Buongiorno a tutti, l’ultimo aggiornamento della petizione ed il primo comunicato del Comitato Hospice hanno suscitato la risposta della ASL, sia con comunicati stampa che con una conferenza stampa.
"Noi - ha spiegato il direttore generale della Asl, Antonio D'Urso - abbiamo già proposto il progetto agli uffici regionali competenti e adesso attendiamo risposte sulle tempistiche. Si è trattato di un percorso obbligato in quanto l'intera opera sarà finanziata con fondi ottenibili accedendo al programma straordinario degli investimenti pubblici in sanità (articolo 20)".
“Abbiamo già proposto il progetto alla Regione”: non è dato sapere quando e con quale atto sia stata fatta la proposta. Il Consigliere Casucci (Lega) già da una decina di giorni ha portato in Consiglio Regionale la richiesta di poter accedere agli atti (non alle dichiarazioni di circostanza) regionali o della ASL relativi all’Hospice. Al momento, nessuna risposta.
“L’intera opera sarà finanziata con i fondi ottenibili con l’ex-art. 20”: non dice che saranno ottenuti ed usa l’aggettivo ottenibili ed infatti avevamo già chiarito che i Ministeri della Salute e delle Finanze non sono obbligati ad ottemperare alla richiesta.
E dunque, benché il progetto esista e sia già stato visionato, il nuovo hospice dovrà attendere, commenta il giornalista. L’articolo prosegue "Sia il presidente Giani che l'assessore Bezzini - ha aggiunto D'Urso - mi hanno più volte garantito l'intenzione di dare priorità all'hospice di Arezzo. Un impegno che mi sento di condividere poiché, come del resto per tutta la città, la realizzazione di questo spazio è per me molto importante".
“Benchè il progetto esista e sia stato già visionato”: sono parole del giornalista, il quale evidentemente si fida ciecamente di quanto è stato detto – non scritto in atti ufficiali ! – da ASL e da qualche politico. E il giornalista continua: “il nuovo hospice dovrà attendere” e questa, al momento, è l’unica amara certezza. E la ASL non è ancora in grado dirci se e quando arriverà il finanziamento.
"Sia il presidente Giani che l'assessore Bezzini - ha aggiunto D'Urso - mi hanno più volte garantito l'intenzione di dare priorità all'hospice di Arezzo.
“Priorità”: l’hospice è stato sfrattato il 23 marzo del 2020 e se le priorità in questa ASL viaggiano con questa lentezza, non oso pensare cosa accada per ciò che non è prioritario !
Per esempio, un angiografo andò distrutto da un incendio il 16/04/20, fu deliberato l'acquisto di un nuovo angiografo nel maggio 2021, il quale mi dicono sia arrivato nella stessa estate, ma non è ancora in funzione....
“Mi hanno più volte garantito”: le garanzie vere le si formalizzano con delibere operative !
“Un impegno che mi sento di condividere poiché, come del resto per tutta la città, la realizzazione di questo spazio è per me molto importante".
E’ così importante che, se non fosse creato il movimento di Cittadini e di alcuni Politici attraverso la petizione, probabilmente non ci sarebbero state neanche queste dichiarazioni, per altro scivolose. Mi sembra alquanto singolare che l’hospice sia diventato importante e prioritario dopo “appena” 23 mesi dal suo sfratto.
“Dal canto loro gli ufficio tecnici della sud est si sono già messi all'opera individuando l’area per la nuova palazzina che ospiterà l'hospice e mettendo su carta planimetrie e prospetti.”
Si sono messi al lavoro un po’ in ritardo, mi permetto di dire, segno che prima non ne avevano ricevuto l’incarico da chi può decidere.
“Il progetto preliminare prevede la realizzazione di un edificio a due piani per una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro”, i quali nella conferenza stampa di qualche ora dopo diventano 4.500.000 di euro.
Da aprile 2021 ad oggi ci sono state fornite varie cifre: 1.300.000, più di 3.000.000, 4.000.000 ed ora 4.500.000 di euro: non vi viene il sospetto che fino a poco tempo fa non si era pensato concretamente ad un vero progetto e che si indicassero cifre un po’ a casaccio ?
“I lavori, (partendo dalla demolizione delle palazzine) inizieranno a giugno 2022 per concludersi definitivamente, con la realizzazione degli interventi finanziati dal PNRR, nel 2026.”
La demolizione delle strutture pericolanti è vero che può rappresentare un primo passo per la riqualificazione dell’area Pionta e, forse, per il nuovo hospice, ma:
1. La delibera di abbattimento è il primo atto formale della ASL che riguarda, almeno in parte, l’Hospice ed è del 14/02/22. Di questa data non c‘è dubbio che mese e giorno siano da molti ritenuti propizi, ma l’anno (2022) dimostra inequivocabilmente che fino ad ora, in realtà, ci hanno propinato solo chiacchiere, come del resto sospettavamo da tempo;
2. Da aprile 2019 esiste un’ordinanza comunale di abbattimento e quindi tale passo andava fatto (prima o poi, senza fretta, per carità) e non è necessariamente propedeutico agli altri successivi lavori, per i quali, al momento, non ci sono delibere, ne’ finanziamenti certi;
3. L’unico atto formale che esiste al momento per tutta l’area interessata è, appunto, la delibera di abbattimento;
4. Ammesso e non concesso che demolizioni e sgombero delle macerie avvengano entro fine 2022, quanto dovremo aspettare per vedere almeno l’inizio dei lavori per l’hospice ? Infatti, per le altre nuove strutture finanziate con il PNRR c’è un termine ben preciso che è il 2026, pena il decadere di quei finanziamenti.
Per l’hospice ci si affida ai finanziamenti, tutt’ altro che certi, del Ministero (ex art. 20). E se il Ministero non finanzia ? I fondi legati al PNNR sembrano più certi sia come loro arrivo che come tempistiche per concludere le opere ed allora perché non includere anche l’hospice nel piano PNRR ?
Continua l’articolo “Tutto è già finanziato e deliberato, conclude il Direttore Antonio D’Urso". Eppure c’era appena stato detto che per l’hospice si attendono i fondi dal Ministero e per le altre strutture si si attendono i fondi del PNRR. Inoltre, al momento, nell’Albo Pretorio (la “bacheca” ufficiale) della ASL c’è solo la delibera di demolizione di cui sopra !
Rilancio una vecchia proposta. Poiché:
1. Al momento, per avere un simulacro di hospice, stiamo pagando un affitto di 600.000 euro all’anno all’Istituto Privato di Riabilitazione Madre della Divina Provvidenza e rischiamo di continuare a pagarlo fino a tutto il 2026per un totale di 3.600.000 euro.
2. Tra ristrutturazione del IV piano dell’Ospedale San Donato dove poi si era insediata l’Oncologia e ristrutturazione ad Hospice della Palazzina detta CALCIT (ex Oncologia) ad Hospice abbiamo speso quasi 2.000.000 di euro;
3. A detta di Operatori e Pazienti, nella palazzina CALCITA (dove è tornata l’Oncologia) gli spazi non sono sufficienti;
Si propone, appena la situazione covid lo permetterà, di riportare – a costo zero o quasi - l’Hospice nella Palazzina CALCIT e l’Oncologia al IV piano dell’Ospedale; tale operazione avrebbe come ricadute virtuose:
a. Risparmio di 600.000 euro all’anno;
b. Riavere in tempi rapidi un vero Hospice;
c. Non aver gettato via i quasi 2.000.000 di cui al precedente punto 2;
d. Costruire – se occorre – una nuova palazzina per l’Oncologia, con spazi moderni ed adeguati, invece di un nuovo Hospice.
Non ho mai capito perché questa soluzione, più rapida, più economica e più razionale, non interessi ne’ alla ASL, ne’ ad alcuni politici…sembra quasi che il vero obiettivo sia spendere. Boh. Vi prego, aiutatemi a capire.
Grazie, per l’attenzione e il sostegno che dimostrate ad ogni aggiornamento !
Alla Prossima