Atualização do abaixo-assinadoLEGGE 33 "NON AUTOSUFFICIENZA", ORA FERMIAMO I DECRETI!Qualcuno dica a de Bortoli che il problema è a monte...
UTIM NichelinoTurin, Itália
24 de jun. de 2025

AGGIORNAMENTO n. 143  (24 giugno 2025)

L’editoriale di Ferruccio de Bortoli, pubblicato sul Corriere della Sera l’11 giugno 2025, riporta l’attenzione sugli anziani non autosufficienti denunciando l’inerzia politica che circonda la loro tutela e in particolare la legge 33/2023.

De Bortoli attribuisce la responsabilità della situazione al silenzio delle istituzioni, alla carenza di risorse e all’assenza di progetti. Tuttavia, sarebbe opportuno interrogarsi sulla natura stessa della riforma introdotta con la Legge sulla "non autosufficienza".

Una legge che, nella sua impostazione originaria, ha scelto di non riconoscere il diritto alle cure di lungo termine come diritto esigibile.

La Legge 33, infatti, non configura la non autosufficienza come condizione clinica tutelata dal Servizio Sanitario Nazionale, ma la colloca nell’ambito dell’assistenza, vincolando gli interventi a parametri ISEE e alle disponibilità di bilancio.

In questo senso, l’inerzia del Governo non appare come una violazione dello spirito della legge: al contrario, ne è una coerente prosecuzione!

La riforma promossa dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” ha scientemente abbandonato l’orizzonte dei diritti universalistici – fondati sull’art. 32 della Costituzione e sulla legge 833/1978 – per approdare a una logica discrezionale, in cui i pazienti diventano “casi sociali” e non più situazioni sanitarie da prendere in carico senza limiti di durata.

E' il Patto stesso che nella legge 33 non ha previsto risorse aggiuntive vincolanti, affidandosi invece a un generico auspicio di futuri stanziamenti discrezionali rimessi alla disponibilità – o alla convenienza – del Governo di turno.

Ribadiamo dunque che non si tratta di una buona legge rimasta inapplicata, ma di una cattiva legge, priva di fondi e fondata su un impianto emarginante e strutturalmente inadeguato.

Una legge che istituisce un nuovo “Sistema nazionale assistenza anziani” (Snaa), il cui effetto reale è quello di depotenziare il Servizio Sanitario Nazionale, sovrapponendosi ad esso senza offrirne le stesse garanzie.

L’appello del “Patto” - rilanciato da de Bortoli - rischia quindi di essere inefficace se non affronta questo nodo di fondo.

È insufficiente invocare una “piena attuazione” della Legge 33: ciò che serve è un cambio di paradigma. Occorre riaffermare con forza che la non autosufficienza è una condizione di competenza sanitaria, come già previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Rimaniamo uniti!

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