CONSERVIAMO L’EX PRANDINA COME LUOGO VITALE DELLA CITTÀ, SPAZIO VERDE E SOCIO-CULTURALE!

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L’EX CASERMA PRANDINA NON PUO’ DIVENTARE UN’ ANONIMA ZONA DI SERVIZIO PER LE AUTO, MA DEVE TRASFORMARSI IN UNA PARTE VITALE DELLA CITTA’, CHE VENGA IDENTIFICATA COME LUOGO D’INCONTRO, DOVE PASSARE IL TEMPO LIBERO IN UN AMBIENTE SOSTENIBILE E COLLEGATO AL SUO NATURALE CONTESTO E DOVE ACCEDERE A SERVIZI SOCIO-CULTURALI E RICREATIVI DI CUI LA CITTÀ DI OGGI SENTE UN GRANDE BISOGNO.
 
ECCO ALCUNE DELLE FUNZIONI CHE SI POSSONO IMMAGINARE PER L’AREA:
 
-       Parco attrezzato, nel quale il patrimonio verde esistente venga curato e incrementato
-       Conservazione, restauro e messa in sicurezza degli edifici storici interni all’area per promuoverne le diverse funzioni
-       Connettività al centro e alle mura attraverso percorsi pedonali  
-       Offerta di attività e laboratori di tipo sportivo, socio-culturale, artistico, ricreativo, rivolte a diverse fasce di età
-       Realizzazione di attività legate a servizi di comunità, che valorizzino la miriade di associazioni presenti nel territorio, facendo diventare l’area della ex caserma Prandina il centro di promozione delle iniziative legate a Padova capitale del volontariato 2020.
-       Valorizzazione di progetti di orticoltura sostenibile
-       Centro di informazione per promuovere un turismo sostenibile diffuso in tutta l’area urbana.

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L’area dell’ex caserma Prandina  di Padova ha un valore storico culturale rilevante, che non si può trascurare trattandola come un luogo avulso dal contesto circostante, il quale racchiude il centro storico, le mura cinquecentesche,  monasteri, chiese medievali ed altri pregevoli elementi del paesaggio urbano, oppure come un semplice spazio da riempire con un parcheggio entro le mura, anche considerando il fatto chela destinazione d’uso vigente è quella di verde pubblico attrezzato. Tutto ciò è vero soprattutto in un momento storico nel quale occorre concepire un nuovo rapporto fra il centro urbano e i bisogni collettivi che vi si esprimono, e un’idea di mobilità collegata all’uso dei mezzi pubblici e di parcheggi scambiatori fuori dal centro abitato.                                                                                                             
 
Occorre una nuova concezione della città, nella quale si recuperi la memoria storica dei luoghi per adattarla ad usi innovativi,che non sia più vista esclusivamente nelle sue funzioni di consumo, ma anche e soprattutto in quelle legate alla cultura, alla socialità, al tempo libero. Per questo l’ex Caserma Prandina, deve essere rigenerata nel rispetto della sua vocazione, con un progetto ambizioso che la riconnetta al contesto e la faccia diventareparte integrante del parco delle mura e delle acque,  attribuendole un insieme di funzioni coordinate che consentano alla cittadinanza di godere in modo pieno di questo bene pubblico .                                                                                 
 
All’interno di un nuovo disegno della città e del centro storico, deve inoltre trovare posto il criterio chiave della sostenibilità ambientale.
Padova detiene importanti primati in materia di inquinamento, sia in Italia che in Europa, la qualità dell’aria si colloca spesso al di sotto degli standard di sicurezza ed abbiamo un importante obiettivo da raggiungere entro il 2030: la riduzione obbligatoria dell’inquinamento del 40% rispetto ai livelli del 1995.                                                                                                                                          
Non si può dunque decidere della destinazione di aree strategiche collocate al centro ed in periferia senza misurarsi con questo obiettivo, che impone una riflessione profonda sulla mobilità, sul consumo e sulla impermeabilizzazione del suolo, sulla cura e sull’incremento importante del patrimonio verde a disposizione dei residenti, sulla qualità dell’aria in città, tanto più all’interno di una zona in cui sono collocate scuole ed altri servizi rivolti a fasce in età giovanile o infantile.                                                                                                                                           
 
Alla luce di queste premesse, riteniamo che l’area in oggetto possa diventare un nucleo fondamentale per valorizzare l’ambiente storico, architettonico, naturale, interno a questa e ad essa collegato con una riqualificazione che ne rispetti la destinazione originaria e che la declini sui bisogni odierni, su quella nuova generazione di diritti che riguardano un ambiente sano, godibile, fonte di occasioni per aumentare il benessere collettivo, la qualità della vita urbana, la crescita sociale e culturale. Tutto questo può realizzarsi anche attraverso un coinvolgimento della cittadinanza nella progettazione e nella sperimentazione dei possibili usi.

GRUPPO AMICI DELL’EX PRANDINA
Luisa Calimani, Sergio Lironi, Nicola Lovisatti, Laura Bettini, Rosalia Toller, Carlo Bettio, Sergio Ventura

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