Riacquisizione della parte in abbandono della Abbazia di S. Salvatore a Settimo, Firenze.

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Come prevede l’art.50 della nostra Carta Costituzionale e in riferimento all’art.9 della stessa, noi qui di seguito indicati e sottoscritti cittadini rivolgiamo richiesta di intervento dei massimi organi istituzionali per il recupero, mediante acquisto da parte dello Stato o per esso, dalla Fondazione Opera della Badia di Settimo, a questo scopo a suo tempo costituita, della porzione del complesso tuttora di proprietà privata e in vendita. La situazione di abbandono totale e rischio di rovina della porzione di proprietà privata è divenuta ormai intollerabile. La metà dell’Abbazia, già restaurata dalla Parrocchia che ne è responsabile, subisce costantemente un degrado di ritorno a causa della contiguità degli edifici e dei terreni in questione.

Con questa petizione facciamo anche esplicito riferimento alla risoluzione approvata dalla 7/a Commissione permanente del Senato nella 17° Legislatura al n.86 del 16-04-2014 su proposta della Senatrice Michela Antonia Montevecchi, che descriveva in sintesi la storia del bene in oggetto, l’importanza della sua salvaguardia integrale, impegnando il governo al suo recupero e citando la Fondazione medesima come riferimento per un progetto di restauro che coinvolga tutti i soggetti istituzionali e le organizzazioni del territorio, già impegnate da tempo con molteplici iniziative per questo obiettivo.

  1. L’intervento dello Stato è urgente e improrogabile per i seguenti motivi:Il bene è di rilevanza Nazionale per la Storia di Firenze e dell’Europa.
  2. È un documento pressoché unico e integro della civiltà Monastica in tutta la sua evoluzione storica.
  3. Il rischio di perdita irreparabile di strutture fondamentali per l’architettura benedettina e cistercense è ormai costante e progressivo.
  4. Il costo della riacquisizione è molto meno basso, meno di un terzo di quello che fu necessario per salvare la reggia di Carditello, che comunque anche grazie all’azione e all’intervento di Italia Nostra è stata fortunatamente acquisita dallo Stato.
  5. La Badia di Settimo è già stata salvata e perfettamente restaurata dalla Parrocchia nella parte di proprietà della Curia e si avvale del supporto di Associazioni culturali e Associazioni di cittadini già dediti alla sua cura e valorizzazione.

Chiediamo perciò che questa nostra istanza venga presa in considerazione quanto prima dai Ministeri competenti tramite decisioni efficaci e risolutive.

Primi firmatari: Mariarita Signorini (ItaliaNostra Toscana) e d. Carlo Maurizi (priore della Badia a Settimo)



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