Riprendiamoci la Parola

Il problema

Abbiamo visto le foto dello sgombero di uomini, donne, bambini in fuga dalla guerra che si erano accampati al confine di Ventimiglia chiedendo un futuro migliore.

Abbiamo sentito ripetere che un mercatino di persone povere, che vendono
cose povere, usate e senza valore, deve essere ricondotto solamente ad un problema di legalità.

Abbiamo sentito dire anche che la protezione civile non può aiutare persone che hanno fame, sete e bisogno di assistenza sanitaria perché "gli immigrati" sono già troppi.

Le mani che hanno fatto quello sgombero non erano le nostre, le lingue che hanno detto quelle parole non erano le nostre: non vi lasceremo agire nel nostro nome perché sono gesti che non fanno parte della nostra cultura, e li respingiamo con forza.
La legalità ha senso solo se si coniuga con giustizia e dignità!
Il rispetto dei diritti umani, al quale ci ispiriamo deve essere oggi il riferimento necessario e ispiratore di ogni politica, ogni governo, anche nel contesto delle migrazioni in atto.
Crediamo che la solidarietà e il rispetto delle persone sia la misura della civiltà, che assistere chi fugge dalle guerre sia un dovere, che escludere non sia un diritto.
Crediamo che, per far si che tutti abbiano le stesse possibilità, sia
necessario garantire a tutti lo stesso punto di partenza; che le differenze
siano un punto di incontro e che i diritti, se non sono per tutti, si
chiamino privilegi.

Restituiamo un senso alle parole e ci impegniamo per primi a lavorare
in direzione di una città, di una regione e di un mondo più giusto

Chiediamo a chi ci rappresenta nelle istituzioni, a chi ha un ruolo di
governo e a tutti quelli che, a vario titolo, si occupano della cosa pubblica, di fare altrettanto; anche su questo valuteremo il vs. operato .
Non scivoliamo nell’ inutile demagogia, non continuiamo a costruire inutili muri.

Questa petizione aveva 551 sostenitori

Il problema

Abbiamo visto le foto dello sgombero di uomini, donne, bambini in fuga dalla guerra che si erano accampati al confine di Ventimiglia chiedendo un futuro migliore.

Abbiamo sentito ripetere che un mercatino di persone povere, che vendono
cose povere, usate e senza valore, deve essere ricondotto solamente ad un problema di legalità.

Abbiamo sentito dire anche che la protezione civile non può aiutare persone che hanno fame, sete e bisogno di assistenza sanitaria perché "gli immigrati" sono già troppi.

Le mani che hanno fatto quello sgombero non erano le nostre, le lingue che hanno detto quelle parole non erano le nostre: non vi lasceremo agire nel nostro nome perché sono gesti che non fanno parte della nostra cultura, e li respingiamo con forza.
La legalità ha senso solo se si coniuga con giustizia e dignità!
Il rispetto dei diritti umani, al quale ci ispiriamo deve essere oggi il riferimento necessario e ispiratore di ogni politica, ogni governo, anche nel contesto delle migrazioni in atto.
Crediamo che la solidarietà e il rispetto delle persone sia la misura della civiltà, che assistere chi fugge dalle guerre sia un dovere, che escludere non sia un diritto.
Crediamo che, per far si che tutti abbiano le stesse possibilità, sia
necessario garantire a tutti lo stesso punto di partenza; che le differenze
siano un punto di incontro e che i diritti, se non sono per tutti, si
chiamino privilegi.

Restituiamo un senso alle parole e ci impegniamo per primi a lavorare
in direzione di una città, di una regione e di un mondo più giusto

Chiediamo a chi ci rappresenta nelle istituzioni, a chi ha un ruolo di
governo e a tutti quelli che, a vario titolo, si occupano della cosa pubblica, di fare altrettanto; anche su questo valuteremo il vs. operato .
Non scivoliamo nell’ inutile demagogia, non continuiamo a costruire inutili muri.

I decisori

Lettera aperta
Lettera aperta

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Petizione creata in data 17 giugno 2015