Petition updateL'abbazia di Kàlena non deve morire!L’ABBAZIA DI KALENA DEVE TORNARE ALLA COLLETTIVITÀ DI PESCHICI

teresa maria rauzinoRodi garganico, Italy
Nov 27, 2015
Oggi 27 novembre 2015, il Quotidiano “L’Attacco” dedica un articolo alla nostra Petizione per Kàlena.
L'ABBAZIA DI KALENA DEVE TORNARE ALLA COLLETTIVITÀ DI PESCHICI
"Kalena non deve morire", l'urlo di dolore dell'abbazia di Peschici sbarca sulla rete con una petizione online, change.org che fa registrare 1158 sottoscrizioni. Tra le quali spicca anche la firma di uno degli eredi Martucci e di sua moglie Pina Cutolo.
Otto sono i destinatari della petizione: la presidenza del Consiglio dei Ministri, quindi Matteo Renzi; la segreteria del del governatore pugliese Michele Emiliano; la soprintendenza dei Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Puglia; l'Assessorato al bilancio regionale retto da Raffaele Piemontese; il sindaco di peschici Francesco Tavaglione; il Ministero dei Beni culturali; la direzione dei beni culturali e paesaggistici della Regione Puglia e la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici.
Da anni, uno dei monumenti simbolo del Gargano - l'abbazia di Santa Maria di Kàlena, in agro di Peschici - è sotto attacco degli agenti atmosferici. Mentre intorno il silenzio è assordante. Tutela disattesa dai proprietari che usano Kalena come deposito di macchine agricole e da chi da chi è preposto istituzionalmente a vigilare sul monumento, in primis la soprintendenza regionale. L'abbazia e le due chiese, un tempo luogo di culto di grande interesse storico-culturale, testimonianze irripetibili dello "spirito dei luoghi", oggi versano in uno stato di indicibile abbandono, I tetti, ormai inesistenti, mettono in evidenza capitelli e affreschi che l'intemperie e l'umidità stanno cancellando lentamente, parti preziose in irreversibile disfacimento. Tant'è che anche nella serie TV in onda su Rai Uno Kalena è stata utilizzata per far pascolare pecore e capre. L'imbarazzante quanto drammatica situazione in cui versa l'abbazia ha superato i confini nazionali: «Kalena non deve morire perché è un importante marchio di cultura europea. Perchè è bellissima» è il commento di Veronika Pelikan da Wien, Austria.
In oltre mille gridano allo scandalo.
“L’Attacco” 27 novembre 2015
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