PETIZIONE CHIUSA

PER L’APPLICAZIONE DEI DIRITTI VIGENTI DELLE PERSONE CON DISABILITÁ: CONTRO LA PERICOLOSISSIMA NEGAZIONE DEI LEA

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Come noto, oggi, in base ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) definiti dal Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001 (articolo 54 della legge 289/2002), Asl e Comuni sono tenuti ad erogare le prestazioni socio-sanitarie domiciliari, semiresidenziali e residenziali per le persone con disabilità grave, che già attualmente vengono fornite.

Purtroppo sono state presentate alla Camera dei Deputati, e sono in discussione presso la Commissione affari sociali della Camera, quattro proposte di legge sul tema dell’“assistenza delle persone affette da disabilità grave e prive del sostegno famigliare” che omettono colpevolmente le citate leggi esistenti e in esse manca, aspetto gravissimo, ogni riferimento ai Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria (Lea). Si tratta delle proposte di legge n. 698, 1352, 2205 e 2456 che prevedono anche erogazioni di ingenti risorse (150-300 milioni di euro all'anno) destinate ai privati. Tali provvedimenti devono essere bloccati, nell’interesse e a tutela dei diritti di decine di migliaia di persone con disabilità grave e delle loro famiglie.

Le contestate proposte di legge, non richiamando i Lea, disinformano migliaia di cittadini in ansia per il “dopo di noi” dei loro figli con disabilità e inducono proprio loro, nella loro debolezza, a dipendere dalla decisione discrezionale dei privati, anziché contare sul diritto. Privati che, come già è accaduto, continua ad accadere ed è facile che accadrà ancora, dopo aver usufruito di importanti contributi pubblici per realizzare una struttura potranno scegliere autonomamente a chi fornire le prestazioni e a chi no. 

La mancata attuazione in molte parti d’Italia della normativa sui Lea non deve incentivare iniziative che, omettendo i diritti delle persone con disabilità, sostengono con consistenti risorse pubbliche i privati senza garanzie di universalità nell’accesso alle prestazioni e sono foriere di gestioni clientelari del potere.

Per la concreta attuazione dei Lea – le cui norme valgono in modo esattamente identico anche per gli anziani malati cronici non autosufficienti, le persone colpite da morbo di Alzheimer o altre forme di demenza senile, persone con rilevanti problemi psichiatrici e limitata nulla autonomia – chiediamo che venga dato corso concreto alla Risoluzione 8-00191 approvata all’unanimità dalla Commissione affari sociali della Camera l’11 luglio 2012 che chiede al Governo di approvare i necessari  stanziamenti affinché Asl e Comuni garantiscano, in base all’effettivo fabbisogno (valutato dalle competenti Commissioni) innanzitutto il diritto alle prestazioni domiciliari; la frequenza di un centro diurno, che ha dimostrato di essere una valida alternativa al ricovero; l’inserimento in comunità alloggio quando la famiglia non è più in grado di provvedere al proprio congiunto colpito da patologia e/o da grave handicap e da non autosufficienza.



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