Petition updateL'Europa apra le porte ai migranti e usi i finanziamenti per garantire viaggi aerei sicuriL'importante è capire

Floriana LippariniItaly
Mar 22, 2016
Carissim*, il sostegno alla nostra petizione cresce lentamente ma inesorabilmente! Grazie, davvero. Sento oggi di voler condividere con voi alcune riflessioni. C’è una poesia che fin dall’adolescenza mi ha sempre profondamente colpito, e che ancora adesso mi torna spesso alla mente. L’ha scritta Nazim Hikmet, turco, uno dei più grandi poeti del ventesimo secolo. In Turchia, nel 1938, fu condannato a 28 anni e 4 mesi di prigione per le sue attività antinaziste e antifranchiste. Attraverso i suoi poemi e le sue liriche Hikmet parla di sé, del suo Paese, dei valori, degli ideali e della passione politica per cui lottò tutta la vita. La poesia è questa:
Capire
Dalle favole che cantano le mamme
alle notizie che legge lo speaker alla radio
uno solo è il dovere:
vincere le menzogne del mondo
le menzogne del cuore
le menzogne dei libri
le menzogne della strada.
Nessuna felicità più alta c’è che capire.
Capire ciò che se ne va e ciò che viene
L’importante è capire. Purtroppo persone sensibili e nonviolente come Hikmet e come tante altre in Occidente e in Oriente sono state storicamente emarginate. Come possiamo capire quel che oggi è accaduto a Bruxelles, nel cuore dell’Europa? Come possiamo capire l’esplosione di violenza e di morte che sta attraversando il nostro mondo? Non è la prima volta, tante altre ne dobbiamo ricordare. La millenaria costruzione solo maschile del nostro modo di stare al mondo ha comportato una patologia di violenza come principale soluzione dei conflitti, che in diverse forme accomuna Oriente e Occidente, Nord e Sud. Dare la morte, darsi la morte, farsi la guerra. Un’ideologia primitiva e patriarcale da cui ancor oggi non si riesce a uscire.
Dobbiamo dire che molte donne lavorano invece da anni per far emergere un’altra idea di mondo, un altro genere di politiche, una visione nonviolenta dei rapporti fra persone, fra sessi, fra stati, fra differenze… Allora, se vogliamo salvarci, dobbiamo ricominciare da un rovesciamento ideologico e culturale che metta al centro la vita come diritto inalienabile e universale. Primum vivere!
Alcune minoranze violente e sanguinarie, probabilmente guidate da poteri e interessi oscuri, hanno preso il sopravvento con il preciso obiettivo di costringerci a rinunciare alle libertà, ai diritti, alla democrazia per quanto imperfetta. Come possiamo rispondere se non ribadendo i principi di umanità, di solidarietà, di apertura e di convivenza che danno senso alla vita? Vogliono farci chiudere le porte, ma sarebbe un errore tragico. Un tempo il Mediterraneo era un luogo di scambi, di cultura e di civiltà:
“Il Mediterraneo fu il luogo del miracolo. Praticò un’ospitalità eretta a norma civilizzatrice, omerica o biblica: diverse e unite, le culture mediterranee si erano lentamente elaborate nel crogiolo di una storia comune plurisecolare. L’Andalusia delle tre religioni, durante il Califfato di Cordova e i Reyes de Taïfas, mantenne intatta questa abitudine quotidiana dell’altro, che preserva dalla demonizzazione: lo spirito quotidiano di accoglienza, più antico che medievale, si sviluppò durante otto secoli di guerriglie incessanti. Dopo le civiltà antiche, greco-latina, scito-persiana, indo-ebraica, quella arabo-andalusa eresse l’accoglienza a valore” (Lucie Bolens "L’Andalusia delle tre religioni").
E infatti “C’era una volta una bellissima idea. Era il sogno di una grande terra non più divisa da frontiere. Una terra rispettosa delle differenze e delle culture, accogliente ed aperta. Un’Europa unita dal Mare del Nord al Mediterraneo. Uno spazio di democrazia, di libertà, di partecipazione. Così recitava il sogno dei primissimi europeisti. Sembra un millennio fa. L’Europa reale in cui ci troviamo oggi è drammaticamente diversa da quel lontano sogno. ‘L’unità europea? - rispose una volta Hans Magnus Enzensberger a chi gli chiedeva un’opinione sul tema. - È un club esclusivo per ricchi, un’organizzazione del capitale dove il Parlamento non conta nulla.’ Oggi, la realtà supera le peggiori previsioni. L’Europa si è trasformata in una fortezza che apre le porte soprattutto a poche e privilegiate categorie: turisti, ricchi di ogni paese, vedette del calcio o dello spettacolo, intellettuali di successo… Inoltre – come in ogni altro luogo del pianeta - vi transitano senza problemi trafficanti di armi, di droga, di valuta, di di sesso, di organi. Viaggiatori speciali che non hanno certo bisogno di permessi di soggiorno.
Per intercettare ogni possibile immigrato clandestino in arrivo dal Maghreb, un progetto pubblicato nel corso del ‘99 sulla stampa spagnola proponeva di circondare con impenetrabili barriere elettromagnetiche tutta la costa sud della penisola iberica, quella che dà sull’Africa. In quel tratto di mare, non sono pochi i magrebini che ci rimettono ogni anno la pelle nel disperato tentativo di penetrare in Europa per sfuggire a un destino di miseria”.
Queste parole che sembrano parlare di oggi sono invece state scritte nel 2005 ("Per altre vie. Donne tra guerre e nazionalismi"). Era già tutto molto chiaro.
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