
Liberare la RAI dall'influenza politica
Il problema
Nel corso degli ultimi decenni, il servizio pubblico televisivo italiano, la RAI, ha subito un progressivo deterioramento della sua missione di informare in modo indipendente. Nato con il sacro compito di offrire notizie veritiere e plurali, si osservano sempre più evidenti segni di ingerenze politiche che compromettono la libertà dell'informazione. Questo fatto mina non solo la credibilità della RAI, ma erode anche le basi stesse del nostro diritto democratico alla libera informazione.
Viviamo in un momento storico in cui la pluralità è essenziale per alimentare un dibattito pubblico sano e costruttivo. Secondo una recente indagine dell'Osservatorio Europeo sull'Informazione, il 65% degli italiani percepisce una forte politicizzazione del servizio pubblico, un dato allarmante che non possiamo più ignorare. La penetrazione della politica nelle redazioni giornalistiche non solo deforma la realtà ma rischia di ridurre la fiducia del pubblico verso tutte le istituzioni. Oggi il cittadino ha la forte percezione del fenomeno di totale trasformazione dell'informazione pubblica in uno strumento di propaganda. Il cittadino è stato raggirato nel racconto delle ultime vicende che interessano la politica estera e non solo. Gli esempi più eclatanti s i concretizzano nel racconto unidirezionale e completamente privo di analisi storica e oggettiva del conflitto tra Ucraina e Russia. I limiti si sono evidentemente superati nel palese tentativo di insabbiare lo spirito umano prima ancora che giornalistico se lo sguardo si volge alla martoriata striscia di Gaza e a tutti i territori colonizzati in Palestina, da parte dello Stato di Israele, che ha seminato morte tra i civili come mai prima nella storia. Il tentativo di normalizzare, giustificare e ben che vada di imparzialità e neutralità senza mai prendere esplicita distanza è stato sconcertante per uno Stato laico che rispetta i diritti umani e non di meno per uno Stato che oggi rivendica il forte carattere identitario anche nella professione della religione Cattolica Cristiana, che caratterizza la sua esistenza nel messaggio morale di Gesù che si fonda sull'amore per il prossimo e sul comandamento della carità e del perdono verso tutti a favore dei più deboli e degli innocenti.
Riteniamo che la soglia del limite si sia spostata talmente tanto da avere perso la libertà di denunciare e informare i cittadini quando i nostri "alleati" calpestano ogni tipo di diritto internazionale; salvo poi riscoprirsi sensibili a parti invertite. Abbiamo sete di verità, di giornalismo di inchiesta che smascheri i malaffari di una Nazione che detiene tristissimi primati in materia di corruzione e reati commessi dai colletti bianchi. In un'Italia in queste condizioni e sempre più subordinata ai potenti e lontana dalle ragioni delle vittime del mondo non possiamo più permetterci di classificare la RAI come megafono del potere.
Liberare la RAI dalle catene dell'influenza politica è fondamentale per il benessere democratico del nostro paese. La proposta è di istituire un consiglio di supervisione completamente depoliticizzato, composto da esperti indipendenti e rappresentanti della società civile, che possa garantire l'oggettività e l'equilibrio delle notizie. In questo modo, la RAI potrà tornare a essere quel faro di verità e trasparenza di cui l'Italia ha disperatamente bisogno.
Questa battaglia non è solo di chi lavora nella RAI, è una questione che riguarda ogni cittadino che crede nella libertà di informazione come pilastro della democrazia. Siamo tutti chiamati a difendere questi valori per garantire un futuro più equo e informato alle prossime generazioni.
Chiediamo a tutti i cittadini, agli intellettuali e ai leader politici di unirsi a noi in questa causa cruciale. È solo attraverso la partecipazione attiva e una presa di posizione unanime che potremo ottenere un cambiamento reale e tangibile.
Per una RAI libera, indipendente e plurale, firma ora questa petizione. Insieme possiamo fare la differenza per preservare la nostra democrazia e garantire una vera libertà di informazione.

628
Il problema
Nel corso degli ultimi decenni, il servizio pubblico televisivo italiano, la RAI, ha subito un progressivo deterioramento della sua missione di informare in modo indipendente. Nato con il sacro compito di offrire notizie veritiere e plurali, si osservano sempre più evidenti segni di ingerenze politiche che compromettono la libertà dell'informazione. Questo fatto mina non solo la credibilità della RAI, ma erode anche le basi stesse del nostro diritto democratico alla libera informazione.
Viviamo in un momento storico in cui la pluralità è essenziale per alimentare un dibattito pubblico sano e costruttivo. Secondo una recente indagine dell'Osservatorio Europeo sull'Informazione, il 65% degli italiani percepisce una forte politicizzazione del servizio pubblico, un dato allarmante che non possiamo più ignorare. La penetrazione della politica nelle redazioni giornalistiche non solo deforma la realtà ma rischia di ridurre la fiducia del pubblico verso tutte le istituzioni. Oggi il cittadino ha la forte percezione del fenomeno di totale trasformazione dell'informazione pubblica in uno strumento di propaganda. Il cittadino è stato raggirato nel racconto delle ultime vicende che interessano la politica estera e non solo. Gli esempi più eclatanti s i concretizzano nel racconto unidirezionale e completamente privo di analisi storica e oggettiva del conflitto tra Ucraina e Russia. I limiti si sono evidentemente superati nel palese tentativo di insabbiare lo spirito umano prima ancora che giornalistico se lo sguardo si volge alla martoriata striscia di Gaza e a tutti i territori colonizzati in Palestina, da parte dello Stato di Israele, che ha seminato morte tra i civili come mai prima nella storia. Il tentativo di normalizzare, giustificare e ben che vada di imparzialità e neutralità senza mai prendere esplicita distanza è stato sconcertante per uno Stato laico che rispetta i diritti umani e non di meno per uno Stato che oggi rivendica il forte carattere identitario anche nella professione della religione Cattolica Cristiana, che caratterizza la sua esistenza nel messaggio morale di Gesù che si fonda sull'amore per il prossimo e sul comandamento della carità e del perdono verso tutti a favore dei più deboli e degli innocenti.
Riteniamo che la soglia del limite si sia spostata talmente tanto da avere perso la libertà di denunciare e informare i cittadini quando i nostri "alleati" calpestano ogni tipo di diritto internazionale; salvo poi riscoprirsi sensibili a parti invertite. Abbiamo sete di verità, di giornalismo di inchiesta che smascheri i malaffari di una Nazione che detiene tristissimi primati in materia di corruzione e reati commessi dai colletti bianchi. In un'Italia in queste condizioni e sempre più subordinata ai potenti e lontana dalle ragioni delle vittime del mondo non possiamo più permetterci di classificare la RAI come megafono del potere.
Liberare la RAI dalle catene dell'influenza politica è fondamentale per il benessere democratico del nostro paese. La proposta è di istituire un consiglio di supervisione completamente depoliticizzato, composto da esperti indipendenti e rappresentanti della società civile, che possa garantire l'oggettività e l'equilibrio delle notizie. In questo modo, la RAI potrà tornare a essere quel faro di verità e trasparenza di cui l'Italia ha disperatamente bisogno.
Questa battaglia non è solo di chi lavora nella RAI, è una questione che riguarda ogni cittadino che crede nella libertà di informazione come pilastro della democrazia. Siamo tutti chiamati a difendere questi valori per garantire un futuro più equo e informato alle prossime generazioni.
Chiediamo a tutti i cittadini, agli intellettuali e ai leader politici di unirsi a noi in questa causa cruciale. È solo attraverso la partecipazione attiva e una presa di posizione unanime che potremo ottenere un cambiamento reale e tangibile.
Per una RAI libera, indipendente e plurale, firma ora questa petizione. Insieme possiamo fare la differenza per preservare la nostra democrazia e garantire una vera libertà di informazione.

Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 28 agosto 2026