

La casa comune va a fuoco! Basta con le divisioni in Piemonte!
Il problema
Quanto sta avvenendo in Regione Piemonte a pochi mesi dalle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio regionale e di quello di alcuni tra i più importanti comuni della Città Metropolitana di Torino, Collegno e Rivoli in particolare, è incomprensibile e ingiustificabile agli occhi degli elettori che vogliono battere le destre per respingere, a partire dai territori, il progetto eversivo della democrazia parlamentare in atto nel nostro Paese.
La legge regionale piemontese, maggioritaria a turno unico, impone la formazione di una coalizione in grado di superare anche di un solo voto il blocco unito, poco importa se si tratta di un’unione fittizia e interessata, dei partiti di destra. Anche a livello comunale, nonostante il doppio turno previsto dalla legge in vigore per questo tipo di elezione, solo un’ampia coalizione dei partiti che a livello nazionale si oppongono al governo Meloni può portare alla sconfitta delle destre. La responsabilità di un mancato accordo alla Regione e nei comuni dove in primavera si andrà al voto ricade sui partiti maggiormente rappresentativi dell’elettorato progressista, il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, attorno ai quali dovrebbero convergere le altre forze politiche minori, in particolare Verdi, Sinistra Italiana, Unione Popolare. Appare, allora, inaccettabile la volontà del PD di attribuire a sé la scelta del candidato presidente e dei candidati sindaci - sulla scia di una vocazione maggioritaria che credevamo definitivamente superata con la nuova segretaria nazionale, Elly Schlein - così come risulta inaccettabile la decisione del M5S di abbandonare la coalizione minacciando la corsa in solitaria. Così si condanna, senza neppure dare battaglia, l’elettorato progressista piemontese a una sconfitta sia in Regione che a livello comunale!
L’assenza di una strategia vincente disincentiva il voto in un bacino elettorale potenzialmente maggioritario e, promuovendo l’astensionismo, riduce gli spazi di democrazia effettiva. Una visione miope che condanna all’irrilevanza chi si ostina in sterili tatticismi di bottega. Noi progressisti piemontesi chiediamo che il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle trovino, coinvolgendo tutte le forze politiche della sinistra, l’unità d’azione necessaria per battere il progetto di premierato e di autonomia regionale differenziata che scardina l’ordinamento democratico-parlamentare nato dalla Guerra Partigiana e l’Unità Nazionale conseguita a duro prezzo centosessanta anni fa, dopo secoli di dipendenza e di servitù straniera. Il Piemonte è stato il protagonista indiscusso del Risorgimento e della Resistenza, noi non vogliamo che mediocri dispute di partito mettano in discussione i risultati che i nostri padri hanno conquistato, dopo dure lotte, a beneficio dell’intera nazione italiana.
Dunia Astrologo (Torino); Pietro Bizzotto (Torino); Bruno Boni Castagnetti (Torino); Lucia Confalonieri (Burolo); Viorica Enie (Rivoli); Nicola Gagliotti (Rivoli); Pino Ippolito Armino (Rivoli); Pietro Jarre (Torino); Franco Marra (Rivoli); Stefano Musso (Torino); Mariella Rapetti (Ivrea); Letizia Serafini (Rivoli); Adriano Serafino (Torino); Pietro Terna (Rivoli)

PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Quanto sta avvenendo in Regione Piemonte a pochi mesi dalle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio regionale e di quello di alcuni tra i più importanti comuni della Città Metropolitana di Torino, Collegno e Rivoli in particolare, è incomprensibile e ingiustificabile agli occhi degli elettori che vogliono battere le destre per respingere, a partire dai territori, il progetto eversivo della democrazia parlamentare in atto nel nostro Paese.
La legge regionale piemontese, maggioritaria a turno unico, impone la formazione di una coalizione in grado di superare anche di un solo voto il blocco unito, poco importa se si tratta di un’unione fittizia e interessata, dei partiti di destra. Anche a livello comunale, nonostante il doppio turno previsto dalla legge in vigore per questo tipo di elezione, solo un’ampia coalizione dei partiti che a livello nazionale si oppongono al governo Meloni può portare alla sconfitta delle destre. La responsabilità di un mancato accordo alla Regione e nei comuni dove in primavera si andrà al voto ricade sui partiti maggiormente rappresentativi dell’elettorato progressista, il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, attorno ai quali dovrebbero convergere le altre forze politiche minori, in particolare Verdi, Sinistra Italiana, Unione Popolare. Appare, allora, inaccettabile la volontà del PD di attribuire a sé la scelta del candidato presidente e dei candidati sindaci - sulla scia di una vocazione maggioritaria che credevamo definitivamente superata con la nuova segretaria nazionale, Elly Schlein - così come risulta inaccettabile la decisione del M5S di abbandonare la coalizione minacciando la corsa in solitaria. Così si condanna, senza neppure dare battaglia, l’elettorato progressista piemontese a una sconfitta sia in Regione che a livello comunale!
L’assenza di una strategia vincente disincentiva il voto in un bacino elettorale potenzialmente maggioritario e, promuovendo l’astensionismo, riduce gli spazi di democrazia effettiva. Una visione miope che condanna all’irrilevanza chi si ostina in sterili tatticismi di bottega. Noi progressisti piemontesi chiediamo che il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle trovino, coinvolgendo tutte le forze politiche della sinistra, l’unità d’azione necessaria per battere il progetto di premierato e di autonomia regionale differenziata che scardina l’ordinamento democratico-parlamentare nato dalla Guerra Partigiana e l’Unità Nazionale conseguita a duro prezzo centosessanta anni fa, dopo secoli di dipendenza e di servitù straniera. Il Piemonte è stato il protagonista indiscusso del Risorgimento e della Resistenza, noi non vogliamo che mediocri dispute di partito mettano in discussione i risultati che i nostri padri hanno conquistato, dopo dure lotte, a beneficio dell’intera nazione italiana.
Dunia Astrologo (Torino); Pietro Bizzotto (Torino); Bruno Boni Castagnetti (Torino); Lucia Confalonieri (Burolo); Viorica Enie (Rivoli); Nicola Gagliotti (Rivoli); Pino Ippolito Armino (Rivoli); Pietro Jarre (Torino); Franco Marra (Rivoli); Stefano Musso (Torino); Mariella Rapetti (Ivrea); Letizia Serafini (Rivoli); Adriano Serafino (Torino); Pietro Terna (Rivoli)

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Petizione creata in data 8 dicembre 2023