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Dal post Facebook di @Paolo Spada:
LA LENTA MORTE DEL GIORNALISMO
Conosciamo quasi tutti Julian Assange, giornalista australiano, fondatore di WikiLeaks.
Julian come caporedattore di Wikileaks giunse all'attenzione internazionale nel 2010 quando fece pubblicare una serie di notizie ricevute da una fonte, Chelsea Manning, militare obiettore statunitense. Queste notizie comprendevano il video Collateral Murder, con la documentazione di uccisione volontaria di civili in un'operazione militare, i diari della guerra in Afghanistan, i diari della guerra in Iraq e CableGate . Dopo le fughe di notizie del 2010, il governo degli Stati Uniti avviò un'indagine per WikiLeaks. Non casualmente nello stesso preciso momento la Svezia ha emesso un mandato di arresto internazionale per Assange con l’accusa di strupro, che si riferiva a due rapporti consenzienti senza protezione, di recente archiviata perché non sussistente, ma che ha causato a Julian Assange l'inizio di un calvario di cui non si fede la fine. Infatti Assange si arrese alla polizia britannica il 7 dicembre 2010, sostenendo che l'accusa era una montatura per incastrarlo, e farlo estradare negli Stati Uniti, ma fu rilasciato su cauzione in dieci giorni. Avendo fallito nella ricusazione della procedura di estradizione, a giugno del 2012 chiede il diritto di asilo all'Ecuador. Ad agosto 2012, l'Ecuador concedette il diritto di asilo ad Assange per evitare la persecuzione politica e l'estradizione dagli Stati Uniti. Julian rimane murato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra per quasi sette anni. L'11 aprile 2019 viene revocato il diritto di asilo di Assange in seguito alle pressioni americane sul governo dell’equador. Immediatamente la polizia fu invitata dentro l'ambasciata per arrestare Assange. Nello stesso giorno fu trovato colpevole di infrangere le regole di libertà condizionata e condannato a 50 settimane di prigione nel Regno Unito, in condizioni di isolamento e massima sicurezza che si danno normalmente ai criminali più pericolosi. Contemporaneamente il governo degli Stati Uniti apre una nuova accusa contro Assange per una presunta intrusione informatica, correlato alle fughe di notizie fornite da Chelsea Manning. Julian è oggi incarcerato nella HM Prison Belmarsh, per molti medici in condizioni psico-fisiche che mettono a rischio la vita, tanto che non riesce a presentarsi a difendere sé stesso a processo per le condizioni di salute. Mi auguro che questa storia abbia una conclusione, e che la pressione del pubblico libero di tutto il mondo metta fine a questa persecuzione inumana, verso una persona coraggiosa, con l’unica colpa di aver fatto emergere verità acclarate, molto scomode, ma necessarie per capire il mondo in cui viviamo.