CAMBIAMO L'ART. 570 bis DEL CODICE PENALE

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A partire dal 6 aprile 2018 è entrato in vigore il nuovo art. 570-bis c.p. riguardante la violazione degli obblighi di assistenza familiare, l’articolo del codice penale che punisce il genitore che non mantiene i figli. 

L' articolo 570 , nella sua vecchia formulazione, era l’unico mezzo che dava la possibilità di perseguire il genitore inadempiente, dato che molto spesso accade che a seguito della separazione o del divorzio, i padri non versino con regolarità l’assegno di mantenimento nei confronti dei figli; questo nonostante ci sia un provvedimento, provvisorio o definitivo, da parte del giudice.

Il decreto 21 del 2018, introduce l'articolo 570 bis ed entra in vigore la delega contenuta nell’articolo 1 (comma 82) della riforma dell’ordinamento penitenziario che precisa che il nuovo reato può essere compiuto solo da un “coniuge” e quindi ha chiaramente indicato che viene sanzionato solo il mancato pagamento dell’assegno per il mantenimento dei figli di genitori coniugati. Si continuano ad ignorare quindi i figli nati fuori dal matrimonio, in continua salita secondo il rapporto ISTAT del Novembre 2018 e si continua a dedicare tutela non dal reato in sè, ma a seconda delle condizioni in cui versano ex e figli. 

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza famigliare si configura solo se l'ex si trova in stato di bisogno e non basta verificare l'inadempimento all'obbligo di corresponsione dell'assegno di mantenimento in favore dell'avente diritto, ma bisogna anche accertare gli ulteriori elementi costitutivi del reato, vale a dire l'inadempimento deve essere ricollegabile ad una volontà inadempiente direttamente correlata alla deliberata negazione del vincolo di assistenza ancora sussistenti. (Cassazione penale sez. VI  26 novembre 2014 n. 52393).

Chiediamo non solo il ritiro disegni di Legge attualmente in analisi (nn.45 - 118 - 735 - 837) volti a rendere più ricattabili le donne e più esposte a violenza, ma anche che l'articolo attualmente in vigore 570 bis venga esteso ai figli nati da coppie non sposate e indipendentemente dalle condizioni economiche del genitore che si fa carico di fatto di tutte le spese, portando quindi entrambi i genitori ad una condizione di responsabilità paritaria. 

Lo chiediamo sulla base del rispetto del principio di laicità dello Stato e dell'uguaglianza dei cittadini e delle cittadine, in accordo ai seguenti articoli della costituzione italiana:

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Articolo 7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale [cfr. art. 138].

Articolo 20

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività [cfr. artt. 8, 19].

Articolo 30

E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.