

Liberiamo le scuole della regione Lazio dalla gestione dell'assistenza sensoriale e CAA
Il problema
Riassegniamo la gestione dell'integrazione scolastica alla Regione Lazio.
Le scuole pubbliche del Lazio, le segreterie e i Direttori SGA in particolare, dal 2017 sono stati costretti dalla Regione Lazio, in particolare dalla Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio, a gestire l'intera procedura riguardante l’integrazione scolastica a favore degli alunni con disabilità sensoriale e nella comunicazione.
D'imperio, la regione Lazio ha obbligato le centinaia di scuole di ogni ordine e grado a svolgere il lavoro fino a ieri svolto dalla stessa , con uffici e strutture complesse, con l'ausilio di staff di legali ed esperti e dirigenti e direttori delle 5 province gestite. Le scuole si sono viste ricadere incombenze complesse da gestire A PARITÀ DI PERSONALE E SENZA NESSUN RICONOSCIMENTO PER IL LAVORO IN PIÙ SVOLTO, senza LA POSSIBILITÀ DI OPPORSI perché l'incarico è stato attribuito senza preavviso e senza accordo sindacale tra gli enti coinvolti.
Ciò ha comportato per le scuole del Lazio l’esponenziale aumento dell’attività amministrativa-contabile da dover realizzare senza alcuna previsione normativa o regolamentale. Non ci risulta che né il Ministero dell’Istruzione, né i sindacati della scuola, sono stati sentiti in merito alla liceità della delega. Contemporaneamente con la delega, abbiamo assistito ad uno spaventoso aumento di richieste di fruizione di questo servizio a favore degli alunni con disabilità, con la conseguente crescita delle risorse economiche da gestire (e delle annesse responsabilità e dei compiti conseguenti), con cifre che alcune volte arrivano anche a 4 o 5 zeri;
così la completa gestione del servizio che la legge e la Costituzione rimette all’ente Regione, viene delegata alla scuole a costo zero, senza tenere conto della riduzione degli organici delle segreterie operata negli ultimi anni e dell’aumento delle attività da svolgere in qualità di centro di costo, soprattutto degli istituti comprensivi.
L’immotivato aggravio di lavoro, consistente in questo non esaustivo elenco di attività: a) nella scelta della ditta o della cooperativa a cui assegnare il servizio con tutti i subprocedimenti tipo CIG Cup redazione gara, modulistica, confronti, punteggi, controlli, richiesta integrazione documentale, ecc b) nel necessario controllo prima della stipula del contratto o della convenzione, c) sui controlli degli orari svolti dagli assistenti che svolgono il servizio, d) sulle sostituzioni e e) sui conteggi degli importi da corrispondere previo fattura f) da verificare nell’importo e nella correttezza contabile e amministrativa, anche g) nell’onerosa fase di rendicontazione da inviare alla Regione Lazio, spesso farraginosa e fatta di modelli da compilare più volte purtroppo, anche a seguito dei ripetuti disguidi degli operatori della Regione che operano controlli a distanza di tempo da quando si inviano i modelli, operando in Smart working, quindi senza nessuna possibilità di interagire direttamente.
Se uniamo a tutto ciò, i ritardi con cui la Regione invia i finanziamenti in acconto e a saldo alle istituzioni scolastiche, costringendo ad anticipare i pagamenti e perfino vedendosi richiesto il DURC a proprio nome (molte scuole sono state letteralmente bloccate per DURC negativo per 1 € (uno) di mancato versamento dell’INPS, scatenando un meccanismo di verifiche incrociate conclusasi poi dopo mesi positivamente (era un errore di registrazione di F24 da parte dello stesso ente previdenziale!!). Tutto ciò non è più possibile consentirlo.
Le scuole sono allo stremo.
Gestire bandi da migliaia di euro con tutti i procedimenti amministrativi da concludere in un periodo in cui le scuole non hanno nemmeno i Dsga o gli AA in servizio perché ancora da nominare, solo per fare un esempio, (spesso le prime procedure di selezione nel mese di agosto vanno deserte per ovvie ragioni, ma la scuola inizia il 10/15 settembre!), i ritardi nelle comunicazioni dei ragazzi con diritto al servizio, spesso arrivate a novembre o dicembre inoltrato, che costringono le scuole a trovare nuovi operatori con nuove procedure, per poi dover modificare tutti i modelli richiesti dalla stessa Regione; per non parlare delle difficoltà poi a reperire ditte con specialisti del servizio da svolgere, unito alla difficile gestione delle sostituzioni degli operatori reperiti; per arrivare infine, alla fase di liquidazione e di pagamenti delle fatture e/o di notule per collaboratori Tutto questo comporta, per le già vessate segreterie scolastiche, un onere non più sostenibile, per di più, senza il minimo riconoscimento economico per le segreterie.
Vogliamo poi parlare del servizio svolto agli alunni? Invece di retribuire a 20,20 € l'ora chi non ha una specializzazione su disabilità importati come l'autismo o sindrome di Rett o disturbi sensoriali, perché non si utilizzano dei terapisti Aba a scuola, svolgendo l'unico intervento veramente utile per i ragazzi con questi disturbi, nell'ambiente dove i bambini sono più stimolanti ad apprendere attraverso la scienza del comportamento? Invece si preferisce operare in questo modo, depotenziando del tutto il trattamento.
Chiediamo perciò alla Regione Lazio di riassumere la gestione diretta del servizio di assistenza sensoriale e comunicazione aumentativa: dalla gestione dei bandi pubblici regionali alla fase dei pagamenti delle ditte, attraverso le strutture giuridiche e amministrative interne dell’ente locale regionale. Possiedono le risorse economiche e di personale per seguire in proprio la gestione di questa importante attività amministrativa che la legge assegna all'ente regionale e non alle già tanto oberate scuole pubbliche del Lazio.

PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Riassegniamo la gestione dell'integrazione scolastica alla Regione Lazio.
Le scuole pubbliche del Lazio, le segreterie e i Direttori SGA in particolare, dal 2017 sono stati costretti dalla Regione Lazio, in particolare dalla Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio, a gestire l'intera procedura riguardante l’integrazione scolastica a favore degli alunni con disabilità sensoriale e nella comunicazione.
D'imperio, la regione Lazio ha obbligato le centinaia di scuole di ogni ordine e grado a svolgere il lavoro fino a ieri svolto dalla stessa , con uffici e strutture complesse, con l'ausilio di staff di legali ed esperti e dirigenti e direttori delle 5 province gestite. Le scuole si sono viste ricadere incombenze complesse da gestire A PARITÀ DI PERSONALE E SENZA NESSUN RICONOSCIMENTO PER IL LAVORO IN PIÙ SVOLTO, senza LA POSSIBILITÀ DI OPPORSI perché l'incarico è stato attribuito senza preavviso e senza accordo sindacale tra gli enti coinvolti.
Ciò ha comportato per le scuole del Lazio l’esponenziale aumento dell’attività amministrativa-contabile da dover realizzare senza alcuna previsione normativa o regolamentale. Non ci risulta che né il Ministero dell’Istruzione, né i sindacati della scuola, sono stati sentiti in merito alla liceità della delega. Contemporaneamente con la delega, abbiamo assistito ad uno spaventoso aumento di richieste di fruizione di questo servizio a favore degli alunni con disabilità, con la conseguente crescita delle risorse economiche da gestire (e delle annesse responsabilità e dei compiti conseguenti), con cifre che alcune volte arrivano anche a 4 o 5 zeri;
così la completa gestione del servizio che la legge e la Costituzione rimette all’ente Regione, viene delegata alla scuole a costo zero, senza tenere conto della riduzione degli organici delle segreterie operata negli ultimi anni e dell’aumento delle attività da svolgere in qualità di centro di costo, soprattutto degli istituti comprensivi.
L’immotivato aggravio di lavoro, consistente in questo non esaustivo elenco di attività: a) nella scelta della ditta o della cooperativa a cui assegnare il servizio con tutti i subprocedimenti tipo CIG Cup redazione gara, modulistica, confronti, punteggi, controlli, richiesta integrazione documentale, ecc b) nel necessario controllo prima della stipula del contratto o della convenzione, c) sui controlli degli orari svolti dagli assistenti che svolgono il servizio, d) sulle sostituzioni e e) sui conteggi degli importi da corrispondere previo fattura f) da verificare nell’importo e nella correttezza contabile e amministrativa, anche g) nell’onerosa fase di rendicontazione da inviare alla Regione Lazio, spesso farraginosa e fatta di modelli da compilare più volte purtroppo, anche a seguito dei ripetuti disguidi degli operatori della Regione che operano controlli a distanza di tempo da quando si inviano i modelli, operando in Smart working, quindi senza nessuna possibilità di interagire direttamente.
Se uniamo a tutto ciò, i ritardi con cui la Regione invia i finanziamenti in acconto e a saldo alle istituzioni scolastiche, costringendo ad anticipare i pagamenti e perfino vedendosi richiesto il DURC a proprio nome (molte scuole sono state letteralmente bloccate per DURC negativo per 1 € (uno) di mancato versamento dell’INPS, scatenando un meccanismo di verifiche incrociate conclusasi poi dopo mesi positivamente (era un errore di registrazione di F24 da parte dello stesso ente previdenziale!!). Tutto ciò non è più possibile consentirlo.
Le scuole sono allo stremo.
Gestire bandi da migliaia di euro con tutti i procedimenti amministrativi da concludere in un periodo in cui le scuole non hanno nemmeno i Dsga o gli AA in servizio perché ancora da nominare, solo per fare un esempio, (spesso le prime procedure di selezione nel mese di agosto vanno deserte per ovvie ragioni, ma la scuola inizia il 10/15 settembre!), i ritardi nelle comunicazioni dei ragazzi con diritto al servizio, spesso arrivate a novembre o dicembre inoltrato, che costringono le scuole a trovare nuovi operatori con nuove procedure, per poi dover modificare tutti i modelli richiesti dalla stessa Regione; per non parlare delle difficoltà poi a reperire ditte con specialisti del servizio da svolgere, unito alla difficile gestione delle sostituzioni degli operatori reperiti; per arrivare infine, alla fase di liquidazione e di pagamenti delle fatture e/o di notule per collaboratori Tutto questo comporta, per le già vessate segreterie scolastiche, un onere non più sostenibile, per di più, senza il minimo riconoscimento economico per le segreterie.
Vogliamo poi parlare del servizio svolto agli alunni? Invece di retribuire a 20,20 € l'ora chi non ha una specializzazione su disabilità importati come l'autismo o sindrome di Rett o disturbi sensoriali, perché non si utilizzano dei terapisti Aba a scuola, svolgendo l'unico intervento veramente utile per i ragazzi con questi disturbi, nell'ambiente dove i bambini sono più stimolanti ad apprendere attraverso la scienza del comportamento? Invece si preferisce operare in questo modo, depotenziando del tutto il trattamento.
Chiediamo perciò alla Regione Lazio di riassumere la gestione diretta del servizio di assistenza sensoriale e comunicazione aumentativa: dalla gestione dei bandi pubblici regionali alla fase dei pagamenti delle ditte, attraverso le strutture giuridiche e amministrative interne dell’ente locale regionale. Possiedono le risorse economiche e di personale per seguire in proprio la gestione di questa importante attività amministrativa che la legge assegna all'ente regionale e non alle già tanto oberate scuole pubbliche del Lazio.

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Petizione creata in data 17 giugno 2022