Petition updateNo ai 200.000 euro alla diocesi di Firenze per la visita del PapaPer Natale la laicità va in vacanza. Speriamo che torni.
Circolo UAAR di Firenze

Dec 28, 2016
COMUNICATO STAMPA
La difesa del valore costituzionale della laicità sembra divenire ogni giorno di più una battaglia disperata; e ciò proprio in un momento nel quale il nostro paese registra un tasso sempre maggiore di pluralità in termini di adesione religiosa dei cittadini e un incremento sostanziale dei non credenti. Le autorità politiche paiono ormai alla deriva: il bacio della sacra pantofola, lo "scambio della veste" tra la pubblica amministrazione e le autorità di una singola confessione religiosa, quella cattolica, sono stati ormai eretti a sistema di governo. Tutto ciò, spiace dirlo, sta assumendo una dimensione allarmante anche nella nostra regione.
Abbiamo già avuto modo di denunciare l’incredibile elargizione di denaro pubblico, al di fuori di ogni controllo, che la Regione Toscana volle deliberare lo scorso anno a beneficio dell'Arcidiocesi in occasione della visita del papa; e continueremo imperterriti a indagare sugli indebiti benefici fiscali accordati sul nostro territorio alla Chiesa cattolica e ai suoi esercizi.
Ma le cose vanno male, purtroppo, anche sul piano della tanto sbandierata "difesa dei valori", tra i quali ormai quello della laicità sembra esser stato relegato in una posizione infima, quasi degradandolo a folklore, a puro pronunciamento rituale (la "buona laicità" di ratzingeriana memoria). E poche, pochissime, sono ormai le voci di dissenso che rispetto a questa sconfortante tendenza si levano dal mondo politico.
Lo scorso 14 dicembre il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato [ www.consiglio.regione.toscana.it/upload/crt/esito_sedute/40.pdf ] una mozione del gruppo consiliare Lega Nord (firmatario Marco Casucci) che «impegna il presidente e la giunta regionale ad esprimere la netta contrarietà a qualsiasi censura dei riferimenti al Natale nei luoghi e negli uffici pubblici della Toscana e a promuovere per quanto nelle proprie possibilità il riconoscimento dell’importanza dei valori universali trasmessi dalla suddetta Festa, indipendentemente dalla Fede religiosa professata liberamente da ciascun Cittadino» [ http://www.gruppoleganord.toscana.it/merito-allopportunita-tutelare-riprodurre-le-usanze-popolari-le-antiche-tradizioni-nostrane-legate-alle-feste-natalizie/ ].
La sgrammaticatura culturale di questo pronunciamento (e di tutte le motivazioni che lo precedono) è evidente: per definizione, l’accoglimento dei valori di una singola confessione religiosa non può essere indipendente dalla fede professata, e quegli stessi valori possono esser considerati "universali" solo da chi vi aderisce preventivamente con un atto di fede; senza contare che, come avviene ormai sempre più frequentemente nei pubblici pronunciamenti, si dimentica il rispetto dovuto a coloro che di fedi non ne professano alcuna. A tutto ciò si aggiunga l’uso capzioso del termine "censura", come se qui fosse in discussione la libertà di ciascuno di esprimere liberamente le proprie opinioni e le proprie convinzioni, anche in materia religiosa: libertà inalienabile che, a differenza di quanto sostenuto dal testo della mozione, presuppone l’assoluta neutralità dello spazio pubblico su tale materia.
Fin qui, tuttavia, ci sarebbe ben poco da discutere, date le ben note posizioni del gruppo consiliare che ha presentato la mozione. Sconforta invece che la mozione sia stata approvata da una maggioranza trasversale, con l’astensione del gruppo consiliare M5S e con il gruppo di maggioranza relativa (che del valore costituzionale della laicità dovrebbe essere tradizionalmente garante) spaccato non tra astensione e voto contrario, bensì tra astensione e voto favorevole.
Tutto il nostro plauso, dunque, ai consiglieri di SÌ - Toscana a Sinistra, unici a esprimere un voto contrario: un plauso che non deriva da allineamento politico (la nostra associazione è rigorosamente a-partitica e al suo interno politicamente variegata), bensì dalla constatazione amara che ormai la laicità delle istituzioni (questa sì valore universale) resta appannaggio, nel mondo politico, di pochi, lucidi ed encomiabili, rappresentanti.
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