BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE ISTITUZIONALIZZATA

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Da  mesi la città di Pisa ha un responsabile di stalking come assessore alla cultura. Nonostante continui fatti di cronaca ci ricordino come in questo paese esista un’enorme tragedia che è il problema della violenza sulle donne, Michele Conti quando è stato eletto sindaco di Pisa ha scelto uno stalker come assessore alla cultura. Così ha lanciato un messaggio gravissimo, compiendo un atto che sarebbe ritenuto inaccettabile in qualsiasi paese civile.

Nonostante le numerose proteste, da cui è nato anche il nostro Comitato, il sindaco continua a rivendicare la propria scelta, lo stalker siede ancora in Consiglio Comunale e questa è una ferita intollerabile per la nostra città. Noi non ci fermeremo fino a quando questa palese e offensiva ingiustizia per tutte le donne non finirà.

La nomina di uno stalker va contro l'art.54 della nostra Costituzione e la Convenzione di Istanbul, che aspira a creare “un’Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla violenza domestica”. Convenzione che l’Italia ha ratificato nel 2013, impegnandosi a proporre politiche e misure di protezione a favore di tutte le vittime di violenze di genere e obbligando le istituzioni a non avere nessuna ambiguità a tale riguardo. 

Noi non possiamo accettare che le istituzioni comunali di una città siano rappresentate da un uomo che, secondo quanto si legge in sentenza,  ha messo in pratica “un perfetto manuale dello stalker".

Il motivo del nostro appello è semplice: le leggi ci sono, ma non vengono applicate perché, alla prova dei fatti, non prevedono concrete sanzioni contro chi non le rispetta. Chiediamo quindi che il nostro paese metta in campo nuove misure allo scopo di affiancare la Convenzione di Istanbul.

Chiediamo che arrivi alla Camera una proposta di legge che attui la promulgazione di una clausola all’interno dei regolamenti di tutti i Consigli Comunali affinché si vieti la candidatura e la nomina di persone che hanno subito un processo per violenza di genere uscendone senza una formula di assoluzione piena. Nel caso pisano, lo ricordiamo, è scattata la prescrizione per lungaggini processuali ma il reato di condotta persecutoria è stato riconosciuto.

Chiediamo che vengano applicate  pene e sanzioni ai sindaci e ai segretari di partito che violino questa clausola ignorando il profilo violento di propri iscritti.

Chiediamo quindi che le deputate, i deputati, le senatrici e i senatori accolgano il nostro appello depositando una proposta di legge alla Camera perché ciò che è successo a Pisa non deve ripetersi mai più!