

Lecce vuole il ritorno della Statua di Sant'Oronzo sulla colonna
Il problema
In seguito all'epidemia di peste,eletto Patrono di Lecce la statua di Sant'Oronzo fu posizionata nel 1686 su rocchi provenienti da una delle due colonne della via Appia ,donati dalla città di Brindisi ed i lavori diretti da Giuseppe Zimbalo. Devastata da un incendio nel 1737 ,fu ricostruita a Venezia e nel 1739 giunse nel porto di San Cataldo ,da dove fu portata in città e riposizionata.Costituita da un nucleo di masso di legno e rivestita con lamine in rame ha subito diversi restauri nel corso dei secoli .I più recenti sono quelli degli anni 40 ad opera dello scultore Manzo , che sostitui alcune parti interne ,con traversine ferroviarie , operando all'interno della Cattedrale dove la statua ebbe ricovero. Fu in quell'occasione che fu anche modificata ,eliminando un mazzo di fiori e spostando il pastorale . Negli anni 80, il nuovo intervento che richiese la discesa della statua che all'interno del cinquecentesco Sedile ,già sede del comune e poi museo civico. Dopo quasi 3 anni la statua tornò sulla colonna per la gioia di fedeli e cittadini.A fine 2017 ,su proposta di un privato, iniziano i nuovi lavori , ed ad Aprile 2018, vengono diffuse notizie allarmanti, sullo stato di manutenzione e degrado dell'opera, che avrebbe richiesto più tempo del previsto.A gennaio 2019 la statua viene discesa dalla sua colonna e allocata all'interno di uno degli ingressi di Palazzo Carafa ,sede del Comune di Lecce. Parte così il restauro , non adoperando un noto prodotto nanotecnologico sponsorizzato anche dalla Soprintendenza Nazionale e che avrebbe consentito il suo ricollocamento dove è sempre stato , nonostante questa tecnologia fosse stata offerta "a costo zero",sino al completamento dei lavori avvenuto a Maggio 2020. Nel frattempo, viene fatta circolare una voce ,per la quale, la statua ,non potrebbe più tornare sulla colonna e che tale necessità ,è stata "imposta" dalla sede della Soprintendenza leccese. Pertanto viene deciso ,senza alcun riscontro ufficiale ,sia sulla presunta "imposizione" che sul mancato utilizzo del "prodotto nanotecnologico'' , che sulla colonna dovrà andarci "una copia" della "copia" dell'originale distrutto nel 1737 ed il manufatto artistico da posizionarsi in altra sede. Sono trascorsi 2 anni dal completamento del restauro e quasi 4,5 anni dall'inizio dei lavori e la cittadinanza anela al suo ritorno e desidera risposte Filippo MONTINARI responsabile tutela patrimonio e benessere urbano La Voce di Lecce

PETIZIONE CHIUSA
Il problema
In seguito all'epidemia di peste,eletto Patrono di Lecce la statua di Sant'Oronzo fu posizionata nel 1686 su rocchi provenienti da una delle due colonne della via Appia ,donati dalla città di Brindisi ed i lavori diretti da Giuseppe Zimbalo. Devastata da un incendio nel 1737 ,fu ricostruita a Venezia e nel 1739 giunse nel porto di San Cataldo ,da dove fu portata in città e riposizionata.Costituita da un nucleo di masso di legno e rivestita con lamine in rame ha subito diversi restauri nel corso dei secoli .I più recenti sono quelli degli anni 40 ad opera dello scultore Manzo , che sostitui alcune parti interne ,con traversine ferroviarie , operando all'interno della Cattedrale dove la statua ebbe ricovero. Fu in quell'occasione che fu anche modificata ,eliminando un mazzo di fiori e spostando il pastorale . Negli anni 80, il nuovo intervento che richiese la discesa della statua che all'interno del cinquecentesco Sedile ,già sede del comune e poi museo civico. Dopo quasi 3 anni la statua tornò sulla colonna per la gioia di fedeli e cittadini.A fine 2017 ,su proposta di un privato, iniziano i nuovi lavori , ed ad Aprile 2018, vengono diffuse notizie allarmanti, sullo stato di manutenzione e degrado dell'opera, che avrebbe richiesto più tempo del previsto.A gennaio 2019 la statua viene discesa dalla sua colonna e allocata all'interno di uno degli ingressi di Palazzo Carafa ,sede del Comune di Lecce. Parte così il restauro , non adoperando un noto prodotto nanotecnologico sponsorizzato anche dalla Soprintendenza Nazionale e che avrebbe consentito il suo ricollocamento dove è sempre stato , nonostante questa tecnologia fosse stata offerta "a costo zero",sino al completamento dei lavori avvenuto a Maggio 2020. Nel frattempo, viene fatta circolare una voce ,per la quale, la statua ,non potrebbe più tornare sulla colonna e che tale necessità ,è stata "imposta" dalla sede della Soprintendenza leccese. Pertanto viene deciso ,senza alcun riscontro ufficiale ,sia sulla presunta "imposizione" che sul mancato utilizzo del "prodotto nanotecnologico'' , che sulla colonna dovrà andarci "una copia" della "copia" dell'originale distrutto nel 1737 ed il manufatto artistico da posizionarsi in altra sede. Sono trascorsi 2 anni dal completamento del restauro e quasi 4,5 anni dall'inizio dei lavori e la cittadinanza anela al suo ritorno e desidera risposte Filippo MONTINARI responsabile tutela patrimonio e benessere urbano La Voce di Lecce

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Petizione creata in data 25 febbraio 2022