Una Cattedra Finanziata da un Regime? No grazie

Il problema

Agli studenti, ai docenti ed al personale amministrativo dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”,

in qualità di rappresentanti di Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain (ADHRB) esprimiamo la nostra preoccupazione circa l'istituzione della “Cattedra Re Hamad per il dialogo interreligioso e la pacifica convivenza" presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. La nostra preoccupazione non riguarda l'istituzione del corso in sé, ma il finanziamento della suddetta cattedra da parte del governo del Bahrain, governo che discrimina la maggioranza religiosa del Bahrain, non si impegna nel dialogo interreligioso, né sostiene la coesistenza pacifica tra le comunità religiose nel suo territorio.

La legge italiana permette i finanziamenti privati ​​alle università pubbliche da circa trent’anni (Riforma Ruberti, 1990), tuttavia, in essa è presente un vuoto normativo sulle implicazioni etiche di chi fornisce i fondi. Come risultato di questa lacuna etico-legale, l'Università La Sapienza ha ottenuto una donazione dal Re del Bahrain per la creazione di una cattedra dedicata al dialogo interreligioso: la "Cattedra Re Hamad per il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica".

Il Bahrain è una nazione insulare al largo della costa orientale dell'Arabia Saudita, governata dalla famiglia Al-Khalifa. La famiglia dominante è sunnita, mentre la maggioranza della popolazione è sciita. Nel 2011, decine di migliaia di bahreiniti hanno manifestato pacificamente per maggiori diritti umani e politici, una rappresentanza politica adeguata, uguali diritti per tutti e una costituzione democratica. Il governo ha represso violentemente le manifestazioni e, secondo diversi organismi delle Nazioni Unite, da allora ha intrapreso una campagna di repressione, arrestando attivisti dell'opposizione politica e difensori dei diritti umani. A causa di questa repressione, ci sono attualmente 4.000 prigionieri politici in Bahrain e quasi ogni famiglia sciita può affermare di avere almeno un parente in prigione. Nonostante le violazioni dei diritti da parte del governo del Bahrain e la condanna della comunità internazionale, le autorità del Bahrain non hanno dimostrato alcuna volontà di cooperare o di impegnarsi in un dialogo pacifico con l'opposizione politica.

Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain ha documentato la discriminazione religiosa e le violazioni perpetrate contro la maggioranza sciita in numerose aree. Queste includono l'accesso all'occupazione e all'assistenza sociale; la libertà di credo; la distruzione di moschee e luoghi di culto; la discriminazione sociale ed educativa; la de-naturalizzazione degli individui sciiti e la naturalizzazione degli stranieri sunniti nel tentativo di modificare la demografia del paese.

Ciononostante, durante l'inaugurazione della cattedra, è stata mostrata una foto ingrandita del re con l'iscrizione: "la Cattedra Re Hamad sul dialogo interreligioso ... è stata concepita per la formazione e il coinvolgimento dei giovani di ogni parte del mondo per contribuire a combattere il terrorismo, l'estremismo e il radicalismo”.

Le violazioni della libertà di religione e di credo compiute dal governo del Bahrain nel proprio territorio sono in dissonanza con il sostegno finanziario elargito ad una facoltà di un'università pubblica italiana per l’istituzione di una cattedra che apparentemente cerca di promuovere la convivenza e il dialogo interreligioso. Di conseguenza, il sostegno del Bahrain alla cattedra in questione sembra più un tentativo di modificare la percezione del Regno e delle sue azioni a livello internazionale e in Italia, che non una semplice iniziativa di promozione culturale. Sembra, inoltre, che il Bahrain stia tentando di sfruttare il prestigio dell'Università La Sapienza per i suoi scopi.

 

Invitiamo, pertanto, l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” a:

-       Revocare l’intitolazione della cattedra al Re Hamad;

-       Prendere in considerazione l'integrazione di una disposizione volta ad imporre limiti morali ed etici all'accettazione dei finanziamenti privati ​​nel Codice Etico dell'Università, che attualmente tace sulla questione del finanziamento privato.

 

Allo stesso modo, invitiamo la comunità accademica dell’Università La Sapienza, studenti, professori e membri del personale tecnico-amministrativo a sottoscrivere la presente richiesta firmando questa lettera aperta.

 

 Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain

 

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ADHRB (Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain)Promotore della petizione
Questa petizione aveva 75 sostenitori

Il problema

Agli studenti, ai docenti ed al personale amministrativo dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”,

in qualità di rappresentanti di Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain (ADHRB) esprimiamo la nostra preoccupazione circa l'istituzione della “Cattedra Re Hamad per il dialogo interreligioso e la pacifica convivenza" presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. La nostra preoccupazione non riguarda l'istituzione del corso in sé, ma il finanziamento della suddetta cattedra da parte del governo del Bahrain, governo che discrimina la maggioranza religiosa del Bahrain, non si impegna nel dialogo interreligioso, né sostiene la coesistenza pacifica tra le comunità religiose nel suo territorio.

La legge italiana permette i finanziamenti privati ​​alle università pubbliche da circa trent’anni (Riforma Ruberti, 1990), tuttavia, in essa è presente un vuoto normativo sulle implicazioni etiche di chi fornisce i fondi. Come risultato di questa lacuna etico-legale, l'Università La Sapienza ha ottenuto una donazione dal Re del Bahrain per la creazione di una cattedra dedicata al dialogo interreligioso: la "Cattedra Re Hamad per il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica".

Il Bahrain è una nazione insulare al largo della costa orientale dell'Arabia Saudita, governata dalla famiglia Al-Khalifa. La famiglia dominante è sunnita, mentre la maggioranza della popolazione è sciita. Nel 2011, decine di migliaia di bahreiniti hanno manifestato pacificamente per maggiori diritti umani e politici, una rappresentanza politica adeguata, uguali diritti per tutti e una costituzione democratica. Il governo ha represso violentemente le manifestazioni e, secondo diversi organismi delle Nazioni Unite, da allora ha intrapreso una campagna di repressione, arrestando attivisti dell'opposizione politica e difensori dei diritti umani. A causa di questa repressione, ci sono attualmente 4.000 prigionieri politici in Bahrain e quasi ogni famiglia sciita può affermare di avere almeno un parente in prigione. Nonostante le violazioni dei diritti da parte del governo del Bahrain e la condanna della comunità internazionale, le autorità del Bahrain non hanno dimostrato alcuna volontà di cooperare o di impegnarsi in un dialogo pacifico con l'opposizione politica.

Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain ha documentato la discriminazione religiosa e le violazioni perpetrate contro la maggioranza sciita in numerose aree. Queste includono l'accesso all'occupazione e all'assistenza sociale; la libertà di credo; la distruzione di moschee e luoghi di culto; la discriminazione sociale ed educativa; la de-naturalizzazione degli individui sciiti e la naturalizzazione degli stranieri sunniti nel tentativo di modificare la demografia del paese.

Ciononostante, durante l'inaugurazione della cattedra, è stata mostrata una foto ingrandita del re con l'iscrizione: "la Cattedra Re Hamad sul dialogo interreligioso ... è stata concepita per la formazione e il coinvolgimento dei giovani di ogni parte del mondo per contribuire a combattere il terrorismo, l'estremismo e il radicalismo”.

Le violazioni della libertà di religione e di credo compiute dal governo del Bahrain nel proprio territorio sono in dissonanza con il sostegno finanziario elargito ad una facoltà di un'università pubblica italiana per l’istituzione di una cattedra che apparentemente cerca di promuovere la convivenza e il dialogo interreligioso. Di conseguenza, il sostegno del Bahrain alla cattedra in questione sembra più un tentativo di modificare la percezione del Regno e delle sue azioni a livello internazionale e in Italia, che non una semplice iniziativa di promozione culturale. Sembra, inoltre, che il Bahrain stia tentando di sfruttare il prestigio dell'Università La Sapienza per i suoi scopi.

 

Invitiamo, pertanto, l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” a:

-       Revocare l’intitolazione della cattedra al Re Hamad;

-       Prendere in considerazione l'integrazione di una disposizione volta ad imporre limiti morali ed etici all'accettazione dei finanziamenti privati ​​nel Codice Etico dell'Università, che attualmente tace sulla questione del finanziamento privato.

 

Allo stesso modo, invitiamo la comunità accademica dell’Università La Sapienza, studenti, professori e membri del personale tecnico-amministrativo a sottoscrivere la presente richiesta firmando questa lettera aperta.

 

 Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain

 

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ADHRB (Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain)Promotore della petizione

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Petizione creata in data 13 giugno 2019