare, piccolo canale animato da due creator con meno di 5.000 follower totali, vittime di una campagna di rimozioni video che sembra mirata a oscurare il giornalismo indipendente. Dopo la pubblicazione di un video che collega l’inchiesta di Investigate Europe all’assegnazione di un immobile da parte del comune di Roma alla comunità ebraica romana, una raffica di rivendicazioni per copyright ha portato alla rimozione di cinque video e al rischio di chiusura entro il 27 settembre prossimo. Sospetti su un collegamento con le false DMCA che hanno già colpito i collaboratori del consorzio giornalistico europeo Investigate Europe.
Roma, 24 settembre 2026
Una storia che merita attenzione, e non solo per la sua rilevanza legale. È la storia di Rumore Popolare, un piccolo canale YouTube e social nato dal lavoro di due creator indipendenti, Alberto Fazolo (giornalista) e Stefano Spataro (videomaker). In totale, sulle varie piattaforme, contano meno di 5.000 follower. Eppure, da alcune settimane, sono al centro di una campagna di rimozioni video che sembra tutto fuorché casuale.
I fatti.
Il 1° agosto 2026 viene rimosso il video “Scandalo al Comune di Roma”, pubblicato il 2 luglio. La rivendicazione è per “Copyright – Opera d’arte”, a nome di xxxxxxxx Al-Turshi. Il 21 settembre tocca a “In ricordo di Renato Biagetti”, con rivendicazione di xxxxxxxx Rossi. Il 22 settembre è la volta di “Arriva ‘L’impero traballa SHOW’”, ancora una volta a nome di xxxxxxxx Rossi. Un quarto video, “Trump vs. Antifa Italiani”, è stato rimosso con rivendicazione di xxxxxxxx Johansson. Tutti i video sono contenuti originali di Rumore Popolare e utilizzano musica di sottofondo scaricata legalmente da Pixabay, coperta da licenza royalty-free che ne consente l’uso anche per la monetizzazione. Le uniche altre opere creative che potrebbero essere protette da copyright, sono le immagini di personaggi pubblici (Uri Poliavich e Tobia Zevi), le quali sono state usate per finalità di cronaca giornalistica, ai sensi degli Artt. 65 e 70 della Legge 633/1941 sul diritto d’autore.
L’anomalia.
Su 4 di queste rivendicazioni ci sono fortissimi indizi che portano a ritenere queste siano FALSE e costruite artificialmente. Sebbene la struttura ricalchi il linguaggio formale di una notifica DMCA (Digital Millennium Copyright Act), i codici identificativi dell'opera, l'indirizzo e-mail utilizzato e la formattazione grafica suggeriscono che si tratti di una truffa (noto come DMCA scam o copyright trolling). Ecco l'analisi dettagliata delle anomalie riscontrate nel testo:
- Indirizzo email non professionale: Tutti i mittenti dichiarano di rappresentare qualche società di produzione musicale, come la "Nova Sound Studios" o il “Crystal Sound Productions”, ma utilizza un indirizzo e-mail gratuito Outlook. Uno studio di produzione legittimo o un titolare di diritti commerciali utilizzerebbe un dominio aziendale certificato. Esistono o sono esistite realtà con questi nomi, ma hanno domini ufficiali o semplicemente non esistono più: questo serve proprio a intorbidire le acque.
- Il nostro canale utilizza musica di sottofondo scaricata legalmente da Pixabay. Si tratta di brani coperti da licenza royalty-free. La notifica non menziona nessuno di questi brani, ma rivendica tracce intitolate differentemente, mai state usate nei nostri video.
- Le tracce usano spesso titoli noti, che talvolta appartengono a colonne sonore di film. Esistono anche tracce strumentali omonime su Pixabay, ma sono di un autori diversi e non hanno nulla a che vedere con la notifica.
- Alcuni nomi dei rivendicanti sono si persone reali, ma non hanno nulla a che fare con la musica. Non esiste alcun profilo di musicisti o titolari di diritti con questo nome.
- Codici identificativi palesemente inventati:
1. il codice ISRC segnalato segue una sequenza numerica finale troppo perfetta e comunque sempre inesistenti sui database ufficiali.
2. L'ultima cifra dell'ISWC, è un codice di controllo calcolato tramite un algoritmo specifico (Modulus 10). Una verifica rapida di quelli inviati a noi dimostra che la combinazione numerica inserita è fittizia.
3. US Copyright Registration (SR 9-273-548): I numeri di registrazione reali del Copyright Office statunitense per i "Sound Recordings" (SR) non seguono questa formattazione con trattini disposti in questo modo per opere recenti o digitali. - La notifica usa un formato altamente stilizzato, con intestazioni come "PROPRIETARY ASSET REGISTRATION LEDGER" e un uso massiccio di decorazioni grafiche e glifi (come [ ✧─✦─✧ ] e ◈). Nessuna notifica DMCA legittima usa questo formato. È un tipico esempio di email-truffa generata da un template, progettata per intimidire e per superare i controlli automatici di YouTube. Non appartiene ai canali legali ufficiali o ai network di protezione del copyright, che inviano notifiche in testo semplice o tramite i moduli interni di YouTube. Viene usata per dare un'apparenza "solenne" a un testo generato da un software o da un bot.
Inoltre tre di queste notifiche rivendicano lo stesso pezzo musicale, ma da persone diverse. I video in questione contengono musica royalty-free e materiale giornalistico totalmente originale di proprietà di Rumore Popolare. In un caso precedente, la stessa musica era stata oggetto di segnalazione su altri video, ma non è mai stata motivo di rimozione. Anzi le contestazioni in merito da parte nostra sono sempre state accettate e le segnalazioni rimosse. Oggi, invece, le richieste di rimozione si moltiplicano e gli autori delle rivendicazioni cambiano ogni volta. Un modus operandi che, per gli esperti del GIJN (Global Investigate Journalism Network), è tipico del copyright trolling: frammentare le contestazioni per sopraffare il creatore e rendere più difficile la difesa.
Il contesto.
Il primo strike (rimozione)arriva 10 giorni dopo un’intervista privata tra Stefano Spataro e Maria Maggiore, giornalista di Investigate Europe, il consorzio giornalistico indipendente che ha realizzato l’inchiesta “Shady Bets” sull’industria del gioco d’azzardo online. Quando l’inchiesta è stata pubblicata, a marzo 2025, Google ha ricevuto oltre 50 denunce per violazione del copyright (DMCA) – tutte false – da anonimi che avevano copiato gli articoli su Tumblr, li avevano retrodatati e poi avevano denunciato gli originali come copie. Molti partner del consorzio – tra cui Amphora Media (Malta), Frontstory (Polonia), Reporters United (Grecia) e Delfi (Estonia) – hanno visto i loro articoli sparire dai risultati di ricerca. La vicenda è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare europea (P-002235/2025).
Gli altri strike a Rumore Popolare arrivano proprio dopo il 17 settembre 2026, quando il canale pubblica un video che espone questi fatti. “È lecito ipotizzare che qualcuno voglia oscurare il canale per far sparire le interviste e le informazioni sull’inchiesta Shady Bets e le connessioni con il progetto del Sant’Ambrogio, sostenuto dal Comune di Roma”, spiegano i due creator. “Non abbiamo le prove di un collegamento diretto, ma la coincidenza temporale è sotto gli occhi di tutti.”
La sproporzione.
Perché prendere di mira un canale con meno di 5.000 follower? È questa la domanda che Rumore Popolare pone a YouTube e all’opinione pubblica. “Siamo una piccola realtà locale, non una grande testata. Dietro di noi non ci sono soldi, non ci sono partiti. Eppure qualcuno sta spendendo tempo e risorse per far rimuovere i nostri video con accuse infondate. Se l’obiettivo fosse davvero la tutela del copyright, non si spiegherebbe l’uso di nomi diversi e la scelta di colpire proprio con 3 strike in 24 ore. Un attacco mirato a chiudere il canale.”, aggiungono.
Ma come è possibile che questo accada? Semplice: YouTube richiede un nome legale e una dichiarazione di buona fede sotto pena di spergiuro, ma non verifica l'identità del rivendicante con un documento d'identità al momento della presentazione. Un sistema basato sulla fiducia e sulla responsabilità legale, non su un controllo preventivo, quindi facilmente vulnerabile ad abusi.
Cosa chiediamo.
Che il Parlamento Europeo ed Italiano, discutano dell'uso improprio di strumenti definiti come DSA e DMCA e operino affinchè questi non possano essere usati come armi contro l'informazione indipendente.
Che YouTube verifichi l’abuso del sistema di rimozione per copyright e annulli gli strike, ripristinando i video rimossi.
Che i media indaghino su questa vicenda, che intreccia diritto d’autore, libertà di stampa e abuso di strumenti legali.
Che le organizzazioni per la libertà di stampa ed espressione prendano posizione.
Che Investigate Europe e gli altri partner dell’inchiesta Shady Bets siano informati, perché potrebbero essere vittime dello stesso disegno.
Dichiarazioni.
«Siamo due creator indipendenti, con meno di 5.000 follower. Non abbiamo avvocati alle spalle, né un ufficio legale. Ma abbiamo il diritto di fare giornalismo e di raccontare ciò che accade. Queste rivendicazioni false stanno mettendo a rischio la sopravvivenza del nostro canale. Chiediamo a YouTube di intervenire e ai media di aiutarci a far luce su questa storia», dichiarano Alberto Fazolo e Stefano Spataro di Rumore Popolare.
«Inoltre abbiamo aperto una petizione che si può firmare (https://www.change.org/rumorepopolare) per chiedere al Parlamento Europeo di aprire il dibattito sulla funzione del DSA e l’utilizzo improprio dei DMCA: questi strumenti, pensati per la protezione della proprietà intellettuale, stanno diventando vere e proprie armi da usare contro l’informazione indipendente, i giornalisti e gli attivisti di tutto il mondo. Questa situazione è inaccattabile, le forze che si reputano democratiche dovrebbero immediatamente ribellarsi a queste pratiche intimidatorie di abuso del copyright. Chi attacca è protetto dall’anonimato e noi dobbiamo consegnare loro i nostri dati personali, mettendoci a rischio e obbligandoci a dover ricorre a costose vie legali» concludono sempre Fazolo e Spataro.
Materiali e contatti.
Immagini, screenshot delle rivendicazioni e dettagli tecnici sono disponibili su richiesta. Per interviste, approfondimenti o per ricevere la documentazione completa:
Ufficio stampa: info@rumorepopolare.it
Rumore Popolare – [https://www.rumorepopolare.it