

IL SANGUE NON ASPETTA
Il problema
Rafforziamo i servizi trasfusionali di Genova. Per chi dona e per chi ha bisogno di cure.
Galliera32 ha raccolto documenti, esaminato atti ufficiali e ricostruito i cambiamenti della rete trasfusionale nel percorso di riorganizzazione sanitaria regionale. Insieme a CUB e Giustizia Sociale abbiamo portato richieste precise all’incontro regionale del 14 luglio e alla II Commissione Salute del 3 agosto.
Ora serve la tua firma per dare forza a questo lavoro e ottenere impegni concreti.
Il sangue riguarda tutti: chi arriva in ospedale per un’urgenza, chi affronta un intervento e chi dipende da trasfusioni regolari.
Riguarda i donatori, che devono trovare sedi accessibili, informazioni chiare e servizi organizzati. Il loro gesto volontario e solidale è essenziale per la tenuta dell’intera rete.
Chiediamo alla Regione Liguria e ad AOM un piano per rafforzare tutti i servizi trasfusionali metropolitani, con personale, risorse e scadenze pubbliche.
Le difficoltà sono note e documentate
L’11 maggio 2026 il DIAR regionale segnalava criticità organizzative e un margine insufficiente fra raccolta e utilizzo del sangue nell’area metropolitana.
Il 10 giugno la Medicina Trasfusionale AOM descriveva una situazione «grave e non ulteriormente sostenibile», indicando carenze di medici, tecnici e infermieri. Le misure proposte, comprese riduzioni e concentrazioni delle attività, erano definite «necessarie, ma non risolutive».
Dopo oltre cinque mesi di riorganizzazione della rete trasfusionale metropolitana in ambito AOM, chiediamo di conoscere i risultati raggiunti e il programma per recuperare e rafforzare davvero i servizi, con personale, risorse e tempi definiti.
I cittadini hanno diritto di conoscere ciò che riguarda le loro cure. I professionisti devono poter lavorare con strumenti tecnologici e personale adeguati. I reparti devono poter contare su un supporto trasfusionale tempestivo, anche nelle condizioni più difficili.
La sanità ligure è in sofferenza e una riforma sanitaria ha senso se migliora davvero la risposta al cittadino.
Galliera: recuperare la presenza notturna in sede
Dal 13 luglio al Galliera è sospesa la presenza notturna del servizio trasfusionale. Dalle 20 alle 8 le urgenze sono supportate dal San Martino, con l’invio dei campioni biologici e il successivo arrivo degli emocomponenti: passaggi che rendono i tempi dipendenti dagli spostamenti tra i due ospedali.
AOM riferisce che non risultano segnalazioni dei reparti clinici di ritardi cui attribuire danni ai pazienti.
Nel riscontro del 30 settembre dichiara però che non risultano agli atti prove di convalida formalizzate precedenti all’avvio.
Su 13 richieste notturne agli atti, in otto casi risulta documentata la consegna. Per questi otto casi, il tempo medio di evasione comunicato è di 85 minuti.
Chiediamo tempi completi e verifiche anche in caso di traffico, indisponibilità dei mezzi o urgenze contemporanee.
Ponente: recuperare le attività perse
A Villa Scassi le carenze di tecnici avevano già comportato, alla fine del 2023, il trasferimento temporaneo delle urgenze notturne e festive al San Martino. Le annose difficoltà nel reperire personale sono tornate nel confronto regionale del settembre 2026.
Per Voltri, la nota AOM del 10 giugno prospettava la chiusura della sede pubblica di raccolta per concentrare il personale medico a Villa Scassi. A settembre AOM ne dichiarava la sospensione temporanea.
Il Ponente ha bisogno di una prospettiva chiara.
Chiediamo un cronoprogramma sulle attività da recuperare, perché le difficoltà che si ripresentano negli anni devono trovare risposte strutturali.
Che cosa sostieni con la tua firma
1. Un piano per tutta la rete trasfusionale metropolitana.
Il ripristino della guardia attiva H24 al Trasfusionale del Galliera, il rafforzamento dei servizi nel Ponente e le risorse necessarie al San Martino per le proprie attività e il supporto agli altri presidi.
Il piano deve definire il ruolo di ciascuna sede, le attività da garantire e recuperare e le condizioni per superare le misure temporanee.
Il recupero di un servizio non deve impoverirne un altro.
2. Personale e risorse per realizzarlo.
Reclutamento, formazione, sostituzione delle uscite e condizioni che favoriscano la permanenza del personale qualificato. Tecnologie, sistemi informatici integrati ed eventuali trasporti devono essere implementati e adeguati per garantire i servizi.
3. Una verifica tecnica indipendente, attivata dalle istituzioni.
Chiediamo alla Regione di promuovere un accertamento tecnico indipendente sull’organizzazione realmente operativa, attraverso gli organismi competenti e con una chiara distinzione fra chi verifica e chi ha progettato e gestisce il riordino.
Risultati, eventuali criticità e interventi correttivi devono essere pubblici.
Chiediamo a Regione Liguria e ad AOM:
Entro 30 giorni dalla presentazione formale della petizione: un quadro aggiornato dei servizi, del personale effettivamente disponibile, degli interventi realizzati e delle criticità ancora aperte.
Entro 60 giorni dalla presentazione formale: un piano metropolitano aggiornato, con risorse individuate e un cronoprogramma ufficiale di adeguamento.
Alla II Commissione Salute chiediamo di seguire l’attuazione degli impegni, con aggiornamenti pubblici.
Una riforma sanitaria ha senso solo se migliora davvero il servizio che arriva alle persone.
Firma e condividi. Dai forza alle richieste.
Comitato Civico Indipendente Galliera32 · CUB · Giustizia Sociale

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Il problema
Rafforziamo i servizi trasfusionali di Genova. Per chi dona e per chi ha bisogno di cure.
Galliera32 ha raccolto documenti, esaminato atti ufficiali e ricostruito i cambiamenti della rete trasfusionale nel percorso di riorganizzazione sanitaria regionale. Insieme a CUB e Giustizia Sociale abbiamo portato richieste precise all’incontro regionale del 14 luglio e alla II Commissione Salute del 3 agosto.
Ora serve la tua firma per dare forza a questo lavoro e ottenere impegni concreti.
Il sangue riguarda tutti: chi arriva in ospedale per un’urgenza, chi affronta un intervento e chi dipende da trasfusioni regolari.
Riguarda i donatori, che devono trovare sedi accessibili, informazioni chiare e servizi organizzati. Il loro gesto volontario e solidale è essenziale per la tenuta dell’intera rete.
Chiediamo alla Regione Liguria e ad AOM un piano per rafforzare tutti i servizi trasfusionali metropolitani, con personale, risorse e scadenze pubbliche.
Le difficoltà sono note e documentate
L’11 maggio 2026 il DIAR regionale segnalava criticità organizzative e un margine insufficiente fra raccolta e utilizzo del sangue nell’area metropolitana.
Il 10 giugno la Medicina Trasfusionale AOM descriveva una situazione «grave e non ulteriormente sostenibile», indicando carenze di medici, tecnici e infermieri. Le misure proposte, comprese riduzioni e concentrazioni delle attività, erano definite «necessarie, ma non risolutive».
Dopo oltre cinque mesi di riorganizzazione della rete trasfusionale metropolitana in ambito AOM, chiediamo di conoscere i risultati raggiunti e il programma per recuperare e rafforzare davvero i servizi, con personale, risorse e tempi definiti.
I cittadini hanno diritto di conoscere ciò che riguarda le loro cure. I professionisti devono poter lavorare con strumenti tecnologici e personale adeguati. I reparti devono poter contare su un supporto trasfusionale tempestivo, anche nelle condizioni più difficili.
La sanità ligure è in sofferenza e una riforma sanitaria ha senso se migliora davvero la risposta al cittadino.
Galliera: recuperare la presenza notturna in sede
Dal 13 luglio al Galliera è sospesa la presenza notturna del servizio trasfusionale. Dalle 20 alle 8 le urgenze sono supportate dal San Martino, con l’invio dei campioni biologici e il successivo arrivo degli emocomponenti: passaggi che rendono i tempi dipendenti dagli spostamenti tra i due ospedali.
AOM riferisce che non risultano segnalazioni dei reparti clinici di ritardi cui attribuire danni ai pazienti.
Nel riscontro del 30 settembre dichiara però che non risultano agli atti prove di convalida formalizzate precedenti all’avvio.
Su 13 richieste notturne agli atti, in otto casi risulta documentata la consegna. Per questi otto casi, il tempo medio di evasione comunicato è di 85 minuti.
Chiediamo tempi completi e verifiche anche in caso di traffico, indisponibilità dei mezzi o urgenze contemporanee.
Ponente: recuperare le attività perse
A Villa Scassi le carenze di tecnici avevano già comportato, alla fine del 2023, il trasferimento temporaneo delle urgenze notturne e festive al San Martino. Le annose difficoltà nel reperire personale sono tornate nel confronto regionale del settembre 2026.
Per Voltri, la nota AOM del 10 giugno prospettava la chiusura della sede pubblica di raccolta per concentrare il personale medico a Villa Scassi. A settembre AOM ne dichiarava la sospensione temporanea.
Il Ponente ha bisogno di una prospettiva chiara.
Chiediamo un cronoprogramma sulle attività da recuperare, perché le difficoltà che si ripresentano negli anni devono trovare risposte strutturali.
Che cosa sostieni con la tua firma
1. Un piano per tutta la rete trasfusionale metropolitana.
Il ripristino della guardia attiva H24 al Trasfusionale del Galliera, il rafforzamento dei servizi nel Ponente e le risorse necessarie al San Martino per le proprie attività e il supporto agli altri presidi.
Il piano deve definire il ruolo di ciascuna sede, le attività da garantire e recuperare e le condizioni per superare le misure temporanee.
Il recupero di un servizio non deve impoverirne un altro.
2. Personale e risorse per realizzarlo.
Reclutamento, formazione, sostituzione delle uscite e condizioni che favoriscano la permanenza del personale qualificato. Tecnologie, sistemi informatici integrati ed eventuali trasporti devono essere implementati e adeguati per garantire i servizi.
3. Una verifica tecnica indipendente, attivata dalle istituzioni.
Chiediamo alla Regione di promuovere un accertamento tecnico indipendente sull’organizzazione realmente operativa, attraverso gli organismi competenti e con una chiara distinzione fra chi verifica e chi ha progettato e gestisce il riordino.
Risultati, eventuali criticità e interventi correttivi devono essere pubblici.
Chiediamo a Regione Liguria e ad AOM:
Entro 30 giorni dalla presentazione formale della petizione: un quadro aggiornato dei servizi, del personale effettivamente disponibile, degli interventi realizzati e delle criticità ancora aperte.
Entro 60 giorni dalla presentazione formale: un piano metropolitano aggiornato, con risorse individuate e un cronoprogramma ufficiale di adeguamento.
Alla II Commissione Salute chiediamo di seguire l’attuazione degli impegni, con aggiornamenti pubblici.
Una riforma sanitaria ha senso solo se migliora davvero il servizio che arriva alle persone.
Firma e condividi. Dai forza alle richieste.
Comitato Civico Indipendente Galliera32 · CUB · Giustizia Sociale

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Petizione creata in data 16 ottobre 2026